Preso a Tivoli con cento grammi di cocaina, il Gip Scapellato revoca i domiciliari e scarcera il pusher

Siracusa. Lo scorso 4 febbraio Michele Muscarà, 30 anni, ha patteggiato la pena di tre anni, sei mesi e venti giorni di reclusione, ma anzichè ritornare in stato di libertà rimase agli arresti presso la propria abitazione. Adesso, il Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato, accogliendo l’istanza dell’avvocato Junio Celesti, ha revocato i domiciliari e ordinato l’immediata scarcerazione del Muscarà. Il trentenne venne arrestato dai Carabinieri in contrada Tivoli poichè trovato inpossesso di cento grammi di cocaina pura. L’arresto avvenne alla fine di ottobre dell’ano scorso.
La sentenza di applicazione pena a richiesta delle parti è stata emessa lunedì pomeriggio, 4 febbraio, dal Giudice dell’udienza preliminare Carmen Scapellato. L’accordo per consentire a Michele Muscarà di patteggiare la pena è stato raggiunto, a seguito di una laboriosa trattativa, tra il Pubblico Ministero Marco Di Mauro e l’avvocato Junio Celesti, difensore dello spacciatore di cocaina.
Il patteggiamento si è svolto a distanza di quattro mesi dall’arresto e dall’udienza di convalida tenutasi a Palazzo di Giustizia di Viale Santa Panagia innanzi al Giudice delle indagini preliminari Carla Frau, che, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero Marco Di Mauro, aveva disposto la misura della custodia in carcere per Michele Muscarà.
Il trentenne era stato beccato dai Carabinieri in cotrada Tivoli. Lui ha iniziato ad innervosirsi e cambiare di colore in faccia e i Carabinieri lo hanno perquisito dalla testa ai piedi e hanno rinvenuto i cento grammi di cocaina. Ma i Carabinieri, soltanto in caserma, attraverso un narcotest, hanno scoperto che fosse cocaina pura, cioè non ancora tagliata con della mannite.
Secondo i tecnici consultati dai Carabinieri, se la cocaina fosse stata sniffata allo stato puro per i consumatori sarebbe stata una bomba in grado di provocare danni al cervello e al fisico.
A conclusione dell’udienza di convalida, svoltasi il 3 novembre, il Pubblico Ministero Marco Di Mauro aveva chiesto al Gip Carla Frau la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. Le sue richieste vennero accolte e lo spacciatore era stato rinchiuso nella Casa Circondariale di Cavadonna. Successivamente, decidendo di ricorrere al patteggiamento, il Muscarà aveva ottenuto gli arresti domiciliari. Ma soltanto in questi giorni è ritornato in libertà.

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