Omicidio Garrasi, il Pubblico Ministero La Rosa cita i pentiti Enzo Piazza e Alfio Ruggeri

Siracusa. Innanzi alla Corte d’Assise di Siracusa (presidente, Tiziana Carrubba; a latere, Alfredo Spitaleri) si è aperto il processo a carico dei lentinesi Raffaele Randone, 46 anni e Alfio Sambasile, 57 anni, accusati di avere ucciso Sebastiano Garrasi. Secondo la tesi degli ex componenti del clan mafioso Nardo, ora collaboratori di giustizia, l’uccisione di Sebastiano Garrasi è avvenuto nell’ambito di un regolamento di conti tra appartenenti alla consorteria mafiosa fondata dal boss Nello Nardo. Il corpo senza vita, crivellato di piombo, fu rinvenuto dagli agenti del Commissariato della Polizia in un fondo agricolo in territorio di Carlentini. Il delitto del Garrasi si è verificato ul 30 aprile 2002. Ma per individuare i presunti autori le forze dell’ordine hanno dovuto avvalersi del contributo di due gole profonde del gruppo mafioso Nardo, fuoriscite dall’associazione Nardo per iniziare il percorso della collaborazione con la giustizia. Difatti, grazie alle convergenti dichiarazioni dei pentiti Vincenzo Piazza e Alfio Ruggeri gli inquirenti hanno incriminato quali autori del delitto di Sebastiano Garrasi due componenti del gruppo mafioso Nardo, ossia Raffaele Randone e Alfio Sambasile. Che, successivamente, sono stati rinviati a giudizio come richiesto dal Pubblico Ministero Alessandro La Rosa, sostituto procuratore alla Procura Distrettuale Antimafia di Catania.
I due imputati (Raffaele Randone è difeso dall’avvocato Angelo D’Amico, mentre Alfio Sambasile è assistito dall’avvocato Junio Celesti) seguono il processo a distanza in quanto appartenenti ad un sodalizio mafioso. Collegatisi in videoconferenza con l’aula della Corte d’Assise di Siracusa, i due imputati hanno ascoltato la deposizione di Alfio Nisi, il custode del fondo agricolo sito in contrada Gelsari di Carlentini, il quale ha riferito che la mattina del 1° maggio del 2002, intorno alle 9,30, ha effettuato una perlustrazione nel fondo e si è imbattuto in alcuni poliziotti del Commissariato di Lentini e i dipendenti di un’agenzia di pompe funebri, in un cadavere adagiato sul terreno e in un’autovettura completamente bruciata. Il testimone ha riferito che la sera prima, intorno alle ore 22, aveva effettuato un’analoga perlustrazione nel fondo agricolo di cui era guardiano, ma di non aver notato alcunchè da attirare la sua attenzione. A suo dire non c’erano nè il cadavere nè l’auto bruciata.
Contro i due imputati si sono costituiti parte civile i parenti di Sebastiano Garrasi e precisamente Marinella Costanzo, Denise Garrasi, Laura Garrasi, Giuseppa Garrasi, Brigitte Garrasi, Concetto Garrasi, Maria Garrasi, Tiziana Garrasi che vengono assistiti dagli avvocati Dario Favara, Michele Lazzara, Mirco Strano, Michelangelo Carleo, Daniela Bandiera.
Il Pubblico Ministero Alessandro La Rosa ha citato per la prossima udienza i pentiti Alfio Ruggeri e Vincenzo Piazza.
La Corte ha, quindi, rinviato il processo all’udienza del 7 aprile per sentire le dichiarazioni dei due collaboratori di giustizia che saranno esaminati e controesaminati in videoconferenza da due località segrete.

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