Dalla Corte d’Appello e dal Gip arresti domiciliari a Mario Comandatore con il braccialetto

Siracusa. La duplice istanza presentata dall’avvocato David Buscemi per fare ottenere il beneficio degli arresti domiciliari, sia pure con l’applicazione del braccialetto elettronico, a Mario Comandatore, 45 anni, è stata coronata da un inaspettato successo. Sembrava, infatti, un’impresa difficile, a maggior ragione perchè il Comandatore ha una sfilza impressionante di precedenti penali e viene da una recentissima condanna alla pena di sei anni e dieci mesi di reclusione per rapina a mano armata in una gjoielleria, ma, nella giornata di martedì 24 marzo, contestualmente, sia la Corte d’Appello di Catania, ove il Comandatore è appellante contro la condanna inflittagli dal Gup di Siracusa in quanto riconosciuto colpevole di resistenza a pubblico ufficiale, sia il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, Salvatore Palmeri, che lo scorso 2 marzo gli ha inflitto sei anni e dieci mesi di reclusione poichè colpevole dei reati di rapina in una gioielleria, detenzione e porto illegale di pistola, hanno deciso di accogliere la richiesta dell’avvocato David Buscemi e hanno modificato la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari. Il Gup Palmeri ha disposto, però, l’applicazione del braccialetto elettronico per cui Mario Comandatore per rientrare presso la sua famiglia dovrà aspettare che la Tim procuri l’apparecchio e glielo installi addosso. D’altra parte, è stato lo stesso difensore del Comandatore a richiedere l’applicazione del braccialetto elettronico al suo cliente. E la mossa del giovane penalista è risultata vincente poichè il Gip Palmeri ha accolto la sua richiesta volta a far conseguire il beneficio degli arresti domiciliari a Mario Comandatore, gravato da due condanne per fatti di una certa rilevanza e di allarme sociale, tra cui quella inflittagli ai primi di marzo perchè riconosciuto colpevole di rapina a mano armata ai danni della titolare di una gioielleria ubicata in Via Adige, angolo Corso Gelone, messa a segno la sera del 13 settembre dello scorso anno. Il Comandatore, volto parzialmente travisato da un casco, e armato di una pistola, infatti, la sera del 13 settembre dello scorso anno, fece irruzione nella gioielleria e, minacciando la titolare dell’esercizio commerciale, si impossessò della somma di 200 euro. Le sue inttenzioni erano probabilmente quelle di saccheggiare la gioielleria. Mario Comandatore, infatti, aveva tentato di rinchiudere in un vano della gioielleria la vittima che, a quel punto, cominciava a urlare a squarciagola, inducendo il rapinatore a desistere dal suo intento e darsi a precipitosa fuga.
La sua identificazione avvenne grazie alle immagini delle telecamere installate nella gioielleria. Pur avendo alla testa il casco il Comandatore venne riconosciuto dalla vittima e dagli investigatori della Squadra Mobile. Il casco, non essendo del modello integrale, non copriva interamente il viso del rapinatore. Tra l’altro, a seguito di perquisizione domiciliare, effettuata presso l’abitazione di Mario Comandatore, gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto e sequestrato gli indumenti utilizzati dal rapinatore la sera in cui mise a segno la rapina. Due mesi prima, inoltre, Mario Comandatore si era reso responsabile del reato di resistenza agli agenti delle Volanti che per catturarlo avevano dovuto sostenere uno spericolato inseguimento per le vie cittadine poichè l’inseguito guidava una potente motocicletta. Nella centralissima piazza Archimede il Comandatore veniva raggiungo e costretto a fermarsi. E, ovviamente, tratto in arresto per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

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