Open Land: revocato l’obbligo di dimora a Rita Frontino, a giudizio Venezia e Sapienza per calunnia

Siracusa. Processo Frontino. Il Tribunale straordinario (presidente, Salvatore Cavallaro; a latere, Antonella Coniglio e Liborio Mazziotta) ha revocato la misura cautelare dell’obbligo di dimora nella capitale applicata all’imprenditrice Rita Frontino nell’ambito del processo in cui è chiamata a difendersi dall’accusa di bancarotta fraudolenta. Particolarmente incisiva la motivazione del provedimento in cui si afferma che la decisione di revocare la misura dell’obbligo di dimora si impone per assoluta insussistenza delle esigenze cautelari. La decisione del Tribunale penale di Siracusa appare significativa perchè emessa nel corso di un’istruttoria dibattimentale che sta facendo vacillare la costruzione accusatoria. L’istanza di revoca della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Roma era stata presentata dai difensori dell’imprenditrice Rita Frontino, avvocati Alberto Gullino e Mario Fiaccavento. Con questa decisione tutti gli imputati del processo per bancarotta fraudolenta sono ritornati in libetà. Ma mentre ha buoni motivo per sorridere Rita Frontino arrivano dall’ufficio del Giudice delle indagini preliminari brutte notizie per altri due imputati coinvolti nella vicenda sia della bancarotta fraudolenta che in quella delle truffe ai danni dei titolari delle aziende che hanno costruito il Centro Commerciale. Il Giudice dell’udienza preliminare Andrea Migneco ha, infatti, disposto il rinvio a giudizio di Davide Venezia e di Alfredo Sapienza per rispondere di calunnia aggravata nei confronti dell’amministratrice della società MVM Holding, Salvina Calà. L’imprenditrice, che si è costiituita parte civile contro Venezia e Sapienza, venne denunciata da Davide Venezia perchè, a suo dire, non avrebbe dovuto mettere all’incasso un assegno di 300 mila euro in quanto la firma Rita Frontino era stata falsificata. L’assegno, comunque, non è arrivato mai in banca per essere incassato dalla Calà in quanto intervenne un decreto dell’allora Pubblico Ministero Giancarlo Longo di sequestro per motivi di giustizia. Per la denuncia presentata da Davide Venezia la signora Calà ha subito un processo innanzi al Tribunale di Catania, al termine del quale è uscita a testa alta in quanto assolta con formula ampiamente liberatoria. L’assegno era stato effettivamente rilasciato dalla dottoressa Rita Frontino alla Calà. L’ex amministratore di Codaf Davide Venezia, smentito al processo, venne anche condannato a risarcire la somma di 30 mila euro alla dottoressa Calà che, poi, ha reagito querelando per calunnia il Venezia e il suo amico Alfredo Sapienza, che testimoniò a favore dell’accusatore dell’amministratrice della società MVM Holding. Adesso, a conclusione delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero Salvatore Grillo ha chiesto il rinvio a giudizio sia di Davide Venezia che di Alfredo Sapienza, quest’ultimo difeso dall’avvocato Antonio Meduri. Il Gup Andrea Migneco ha disposto che Venezia e Sapienza dovranno essere processati all’udienza del 18 novembre 2020.

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