Consulto medico per l’uomo condannato a 10 anni e 3 mesi per rapina alla gioielleria Piccione

Siracusa. A distanza di nemmeno una settimana dalla sentenza di condanna a dieci anni e tre mesi di reclusione nei confronti di Salvatore Quattrocchi, 44 anni, i giudici del Collegio penale del giovedì (presidente, Giuseppina Storaci; a latere, Nicoletta Rusconi e Alfredo Spitaleri) hanno accolto l’istanza dell’avvocato Junio Celesti di disporre una perizia medico-psichiatrica sul conto del suo cliente le cui condizioni di salute, secondo la corposa documentazione sanitaria prodotta dal penalista, sarebbero incompatibili con l’ambiente carcerario. Il Collegio ha nominato come propri periti la psicologa Elettra Cultrera e il medico legale Franco Coco, mentre la Difesa del detenuto ha conferito l’incarico al medico di psichiatria, dottor Roberto Conigliaro. Come disposto dal Tribunale il consulto medico avrà luogo nella Casa Circondariale di Cavadonna nella giornata del 6 dicembre.
La decisione di sottoporre a consulto medico Salvatore Quattrocchi è stata resa nota questa mattina immediatamente dopo il conferimento dell’incarico ai periti di fiducia del Tribunale, la psicologa dottoressa Elettra Cultrera e il medico legale Franco Coco.
La decisione della perizia medico-psichiatrica è stata adottata ad una settimana di distanza dalla sentenza di condanna alla pena di dieci anni e tre mesi di reclusione, pronunciata contro Salvatore Quattrocchi, finito alla sbarra per difendersi dalle accuse di rapina a mano armata ai danni della gioielleria Piccione, lesioni personali, detenzione e porto illegale di una pistola e traffico di sostanze stupefacenti. La rapina, perpetrata nel mese di novembre 2016, era stata posta in essere con efferatezza. Il Quattrocchi, difatti, in concorso con altri 3 soggetti già condannati con rito abbreviato, con il volto travisato ed armato di pistola, aveva fatto irruzione nella gioielleria Piccione di Viale Zecchino. Nell’occasione, il gioielliere era stato minacciato con l’arma, malmenato con calci e pugni e colpito con il calcio della pistola. I malfattori si erano impossessati di gioielli per un valore di circa settantaquattro mila euro. Dopo aver effettuato la rapina il Quattrocchi era riuscito a far perdere le proprie tracce e si era rifugiato in Germania. L’attività investigativa svolta dagli agenti della Squadra Mobile, oltre ad evidenziare la responsabilità del latitante per la rapina, aveva consentito anche di acquisire elementi probatori di reità a suo carico per l’acquisto, il trasporto e lo spaccio di stupefacenti di tipo marijuana e cocaina. Il monitoraggio di persone vicine al Quattrocchi ed un laborioso lavoro di analisi delle fonti aperte hanno consentito alla polizia italiana di individuare in Germania, nei pressi di Amburgo, la località nella quale il rapinatore della gioielleria Piccione si era rifugiato, comunicando il dato all’omologo ufficio tedesco, che poi ha catturato il latitante.
Estradato in Italia il Quattrocchi è stato messo a disposizione della magistratura siracusana che, a conclusione delle indagini preliminari, ha disposto il rinvio a giudizio innanzi al Tribunale penale.
Giovedì mattina, 28 novembre, prima che venisse avviata la discussione, Salvatore Quattrocchi ha chiesto di rendere una dichiarazione spontanea e avuta la parola ha confessato la rapina alla gioielleria, mentre ha negato l’accusa di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.
Il Pubblico Ministero Tommaso Pagano ha illustrato la requisitoria, a conclusione della quale ha chiesto la condanna del Quattrocchi alla pena di quindici anni di reclusione. Per il detenuto ha parlato l’avvocato Junio Celesti che, al termine dell’arringa difensiva, ha chiesto al Tribunale di condannare al minimo della pena per il solo reato di rapina e di assolverlo dai reati di traffico e spaccio di droga.

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