Priolese dichiara di avere accoltellato i fratelli Mangiafico poichè li ritiene autori di un furto

Priolo Gargallo. Il Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco ha convalidato l’arresto di Vincenzo Inturrisi, 41 anni, e gli ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere. Il quarantunenne, difeso dall’avvocato Francesco Atanasio, ha raccontato che tra lui e i fratelli Mangiafico è nata un’accesa discussione in quanto li aveva accusati di avere commesso un furto nell’abitazione di una sua amica. I fratelli Mangiafico avrebbero reagito all’infamante accusa negando di avere svaligiato la casa dell’amica dell’Inturrisi il quale, anzichè fare un passso indietro, avrebbe reiterato gli addebiti e rincarato la dose. Fra i fratelli Mangiafico e l’Inturrisi, a quel punto, ci sarebbe stato uno scambio di insulti e di offese personali, sfociato nell’aggressione operata dall’Inturrisi contro i suoi antagonisti. L’inturrisi ha estratto un coltello e ha cominciato a colpire i fratelli Mangiafico. Alla luce delle numerose ferite da taglio riportate dai fratelli Mangiafico gli inquirenti hanno stabilito che l’Inturrisi ha inferto un numero impressionante di fendenti al volto ed in altre parti del corpo dei suoi rivali che, in breve tempo, sono stati ridotti a mal partito. La violenta lite è avvenuta di fronte ad un esercizio commerciale nel cuore della notte nel centro abitato di Priolo Gargallo e in assoluta assenza di testimoni. Le grida dei due feriti e le urla dell’accoltellatore hanno richiamato l’attenzione di alcune persone che hanno telefonato ai Carabinieri che, immediatamente accorsi nella strada in cui l’Inturrisi continuava a infierire contro i suoi rivali, hanno posto fine alla sanguinosa battaglia. Le vittime nell’immediatezza sono state trasportate presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Umberto I” di Siracusa, dove venivano ricoverate, non in pericolo di vita, in attesa di un intervento chirurgico nell’area auricolare del capo. Inizialmente veniva contestata all’Inturristi l’ipotesi di reato di lesioni personali gravissime. Ma poi, sulla base delle valutazioni dei medici del nosocomio, il reato veniva qualificato come tentato omicidio poichè uno dei fendenti è stato inferto a pochi millimetri di distanza dalla giugulare. Nella notte della folle lite, l’inturrisi è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Cavadonna, come disposto dal magistrato di turno alla Procura della Repubblica. La misura cautelare è stata convalidata dal Gip Migneco, a conclusione dell’udienza svoltasi questa mattina al Palazzo di giustizia.

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