Fantassunzioni, dal Pm Priolo chieste 12 condanne, l’avvocato Consentino chiede risarcimento

Siracusa. E’ iniziata questa mattina, lunedì 9 dicembre, la fase della discussione del processo “Fantassunzioni”, che si celebra innanzi al Giudice Monocratico Giuseppina Storaci. Intorno a mezzogiorno è iniziata la requisitoria del Pubblico Ministero Stefano Priolo, che si è pronunciato per l’affermazione della penale responsabilità di tutti gli imputati alla sbarra. Il rappresentante della pubblica accusa ha detto che le indagini della Digos della Questura di Siracusa, dirette dal Commissario Enzo Frontera, hanno dimostrato la responsabilità sia degli imprenditori-datori di lavoro sia degli ex consiglieri comunali in ordine ai reati di truffa aggravata e di falso ideologico. E, concludendo il suo intervento, durato poco più di un’ora il Pubblico Ministero Stefano Priolo ha chiesto le condanne da infliggere a ciascuno dei dodici imputati alla sbarra.
Per Sergio Bonafede, la richiesta di condanna è stata di tre anni e sei mesi di reclusione. Per i restanti undici imputati la pena chiesta è stata di due anni e sei mesi di reclusione. La richiesta è stata avanzata nei confronti dei datori di lavoro Giuseppe Serra, Sebastiano Solerte, Roberto Zappalà, Paolo Pizzo, Marco Romano e Maurizio Masuzzo, nonchè nei riguardi degli ex consiglieri comunali Adolfo Mollica, Piero Maltese, Franco Formica, Riccardo Cavallaro, Marco Romano e Riccardo De Benedictis.
Il Pubblico Ministero Stefano Priolo ha chiesto al Giudice Monocratico Storaci di trasmettere copia della sentenza alla Corte dei Conti della Regione Sicilia.
Conclusa la requisitoria la parola è stata presa dall’avvocato Nino Consentino, rappresentante del Comune di Siracusa, che si è costituito parte civile contro i dodici imputati alla sbarra. L’avvocato Consentino ha condiviso la requisitoria del magistrato della Procura e ha ribadito anche lui che sia i datori di lavoro sia gli ex consiglieri comunali vanno condannati in quanto si sono resi colpevoli del truffaldino meccanismo che si prefiggeva l’obiettivo di far pagare al Comune un’attività lavorativa mai svolta dai politici eletti dal popolo al civico consesso nella legislatura 2008-2013. Secondo quanto emerso dalle indagini della Digos i datori di lavoro avrebbero stipulato un contratto di lavoro a favore dei consiglieri comunali per consentire a questi ultimi di ottenere dei cospicui rimborsi, nonostante non avessero mai prestato alcuna attività lavorativa. E grazie ai finti contratti di lavoro, gli ex consiglieri comunali sono riusciti a saccheggiare le casse del Comune, incassando dei rimborsi di centinaia di migliaia di euro. Per questi fasulli rapporti di lavoro il Comune – ha detto l’avvocato Consentino – il Comune di Siracusa deve essere risarcito con la somma di due milioni di euro. Inoltre tutti e dodici gli imputati debbono essere condannati a pagare una provvisionale di un milione di euro, immediatamente esecutiva. Già, immediatatamente dopo l’avvio delle indagini preliminari, l’Autorità Giudiziaria ha sequestrato quasi settecentomila euro ai dodici imputati, somma che sarà defalcata dall’indennizzo che stabilirà di assegnare al Comune di Siracusa il giudice del Tribunale Civile dinanzi al quale si terrà il processo civile a conclusione di quello penale. Ma ancora ci sarà da aspettare alcuni per scrivere la classica espressione “The end”. Nel frattempo il Giudice Monocratico Giuseppina Storaci ha dato appuntamento agli imputati, ai rispettivi difensori, al Pubblico Ministero Priolo e all’avvocato Consentino per l’udienza del 20 gennaio del 2020 quando toccherà ai difensori svolgere le arringhe a favore dei datori di lavoro e degli ex consiglieri comunali.

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