La Cassazione boccia il Riesame e annulla il sequestro del Centro Commerciale Open Land

Roma. I giudici della Corte di Cassazione hanno annullato l’ordinanza del Riesame che aveva confermato il sequestro preventivo del Centro commerciale Open Land della famiglia Frontino e disposto il rinvio al Tribunale del Riesame difformemente composto rispetto a quello che aveva rigettato la richiesta di Concetta Rita Frontino e di Rosa Gibilisco, la prima difesa dagli avvocati Alberto Gullino e Mario Fiaccavento, la seconda assistita dall’avvocato Corrado Adernò. Anche il procuratore generale si era pronunciato per l’annullamento dell’ordinanza del Riesame (presidente, Ornella D’Orazi; a latere, NIcoletta Rusconi e Alfredo Spitaleri), per l’imprenditrice Concetta Rita Frontino hanno parlato gli avvocati Gullino e Fiaccavento mentre per la signora Rosa Gibilisco ha parlato l’avvocato Corrado Adernò, che hanno chiesto l’annullamento dell’ordinanza con la quale il Riesame di Siracusa nella scorsa estate ebbe a rigettare la richiesta di revoca del provvedimento di sequestro del Centro Commerciale o quantomeno di ridimensionare la portata del sequestro preventivo. E la Suprema Corte ha accolto sia la richiesta del Procuratore Generale che quella delle Difese delle due imputate, parlando nel provvedimento di errore commesso sia da parte del Pubblico Ministero sia da parte del Collegio giudicante. Insomma, secondo i giudici della Suprema Corte il sequestro preventivo per l’importo complessivo di v enticinque milioni di euro è illegittimo in quanto la maggior parte delle fatture emesse dalla società Open Land è valida. Per il Supremo Collegio le fatture non corrette sarebbero poche per cui il sequestro dei beni va circoscritto a quelle fatture fasulle. Dovrà essere un nuovo Tribunale del Riesame a prendere in esame il ricorso di Concetta Rita Frontino e di Rosa Gibilisco e sarà una bella grana per la presidente della Sezione penale del Tribunale di Siracusa, Giuseppina Storaci, trovare dei giudici che non versano in una causa d’incompatibilità con le due imputate. Quasi tutti i giudici della Sezione penale si sono occupati dei problemi giudiziari dell’imprenditrice Rita Frontino per cui appare ardua impresa nel mettere assieme tre giudici che non si siano mai occupati di varie istanze presentate dalla Difesa della dottoressa Frontino. Adesso non è nemmeno compatibile la presidente Ornella D’Orazi, che esercita al Tribunale Civile, in quanto ha presieduto il Collegio che nella scorsa estate ha rigettato la richiesta di dissequestro avanzata da Rita Frontino e da Rosa Gibilisco. La presidente Storaci, per poter formare un Collegio del Riesame con giudici che non si sono mai occupati della Frontino, dovrà chiedere al presidente della Corte d’Appello di Catania di applicare al Tribunale di Siracusa tre magistrati per il tempo necessario a prendere in esame il ricorso di Concetta Rita Frontino e di Rosa Gibilisco.
La richiesta di dissequestro o, in subordine, di riduzione in gran parte l’entità degli immobili che fanno parte del Centro commerciale è stata avanzata dagli avvocati Alberto Gullino e Mario Fiaccavento, difensori di Concetta Rita Frontino, dall’avvocato Corrado Adernò, difensore di Rosa Gibilisco e di Daniela Frontino.
Già in un’altra occasione la Corte di Cassazione aveva accolto con rinvio il ricorso contro l’ordinanza di sequestro degli immobili del Centro Commerciale emessa dal Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco. Prendendo spunto dal provvedimento emesso dai giudici della Suprema Corte, i difensori degli imputati alla sbarra per rispondere di una serie di truffe ai danni dei titolari delle ditte che hanno costruito il Centro Commerciale si sono rivolti al Tribunale del Riesame di Siracusa presentando in primis la domanda di revocare il sequestro degli immobili della società Open Land e, in subordine, di ridurre eventualmente a poche unità il sequestro.
I giudici del Riesame, però, hanno ritenuto legittimo il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip Andrea Migneco e hanno rigettato la richiesta dei difensori.
La richiesta di sequestro del Centro Commerciale è stata avanzata dai Pubblici Ministeri Davide Lucignani e Salvatore Grillo, che, con il coordinamento del procuratore capo Francesco Paolo Giordano, hanno diretto le indagini svolte dalle Fiamme Gialle a seguito delle copiose denunce presentate dai titolari delle aziende che hanno realizzato i lavori per la costruzione del Centro Commerciale di Viale Epipoli.
I due magistrati della Procura, avanzarono ben due richieste all’ufficio Gip: il primo riguardava l’applicazione di misure cautelari nei confronti di Concetta Rita Frontino, Rosa Gibilisco, Davide Venezia e Alfredo Sapienza poichè accusati di bancarotta fraudolenta; la seconda, di sequestro del Centro Commerciale sempre riconducibile alle sorelle Concetta Rita e Daniela Frontino. Il procedimento per le bancarotte venne affidato all’allora Gip Anna Pappalardo, che, accogliendo la richiesta dei magistrati della Procura, applicava la misura cautelare della custodia in carcere a Rita Frontino e quella degli arresti domiciliari a Rosa Gibilisco, Davide Venezia e Alfredo Sapienza. Il fascicolo relativo al sequestro del Centro Commerciale venne assegnato al Gip Andrea Migneco, che, accogliendo la richiesta della Procura, disponeva il sequestro di tutto il Centro Commerciale, valutato dai consulenti tecnici della Procura e dalla Guardia di Finanza oltre trentacinque milioni di euro. L’entità del sequestro immobiliare è stato poi ridotto a 25 milioni di euro, ma per i legali delle sorelle Frontino e di Rosa Gibilisco va azzerato oppure ridotto ai minimi termini.
I processi per bancarotta fraudolenta e per le truffe ai danni dei titolari delle aziende che hanno costruito il Centro Commerciale sono in corso di svolgimento e i quattro imputati, accusati di bancarotta, hanno riacquistato la libertà.

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