Sebastiana Bona risarcita da testata on line per essere stata diffamata tramite internet

Roma. Si sono rifiutati di cancellare un articolo ancora pubblicato su internet che riportava notizie di un procedimento penale da tempo definito con provvedimento di archiviazione e, per tale ragione, sono stati costretti a risarcire il danno alla dottoressa Sebastiana Bona. La vicenda riguarda una nota testata giornalistica che, nonostante fosse stata edotta della definizione di un procedimento pendente per una ipotesi di bancarotta e truffa, ha ritenuto di continuare a mantenere il titolo e il testo diffamatori. La vicenda rientra nella questione del bilanciamento tra diritto all’oblio e diritto di cronaca, ma, alla luce di una recente sentenza della Corte di Cassazione, la testata giornalistica non poteva ignorare la legittima richiesta della dottoressa Bona tesa ad ottenere l’immediata cancellazione dell’articolo da lei definito diffamatorio e comunque superato da una decisione della magistratura che ha disposto l’archiviazione del procedimento penale intentato a suo carico.
La questione della cancellazione delle notizie costituisce un grave problema per i titolari di giornali on line perchè il quadro normativo prevede un obbligo di eliminazione delle notizie datate che deve essere eseguito in tempi brevissimi dalla richiesta formale dell’interessato ma che non tiene conto dei fatti che la deindicizzazione dei titoli e dei testi dipende anche da Google. E’ fuor di dubbio che il precedente del risarcimento disposto a favore della dottoressa Sebastiana Bona farà discutere.
L’articolo ritenuto diffamatorio ancora compariva sul sito on line e su altre pagine autogestite da Google e la persona offesa, preso atto che i responsabili del quotidiano ignoravano la sua legittima richiesta di cancellazione dell’articolo ritenuto lesivo alla propria reputazione, ha dovuto dare mandato ai legali per ottenere giustizia. E ha vinto.

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