L’avvocato Iacono: “Nessun mascariamento, per me Borrometi fa un giornalismo velinaro”

Scicli. Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma dell’avvocato Bartolomeo Iacono, del Foro di Scicli, in risposta all’annunciata minaccia del giornalista antimafia Paolo Borrometi di denunciare chiunque mette in dubbio le “sue rivelazioni”. Borrometi, come è suo costume, ha provocato la reazione del penalista del Foro di Scicli. Ma anche di altre persone che “non lo sopportano” per le sue bufale, tra cui quella “che sette persone che volevano uccidermi sono state già condannate”. Lui che si vanta di scrivere nomi, cognomi, fatti eccetera come mai non ha scritto le generalità al completo dei sette condannati e per quale reato sono stati riconosciuti colpevoli?
Nell’attesa che la Giustizia faccia il suo corso, ecco qual è la nota provocatoria scritta da Paolo Borrometi. “Fratel Biagio Conte (si tratta di un missionario di Palermo, ndr) oggi a Bruxelles mi ha guardato e mi ha detto “Paolo, grazie per il tuo coraggio. Non cadere nelle provocazioni, la gente sa ciò che hai scritto, è lì ed è chiaro a tutti noi”. Lo ringrazio di cuore perchè ha interpretato il mio stato d’animo. Sono mesi che leggo fesserie prima sulla mia famiglia, poi sulle mie idee sessuali, infine, sulle mie amicizie. Che sia ben chiaro: ciò che ho scritto è lì, in tanti articoli realizzati in tutti questi anni ed in un libro “Un morto ogni tanto”. Nomi, cognomi, società, deputati con nelle loro compagini imprenditoriali i commercialisti del superlatitante Matteo Messina Denaro. E’ tutto lì, leggetelo e capirete quale verminaio ci sia. Alcuni dei mafiosi che mi volevano morto sono stati condannati (7 persone in quattro processi), mentre per altri i processi sono in corso. Molte mie inchieste giornalistiche hanno visto luce nelle straordinarie operazioni delle forze dell’ordine. Ha ragione fratel Biagio…
Dopo sei anni di questa vita, fra paura e sofferenze, ero certo che sarebbe accaduto, tentare di screditarmi ai vostri occhi, così da far dimenticare ciò che ho scritto. Ovviamente sappiate che ho preparato la denuncia, per l’ennesima volta, alle autorità competenti per quanto sta accadendo. I soldi del risarcimento li darò tutti all’associazione vittime del dovere… Negli anni ho imparato che la Giustizia ha ovviamente i suoi tempi ma arriva. Abbiate fede, arriva sempre.”
Questa la commovente nota di Paolo Borrometi, diretta ai suoi fan, e anche a coloro che stanno cercando di delegittimarlo come giornalista d’inchiesta. Tra questi si è sentito tirare per la giacchetta l’avvocato Bartolomeo Iacono, che ha risposto alla minaccia della denuncia con la nota che di seguito pubblichiamo.
“Ho letto da qualche parte che il noto giornalista Paolo Borrometi intende denunciare quanti in questi mesi hanno messo in dubbio le “sue rivelazioni” e le ricostruzioni degli eventi e dei fatti che lo hanno portato agli onori della cronaca …ed a importanti riconoscimenti. Per il giornalista suddetto si tratta di operazioni di “mascariamento” (ha usato queste parole nel corso di un video trasmesso da qualche parte dove era accanto all’On.le Morra). In sostanza si lamenta il Borrometi che ci sarebbe in corso una campagna di delegittimazione e di disinformazione. Ebbene io mi ritengo tra quanti hanno messo in dubbio la qualità e la genuinità delle rivelazioni del Borrometi a partire dagli anni in cui si occupava di Scicli, passando per il libro Un morto ogni tanto (diciamolo francamente: davvero scarso sotto ogni profilo… almeno questo è il mio giudizio) fino ai nostri giorni. Ho sempre contestato la qualifica di “giornalista di inchiesta” che si è autoreferenzialmente attribuita. Addirittura attribuendosi il merito che grazie alle sue “rivelazioni” sono stati compiuti arresti, sequestri e addirittura sciolti comuni (Scicli per primo).
Non scherziamo con le cose serie e chiamiamo le cose per nome e cognome. Il giornalismo di inchiesta è altra cosa rispetto alla anticipata rivelazione di atti di indagine che qualcuno gli mette a disposizione (semmai ci sarebbe da chiedersi: chi?). Io questa forma di “giornalismo” la definisco “giornalismo velinaro”… o “apripista” rispetto a future iniziative giudiziarie, Guidata ed eterodiretta da ignoti ventriloqui. Almeno l’esperienza che ci ha consegnato la vicenda che ha riguardato, per esempio, il Comune di Scicli ed il sindaco del tempo, questo ci ha dimostrato. Nessun mascariamento quindi, nessuna delegittimazione …ma la constatazione che la verità non è solo da una parte. L’ipse dixit (locuzione latina che letteralmente significa “l’ha detto egli stesso”) appartiene ad altre ere …”.
Anche il pizzaiolo siracusano Francesco Bongiovanni non ha gradito la minaccia e ha incaricato un penalista di presentare querela contro Paolo Borrometi.

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