Il Cga di Palermo accoglie il ricorso di Francesco Italia e lo reintegra nella carica di Sindaco

Palermo. Il Presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, Rosanna De Nctolis, ha accolto il ricorso proposto da Francesco Italia contro la sentenza pronunciata dal Tar di Catania di annullare la sua proclamazione a primo cittadino di Siracusa e lo ha reintegrato nella carica di Sindaco fino al 15 gennaio del prossimo anno, giorno in cui il Cga deciderà se annullare o meno la decisione del Tar. Francesco Italia chiedeva la sospensione della sentenza del Tar e il Cga ha accolto la sua richiesta.
Il presidente del Cga scrive nel decreto: “Nel ricorso proposto da Francesco Italia, rappresentato e difeso dagli avvocati Giuseppe Berretta, Gianluca Rossitto, Giovanni Mania, contro Ezechia Reale e nei confronti del Comune per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania con cui, in parziale accoglimento del ricorso elettorale e dei successivi motivi aggiunti proposti dall’Avvocato Ezechia Reale (per il resto dichiarati in parte inammissibili e in parte rigettati), è stata dichiarata l’illegittimità delle operazioni elettorali per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale del Comune di Siracusa svoltesi in data 10 giugno 2018 limitatamente alle sezioni nn. 14, 20, 46, 61, 75, 95, 99, 116 e 123, di cui è stato disposto l’annullamento, unitamente all’annullamento dei verbali dell’Ufficio Elettorale Centrale di Siracusa di ammissione al ballottaggio per l’elezione a sindaco dei candidati Italia e Reale, di proclamazione a sindaco del
candidato Italia e di proclamazione degli eletti a consiglieri comunali del Comune di Siracusa; Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi degli artt. 56, 62, co. 2 e 98, co. 2, cod. proc. amm.; Considerato che la tesi esposta dall’appellante risulta meritevole di adeguato approfondimento in sede di decisione collegiale sull’istanza cautelare, con particolare riferimento: (i) agli effetti processuali del superamento non autorizzato dei limiti dimensionali del ricorso introduttivo (risultando nella specie accolte dal Tar censure contenute, almeno in parte, nella pagine eccedenti i limiti dimensionali del ricorso di primo grado); (ii) alla consistenza necessaria e sufficiente dei vizi formali per ritenere plausibile il fenomeno della “scheda ballerina” (Cons. St., III, n. 4335/2018; Id., V, n. 4863/2016); (iii) alla necessità o meno di valutare la rilevanza sostanziale dei voti invalidati in ordine al risultato elettorale (prova di resistenza o quanto meno giudizio prognostico); Ritenuto che, nelle more della decisione cautelare collegiale, – anche in considerazione del rilievo che sono pendenti i termini per la proposizione di appello incidentale della parte parzialmente vittoriosa in primo grado e che è opportuno un esame complessivo di tutti gli appelli, onde evitare frammentazioni delle attività amministrative di esecuzione delle decisioni del giudice -, nella comparazione dei contrapposti interessi va privilegiato quello alla continuità delle funzioni amministrative comunali e va pertanto provvisoriamente conservato l’assetto determinato dall’esito delle operazioni elettorali.
P.Q.M.
accoglie la domanda di misure cautelari monocratiche e per l’effetto sospende l’esecuzione della sentenza appellata.
Fissa, per la discussione, la camera di consiglio del 15 gennaio 2020.
Il presente decreto sarà eseguito dall’Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo il giorno 10 dicembre 2019.
Il Presidente
Rosanna De Nictolis”.

CONDIVIDI