Augusta, la folle notte di due uomini finisce con le botte, le manette e il processo direttissimo

Siracusa. Sono stati processati per direttissima Salvatore Raniolo e Alfio Coco, entrambi residente in Augusta, arrestati dai Carabinieri della locale Compagnia per i reati di rissa, resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale. Salvatore Raniolo a metà dell’udienza è stato autorizzato dal Giudice Monocratico Antonio Dami di andare via per essere accompagnato all’ospedale di Augusta, in quanto era stato colpito da conati di vomito. L’udienza è proseguita con la presenza fisica di Alfio Coco, che rispetto al compagno di bravata si presentava in perfette condizioni di salute. Presenti in aula ci sono l’avvocato Puccio Forestiere, difensore del malfermo Salvatore Raniolo e l’avvocato Vincenzo Merlino, legale del Coco. Il Giudice Monocratico Dami ha rigettato la richiesta del Pubblico Ministero tesa ad ottenere l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari ai due augustani, ordinando la loro immediata scarcerazione. Per garantire le esigenze cautelari, il Giudice Monocratico ha applicato al Raniolo e al Coco la misura cautelare dell’obbligo di firma presso la Compagnia dei Carabinieri di Augusta. Inoltre, dopo aver concesso i termini a difesa come richiesto dagli avvocati Puccio Forestiere e Vincenzo Merlino, il Giudice Monocratico ha stabilito che i due imputati dovranno ritornare al suo cospetto per la definizione del processo all’udienza del 13 novembre.
Salvatore Raniolo e Alfio Coco la notte tra il 5 ed il 6 novembre hanno alzato il gomito tracannando parecchi bicchieri di bevande alcoliche e, all’interno di un pub, hanno iniziato a dare uno spettacolo non consono al vivere civile. Un ragazzo che aveva osato redarguirli è stato preso di mira dai due ubriachi che hanno cercato di aggredirlo. Il Raniolo in particolar modo, andato in escandescenza, ha danneggiato i mobili del pub nel tentativo di colpire il giovane antagonista, ma quest’ultimo non è rimasto a guardare e, approfittando della ressa che si era venuta a provocare, è riuscito a dileguarsi. Anche Raniolo e Coco, pochi istanti dopo, sono riusciti a fuggire dal pub e si sono posti all’inseguimento del giovane che aveva osato redarguirli. Il ragazzo, quando ha sentito le urla dei due ubriachi, ha accelerato il passo, poi visto che quelli si stavano avvicinando paurosamente, ha iniziato a correre e si è andato a rifugiare in un pub della piazza principale di Augusta, dove ha chiesto aiuto. Gli esercenti e gli avventori hanno capito che la richiesta di aiuto era provocata dalla minaccia reale del sopraggiungere dei Raniolo e del Coco, in particolar modo del primo che urlava a squarciagola insulti d’ogni tipo contro il giovane che lui voleva afferrare per massacrarlo di botte senza però riuscire nel suo intento. Anche nel secondo pub lo scontro fisico tra Raniolo e Coco è stato contro le persone che cercavano di farli calmare e di impedire che malmenassero il ragazzo che chiedeva aiuto. Ma nessuno è riuscito a dissuadere i due ubriachi e a quel punto i titolari del pub hanno chiamato i Carabinieri. I militari hanno dovuto sudare le classiche sette camicie per immobilizzare in particolar modo il Raniolo, che sembrava un forsennato. Alla fine ci sono riusciti anche perchè, a fronte delle lievi lesioni riportate da due o tre Carabinieri, la peggio è toccata proprio all’indemoniato Salvatore Raniolo, che si è ritrovato col setto nasale rotto, con contusioni e ferite lacero contuse al capo, alle braccia e in altre parti del corpo. L’uomo è stato condotto immediatamente trasportato all’ospedale Muscatello, dove è stato ricoverato per l’intervento chirurgico al naso e per sedarlo contro lo stato di crisi di nervi e per fargli smaltire la sbornia. Viceversa il Coco è stato riaccompagnato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari. Giovedì mattina, il Pubblico Ministero di turno alla Procura ha disposto la citazione dei due augustani per la direttissima e i Carabinieri si sono recati all’ospedale Muscatello per sapere se le condizioni di salute consentivano al Raniolo di essere dimesso per essere condotto al Tribunale di Siracusa. Salvatore Raniolo ha detto di poter affrontare il viaggio e ha seguito i Carabinieri, ma arrivato al secondo livello del Tribunale ha iniziato a sentirsi male e prima ancora di essere introdotto nell’aula in cui si doveva celebrare il processo ha vomitato. I Carabinieri avrebbero voluto riaccompagnarlo in ospedale ma lui ha detto che intendeva rimanere nell’aula ma, poco dopo, è stato colto dai conati di vomito che lo hanno indotto a lasciare l’aula e seguire i Carabinieri che lo hanno di gran carriera riportato in ospedale. Dove è rimasto fino a tutto il pomeriggio di giovedì e cioè sino all’arrivo della comunicazione che il Giudice Monocratico Antonio Dami aveva ordinato la sua immediata liberazione. Salvatore Raniolo in compagnia dei familiari ha lasciato il nosocomio facendo rientro nella propria abitazione,

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