Attesa per la decisione del Cga sui ricorsi di Paolo Reale e Francesco Italia dopo la sentenza del Tar

Palermo. E’ arrivato il giorno della verità per i due candidati alla carica di sindaco di Siracusa. Oggi, mercoledì 15 gennaio, il Presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, Rosanna De Nctolis, salvo imprevisti, comunicherà se il Collegio d’Appello conferma il verdetto del Tar di Catania che ha dichiarato decaduto il sindaco Francesco Italia e ordinato di convocare una mini tornata elettorale in nove sezioni della capoluogo aretuseo o, se invece, lo riformerà rigettando il ricorso dell’avvocato Ezechia Paolo Reale. I due concorrenti, che dalle Amministrative del giugno del 2018 stanno ingaggiando un braccio di ferro per conquistare Palazzo Vermexio, e i rispettivi legali, si ritroveranno di fronte innanzi al Cga di Palermo per fare valere le proprie ragioni. L’avvocato Ezechia Paolo Reale, come annunciato in un post su Fb, ha presentato istanza al Cga per fare annullare le operazioni di voto in altre sezioni elettorali e non soltanto nelle nove individuate dal Tar di Catania. Il suo avversario, Francesco Italia, invece, insiste nella richiesta di annullare la sentenza del Tar poichè anche in quelle nove sezioni elettorali, nelle quali secondo l’opinione dei giudici amministrativi di Catania si sarebbero svolte delle irregolarità nelle operazioni di voto, non si sono verificati brogli elettorali ma delle errate intepretazioni della legge elettorale da parte dei presidenti e degli scrutatori. L’avvocato Ezechia Paolo Reale replica dicendo che la legge è stata violata e lui, che aveva stravinto al primo turno delle elezioni, era stato costretto al ballottaggio con Francesco Italia per una manciata di voti che non gli sarebbero stati assegnati per presunti brogli. Reale afferma, altresì, che non solo in quelle nove sezioni ma in molti altri seggi i brogli ci sarebbero stati anche nella giornata del ballottaggio al punto che il suo antagonista ha vinto le elezioni mentre lui è uscito sconfitto.
L’attuale sindaco Italia, invece, ha sempre contestato la tesi della esistenza dei brogli elettorali e il Tar di Catania gli ha dato ragione tant’è vero che ha annullato il voto in quelle nove sezioni per delle irregolarità commesse dai presidenti e dagli scrutatori.
Il sindaco Italia confida nell’accoglimento della sua tesi cioè che le elezioni si sono svolte nel rispetto della legge come sancito dal presidente del Tribunale di Siracusa Antonio Maiorana, in quanto presidente della Commissione elettorale, che poi ha provveduto alla proclamazione di Francesco Italia alla carica di sindaco di Siracusa. Italia, che si è visto accogliere la sospensiva riguardo alla sentenza pronunciata dal Tar di Catania, spera adesso che il Cga annulli la sentenza di primo grado e confermi la sua elezione a sindaco di Siracusa.
Per il sindaco Francesco Italia il ricorso contro la sentenza del Tar di Catania è stato presentato dagli avvocati Giuseppe Berretta, Gianluca Rossitto, Giovanni Mania, mentre l’avvocato Ezechia Paolo Reale è assistito dall’avvocato Antonio Catalioto.
Come si sa il Tar di Catania ha annullato le elezioni svoltesi in data 10 giugno 2018 limitatamente alle sezioni 14, 20, 46, 61, 75, 95, 99, 116 e 123 e la proclamazione a sindaco di Francesco Italia.
Il Cga, a sua volta, ha emesso un decreto in cui si legge: “Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi degli artt. 56, 62, co. 2 e 98, co. 2, cod. proc. amm.; Considerato che la tesi esposta dall’appellante risulta meritevole di adeguato approfondimento in sede di decisione collegiale sull’istanza cautelare, con particolare riferimento: (i) agli effetti processuali del superamento non autorizzato dei limiti dimensionali del ricorso introduttivo (risultando nella specie accolte dal Tar censure contenute, almeno in parte, nella pagine eccedenti i limiti dimensionali del ricorso di primo grado); (ii) alla consistenza necessaria e sufficiente dei vizi formali per ritenere plausibile il fenomeno della “scheda ballerina” (Cons. St., III, n. 4335/2018; Id., V, n. 4863/2016); (iii) alla necessità o meno di valutare la rilevanza sostanziale dei voti invalidati in ordine al risultato elettorale (prova di resistenza o quanto meno giudizio prognostico); Ritenuto che, nelle more della decisione cautelare collegiale, – anche in considerazione del rilievo che sono pendenti i termini per la proposizione di appello incidentale della parte parzialmente vittoriosa in primo grado e che è opportuno un esame complessivo di tutti gli appelli, onde evitare frammentazioni delle attività amministrative di esecuzione delle decisioni del giudice -, nella comparazione dei contrapposti interessi va privilegiato quello alla continuità delle funzioni amministrative comunali e va pertanto provvisoriamente conservato l’assetto determinato dall’esito delle operazioni elettorali.
P.Q.M.
accoglie la domanda di misure cautelari monocratiche e per l’effetto sospende l’esecuzione della sentenza appellata.
Fissa, per la discussione, la camera di consiglio del 15 gennaio 2020”.

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