Ballo e cena per 130 persone a sbafo: assolti dal reato di estorsione i due organizzatori

Siracusa. I giudici del Collegio del giovedì (presidente, Giuseppina Storaci; a latere, Nicoletta Rusconi e Alfredo Spitaleri) hanno assolto con formula piena dall’accusa di estorsione Tony Urso, inteso ‘U cornu, e Mirko Mormile, perchè il fatto non sussiste. Anche il Pubblico Ministero Tommaso Pagano si era pronunciato per l’assoluzione dei due imputati, così come i difensori di Tony Urso e Mirko Mormile. Per la condanna dei presunti estorsori si sono pronunciati, invece, i legali del ristoratore Francesco Bongiovanni, titolare della pizzeria Il Capitano e di un’Associazione Antiracket, costituitisi parte civile contro Urso e Mormile.
La vicenda processuale definita giovedì 28 novembre con l’assoluzione di Tony Urso e Mirko Mormile, quest’ultimo difeso dall’avvocato Junio Celesti, risale al lontano 2013.
Da come l’ha raccontata il Bongiovanni, dai due imputati venne organizzata una serata musicale che comprendeva anche la cena al prezzo di 15 euro, di cui 7,50 per mangiare. I 130 partecipanti alla serata, che si è svolta nell’aprile 2013, si sono divertiti un mondo e avevano gradito anche il menù che prevedeva un primo, un secondo con contorno, bevande, amaro e caffè. Insomma, tutto era filato liscio. Ovvero, era andata bene per i commensali ma malissimo per il titolare del locale, Francesco Bongiovanni, proprietario della pizzeria “Il Capitano”, sita sulla stada per Floridia. O meglio a definirla pessima serata è stato Francesco Bongiovanni. Nella denuncia presentata ai Carabinieri Bongiovanni scrive che i due imputati si sono presentati nel suo locale chiedendogli di non consentire a tale Piero Mauro di effettuare una serata danzante nella pizzeria. “Ma non posso fare una cosa del genere” – ebbe a replicare il ristoratore. Ma poi, anche alla luce delle velate minacce dell’Urso, ha telefonato al Mauro per chiedergli di annullare la serata. “Mi spiace, ormai è troppo tardi” – ha risposto il Mauro. L’evento musicale comunque si è svolto regolarmente nei primi di dicembre del 2012 e nel successivo mese di gennaio il Bongiovanni ha ricevuto nel suo locale la visita di Tony Urso e Mirko Mormile. Ha parlato soltanto l’Urso il quale ha intimato al Bongiovanni di consentire a lui e al suo amico di organizzare una serata musicale nel suo locale. Bongiovanni ha cercato di accampare delle scuse perchè non aveva alcuna intenzione di affittare a quei due il suo locale, ma l’Urso, stizzito e con fare arrogante gli avrebbe urlato: “Tu non sai con chi hai a che fare, se mi fai la negativa puoi chiudere il locale e tu non avrai più pace”. La risposta del Bongiovanni non fu nè affermativa nè negativa. Ma l’indomani il ristoratore è partito con destinazione Romania unitamente alla nuova compagna rumena. Dalla figlia il ristoratore sarebbe stato informato che lo avevano cercato i due organizzatori della serata musicale. Per cui Bongiovanni è ritornato a Siracusa determinato a non cedere alle richieste di Urso e Mormile. Lui cede, ma per paura di ritorsioni. E dà il via libera alla serata musicale. E accetta anche la “postilla” imposta dall’Urso che, oltre alla sala, chiede a Bongiovanni di preparare la cena per tutte le persone che parteciperanno alla serata danzante. Gli chiede di preparare un menù che preveda un primo, un secondo con contorno, bevande, amaro e caffè, al prezzo di 7 euro e 50 centesimi. “Chi compra la merce?” – chiede il Bongiovanni. “Tu”, la risposta dell’Urso. “E la Siae?”, “Sempre tu”. Bongiovanni non ci sta e ottiene dall’Urso l’assicurazione che la Siae la pagheranno lui e Mormile. A distanza di alcuni giorni Urso incontra il Bongiovanni e gli mostra la ricevuta della Siae e, inoltre, gli consegna 250 euro in contanti per la spesa, più due assegni di analogo importo ciascuno a firma di Mirko Mormile. La serata si fa e riesce alla grande. 130 sono stati gli acquirenti dei biglietti del costo di 15 euro. Nella denuncia Bongiovanni scrive, infine, che i due assegni rilasciatagli dal Mormile e che lui aveva girati al titolare di un supermercato non andarono a buon per mancanza di provvista.
Questa la versione di Francesco Bongiovanni. Ma a ritenerla non credibile è il Pubblico Ministero Tommaso Pagano che dice che il Bongiovanni è smentito dal titolare del supermercato il quale, deponendo in aula, ha detto invece di aver regolarmente incassato i due assegni ricevuti dal Bongiovanni ma a firma di Mirko Mormile. “Se non avessero voluto pagare la serata musicale non avrebbero pagato la Siae: invece l’hanno pagata e hanno prodotto la ricevuta” – ha detto il Pubblico Ministero Pagano. Ulteriori smentite sono arrivate dall’ex moglie del Bongiovanni e dall’uomo che quella sera ebbe a svolgere il lavoro di posteggiatore. La donna e il parcheggiatore hanno escluso, infatti, che Urso avrebbe tenuto una condotta minacciosa per piegare al suo volere il Bongiovanni. Insomma nè l’ex moglie nè il posteggiatore hanno confermato il racconto del ristoratore. Per questi motivi, il Pubblico Ministero Pagano e i difensori di Urso e Mormile hanno chiesto la loro assoluzione con formula piena. E il Tribunale ha condiviso, pronunciando sentenza di assoluzione dal reato di estorsione perchè il fatto non sussiste. E adesso è il Bongiovanni a correre il rischio di finire alla sbarra per difendersi dall’accusa di calunnia.

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