Aveva trasformato la sua casa in un market della droga: condannato a 4 anni e 8 mesi in abbreviato

Siracusa. Nell’odierna giornata di martedì 10 dicembre, il Giudice dell’udienza prelininare Andrea Migneco ha pronunciato sentenza di condanna nei confronti di Giovanni Cacciatore, 26 anni, accusato di detenzione ai fini di spaccio di 200 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina contenuti in due confezioni in plastica sottovuoto, di circa quaranta grammi di droga sintetica tipo Crack e di ben sette panetti di sostanza stupefacente del tipo hashish per un peso complessivo di 700 grammi. Il Gup Migneco ha inflitto la pena di quattro anni e otto mesi di reclusione a Giovanni Cacciatore, nonchè la multa di ventimila euro. Il processo si è svolto con il rito abbreviato, come richiesto dall’imputato. In sede di requisitoria, il Pubblico Ministero Stefano Priolo aveva chiesto la condanna di Giovanni Cacciatore alla pena di sei anni di reclusione e alla multa di tremila euro. L’avvocato Junio Celesti, difensore di fiducia dello spacciatore, aveva chiesto il minimo edittale e la concessione delle attenuanti generiche.
L’arresto di Giovanni Cacciatore avvenne nella prima mattinata di giovedì, 6 giugno 2019, e ad eseguirlo sono stati i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Siracusa. Il giovane, noto alle forze dell’ordine, è stato notato quella mattina del 6 giugno dai militari mentre presso il proprio domicilio entrava ed usciva con una frequenza anomala, tanto da generare il sospetto che potesse essere impegnato in attività illecite, verosimilmente attinenti lo spaccio di stupefacente. L’uomo veniva immediatamente sottoposto a controllo tanto che a seguito di perquisizione domiciliare veniva trovato in possesso di oltre duecento grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina contenuti in due confezioni in plastica sottovuoto, di circa quaranta grammi di droga sintetica tipo Crack e di sette panetti di sostanza stupefacente del tipo hashish per un peso complessivo di 700 grammi. Inoltre i Carabinieri rinvenivano e sottoponevano a sequestro una radio ricetrasmittente verosimilmente per ricevere comunicazioni da soggetti impiegati come vedette alle piazze di spaccio. Dichiarato in arresto per detenzione ai fini di spaccio dello stupefacente, Giovanni Cacciatore veniva tradotto presso il carcere di Cavadonna, come disposto dal Pubblico Ministero Marco Di Mauro.
Successivamente il Cacciatore si è visto sostituire la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari, cui è tuttora sottoposto lo spacciatore di sostanze stupefacenti.

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