La rapinatrice seriale, in lacrime, confessa gli assalti banditeschi alle gioiellerie Piccione e Spagna

Siracusa. La rapinatrice seriale ha passato tutta la durata dell’udienza di convalida dell’arresto a piangere e a ripetere di stare male. Non sappiamo se ha recitato a soggetto la parte della colpevole delle due rapine che le vengono contestate con le lacrime che sgorgavano dagli occhi “a catinelle” per persuadere il Giudice delle indagini preliminare che ha effettivamente commesso i due assalti banditeschi ma di averli fatti per stato necessità o per malattia. Certo è che ha ottenuto la scarcerazione e l’applicazione della blanda misura cautelare dell’obbligo di firma presso il corpo di guardia della Questura di Siracusa. Il provvedimento di immediata liberazione della signora Salvatrice Gallo, 57 anni, residente a Siracusa, è stato firmato dal Giudice delle indagini preliminari Salvatore Palmeri. La donna, sposata, è stata arrestata dagli agenti delle Volanti alle ore 18:13 di venerdì 29 novembre, L’hanno arrestata all’interno della gioielleria Piccione di Viale Zecchino. Il gioielliere, accortosi che anzichè una vera pistola impugnava un giocattolo, aveva disarmato la signora Gallo e l’aveva costretta a rimanere all’interno della gioielleria fino all’arrivo dei poliziotti. Era stato lo stesso gioielliere ad avere pigiato il pulsante dell’allarme i cui cavi sono collegati con la centrale operativa della Questura e immediatamente è scattato il piano antirapine che i fuzionari della Squadra Mobile e dell’Ufficio delle Volanti hanno da tempo predisposto al fine di catturare nel giro di pochi minuti i banditi che attuano gli assalti banditeschi in gioiellerie, negozi, supermercati, uffici postale, filiali di istituti di credito e via di seguito. Gli agenti delle Volanti sono arrivati in Viale Zecchino in pochi minuti e armi in pugno hanno fatto irruzione nella gioielleria Piccione, dove hanno scoperto che l’assalto banditesco non era stato commesso da un uomo armato di una vera pistola ma da una donna di 57 anni che ha agito puntando contro il titolare della gioielleria un’arma giocattolo. Come è prassi è scattata la perquisizione domiciliare dell’abitazione della rapinatrice e i poliziotti all’interno del garage di pertinenza della signora Salvatrice Gallo hanno rinvenuto monili in argento e varia bigiotteria, asportati dalla donna, il 19 novembre scorso, nella gioielleria Spagna ubicata in Viale Tica.
Salvatrice Gallo ha ammesso di avere consumato la rapina alla gioielleria Spagna e, ovviamente, essendo stata ammanettata all’interno della gioielleria Piccione, non ha potuto fare altro che dichiararsi colpevole anche di questa secondo colpo banditesco commesso con le stesse modalità della rapina di Viale Tica.
Le indagini della Polizia vanno avanti, ma la signora delle rapine, difesa dall’avvocato Paolo Sarcià, nega di aver messo a segno degli ulteriori colpi banditeschi.

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