In abbreviato condannato a 4 anni di carcere per possesso di 107 grammi di pietra di cocaina

Siracusa. Innanzi al Giudice Monocratico Federica Piccione si è svolto questa mattina, martedì 14 gennaio, il processo con rito abbreviato a carico di Giuseppe Di Blasi, 44 anni, residente a Floridia, difeso dall’avvocato Junio Celesti. L’uomo, detenuto nella Casa Circondariale di Cavadonna, deve difendersi dall’accusa di detenzione illegale di 107 grammi di pietra di cocaina ai fini di spaccio.
Il Pubblico Ministero Angela Nicosia, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna del Di Blasi alla pena di cinque anni e quattro mesi di reclusione e ad una multa di ventimila euro. Il difensore dell’imputato, avvocato Junio Celesti, si è battuto per ottenere il minimo della pena per il suo cliente e la concessione delle attenuanti generiche. Il Giudice Monocratico Piccione, dopo la camera di consiglio, ha dato lettura del dispositivo di sentenza: il Di Blasi è stato riconosciuto colpevole e condannato alla pena di quattro anni di reclusione e alla multa di diciottomila euro. Il Giudice Piccione, accogliendo l’istanza dell’avvocato Junio Celesti, ha concesso il beneficio degli arresti domiciliari allo spacciatore di sostanze stupefacenti.
Giuseppe Di Blasi venne arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Siracusa il 22 novenbre scorso.
Il floridiano venne fermato ad un controllo su strada dai Carabinieri e, poichè si mostrava piuttosto nervoso, ha indotto i militari a effettuare degli approfondimenti sia perquisendo la sua autovettura sia estendendo la perquisizione nella sua abitazione di Floridia. I Carabinieri si sono avvalsi dell’assistenza dell’unità cinofila e grazie al fiuto dei cani sono riusciti a localizzare il nascondiglio dove Di Blasi, detto “Sciarap”, teneva la sostanza stupefacente, poi risultata pietra di cocaina. Secondo i calcoli effettuati dai Carabinieri, se Giuseppe Di Blasi fosse riuscito a vendere il quantitativo di “neve” avrebbe incassato poco più di mille euro. Inoltre, i Carabinieri hanno trovato la somma di 9.700 euro, denaro che secondo gli inquirenti il Di Blasi avrebbe “guadagnato” vendendo dosi di cocaina. Spetta adesso al Giudice Monocratico Federica Piccione se restituire il denaro al Di Blasi o se confiscare i 9 mila e 700 euro.
All’udienza di convalida dell’arresto, tenutasi innanzi al Giudice delle indagini prelimninari Andrea Migneco, il Di Blasi riguardo al possesso della somma di 9.700 euro in contanti ha detto di averli guadagnati con il sudore della fatica e ha negato che si tratta di provento dell’illecita attività di spaccio.

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