Ai domiciliari il reo confesso esattore di pizzo ai danni del bar Agip, resta in carcere il complice

Catania. I giudici del Tribunale del Riesame hanno modificato in arresti domiciliari la misura cautelare della custodia in carcere disposta dal Giudice delle indagini preliminari Carla Frau nei confronti di Alessandro Vitale, 26 anni, accusato di estorsione e tentata estorsione. Il Collegio ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Giorgio D’Angelo, difensore del Vitale che, in sede di convalida dell’arresto, aveva confessato gli addebiti che gli contestava la Procura della Repubblica. Resta in carcere, invece, Giorgio Di Gregorio, 30 anni, ritenuto complice del Vitale in quanto indicato dal cassiere del bar Agip-Viola dei fratelli Stracquadanio come persona coinvolta nella duplice richiesta di denaro, sia in quella della mattina del 14 novembre quando il dipendente del locale aveva sborsato la somma di settanta euro accogliendo la richiesta dei due estorsori, sia la sera dello stesso giorno allorquando i due malavitosi erano ritornati alla carica per ottenere altri cinquanta euro e che il cassiere del locale di corso Gelone si era rifiutato di consegnare. Proprio a seguito della seconda richiesta di soldi, il cassiere aveva telefonato al 113 e aveva descritto ai poliziotti i due estorsori, facendoli arrestare.
La cattura di Giorgio Di Gregorio, difeso dall’avvocato Junio Celesti, e di Alessandro Vitale avvenne nella tarda serata di giovedì 14 novembre. Quella sera, intorno alle ore 23.45 circa, gli agenti delle Volanti sono intervenuti al bar Agip-Viola dei fratelli Stracquadanio, sito in corso Gelone, e hanno arrestato Giorgio Di Gregorio, 30 anni, e Alessandro Vitale, 26 anni, per il reato di tentata estorsione aggravata. e per estorsione consumata.
Gli agenti, giunti sul posto, hanno accertato che i due giovani, hanno minacciato il cassiere del bar al fine di farsi consegnare del denaro. Di Gregorio è stato, altresì, denunciato per inosservanza all’obbligo di dimora cui è sottoposto.
Dopo gli adempimenti di legge Giorgio Di Gregorio e Alessandro Vitale sono stati condotti e rinchiusi nella Casa Circondariale di Cavadonnna. A differenza del Vitale che aveva ammesso la duplice richiesta del denaro, Giorgio Di Gregorio si era protestato estraneo ai fatti, dicendo di non avere saputo il motivo che aveva indotto il suo amico a chiedere i soldi al cassiere del bar.

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