Non furono massaggi contro il mal di schiena: osteopata condannato a 4 anni per violenza sessuale

Siracusa. Il Giudice delle indagini preliminari Salvatore Palmeri ha inflitto la pena di quattro anni di reclusione all’osteopata siracusano, Giuseppe La Pira, quarantenne, poichè l’ha riconosciuto colpevole di violenza sessuale ai danni di una ragazza di 20 anni. L’osteopata è stato anche condannato al risarcimento dei danni in favore della vittima della violenza sessuale, assistita dall’avvocato Daniela La Runa e dell’Associazione contro gli abusi sulle donne Ipazia, difesa dall’avvocato Elena Salemi. Il processo si è svolto con rito abbreviato, nell’odierna mattinata di giovedì 7 novembre. In sede di discussione, il Pubblico Ministero Andrea Palmieri aveva chiesto la condanna dell’imputato alla pena di tre anni e quattro mesi di reclusione, ma il Gip Palmeri non l’ha ritenuta congrua per il reato commesso dall’osteopata e gli ha inflitto otto mesi in più. I legali delle parti civili avevano chiesto la condanna dell’imputato al risarcimento dei danni oltre a quella della reclusione per il gravissimo reato commesso, mentre per l’assoluzione del La Pira si è pronunciato il suo difensore di fiducia, avvocato Melluzzo.
Nel mese di settembre dello scorso anno la vittima, a causa dei forti dolori provocati dal mal di schiena, si recò nello studio dell’osteopata Giuseppe La Pira per un consulto e per stabilire il tipo di terapia da seguire per debellare i disturbi. Alla prima visita il La Pira si limitò ad una visita superficiale e invitò la paziente a ritornare una settimana dopo per un consulto più approfondito. Quando la ragazza si recò all’appuntamento per la seconda visita, l’osteopata la invitò a denudarsi completamente, provocando nella paziente una certa riluttanza a spogliarsi ma, per le insistenze medico, alla fine obbediva. Giuseppe La Pira anzichè limitarsi a massaggiare la schiena della ventenne cominciò a palpeggiarla anche nelle parti intime del corpo provocando la reazione della paziente che, rivestitasi, ha telefonato all’amico di famiglia che l’aveva accompagnata di andarla a riprendere. Quando l’accompagnatore è arrivato nell’ambulatorio dell’osteopata La Pira, ha trovato la ragazza in stato di profonda frustrazione, in lacrime e in preda ad una crisi di grave turbamento. Preoccupato per le condizioni di salute della ragazza, l’ha accompagnata immediatamente al Pronto Soccorso dell’ospedale Umberto I, dove ai medici curanti ha raccontato la sua disavventura. In codice rosso è stata ricoverata e nel frattempo è stata informata la Polizia di Stato che, a seguito delle indagini, ha denunciato alla Procura della Repubblica l’osteopata per violenza sessuale. L’Autorità Giudiziaria ha deciso di non emettere alcuna misura cautelare contro Giuseppe La Pira, ma ha chiesto il suo rinvio a giudizio per rispondere dei gravissimi atti sessuali commessi ai danni della paziente di 20 anni. Anzichè andare incontro al processo con rito ordinario, l’imputato ha chiesto di essere giudicato con rito ordinario nella convinzione che, in assenza di testimoni oculari, difficilmente sarebbe stato condannato. E, invece, il racconto, con dovizia di particolari, della vittima è stato ritenuto verosimile e l’osteopata è uscito scuro in volto con una condanna sul groppone per l’infamante reato di violenza sessuale.

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