Nega di spacciare “neve” ed “erba”, ma il Giudice non gli crede e gli impone di recarsi in Questura

Siracusa. E’ stato processato per direttissima Corrado Cascione, 37 anni, avolese di nascita ma residente a Siracusa, arrestato nella giornata di lunedì 24 febbraio, dagli agenti della Squadra Mobile per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Corrado Cascione è comparso innanzi al Giudice Monocratico Salvatore Cavallaro, che non ha accolto la richiesta di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari avanzata dal Pubblico Ministero onorario, Gabriella Tiralongo e ha disposto la misura meno affittiva dell’obbligo di presentazione per due volte la settimana presso la Questura di Siracusa.
Corrado Cascione, difeso dagli avvocati Junio Celesti e Marco Romano, ha detto di non essere uno spacciatore ma un consumatore delle sostanze stupefacenti rinvenute dai poliziotti all’interno della sua abitazione. Gli agenti della Squadra Mobile, nella giornata di lunedì 24 febbraio, si sono recati nell’abitazione del Cascione per effettuare una perquisizione. Con gli agenti della Squadra Mobile, hanno operato, le unità cinofile della Questura di Catania. E, in particolare, con l’ausilio del cane “Maui” gli agenti hanno rinvenuto 13 involucri di cocaina per un peso di circa 3 grammi ed 1 involucro contenente circa 3 grammi di marijuana. Inoltre, sono stati rinvenuti materiale per il confezionamento e materiale per la cottura della cocaina.
Il rinvenimento del materiale che i pusher usano per il confezionamento delle dosi e per la cottura della cocaina ha convinto il Giudice Monocratico Cavallaro ad applicare al Cascione la misura dell’obbligo di presentazione alla Questura, dove dovrà recarsi due volte alla settimana. La tesi dell’indagato di detenere la cocaina e la marijuana per uso personale è crollata proprio a causa del rinvenimento del materiale idoneo al confezionamento delle dosi e alla cottura della “polverina bianca”.

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