Dal Gip Frau interrogati via Skype e WhatsApp i quattro pachinesi accusati di rapina e furto in 2 bar

Pachino. Dal Palazzo di giustizia, in Viale Santa Panagia, il Giudice delle indagini preliminari Carla Frau si è collegato via Skype con la Casa Circondariale di Cavadonna per sottoporre ad interrogatorio di garanzia il pachinese Maicol Zisa, 27 anni, colpito dalla misura cautelare della custodia in carcere in quanto accusato di avere commesso il 6 gennaio scorso un furto in un bar della città e nel mese di febbraio una rapina in un altro bar del paese. Nell’aula Gip del Tribunale è presente l’avvocato Anna Maria Campisi, difensore di fiducia di Maicol Zisa. Il pachinese ha risposto alle domande del Gip Carla Frau e ha contestato il reato di rapina spiegando che lui ha malmenato il titolare del bar poichè si era rifiutato di restituirgli i 500 euro che aveva dilapidato giocando ai videopoker. Maicol Zisa si è autodefinito malato di ludopatia. Ha spiegato, infatti, di non essere capace di resistere alla tentazione del gioco d’azzardo. Quando vede in un locale pubblico un videogiochi riaffiora sistematicamente la sua morbosa passione e gioca tutti i soldi che ha nelle tasche. E perde. Sistematicamente. Come gli è capitato il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, allorquando dopo aver gettato nello stomaco del videogiochi un’ingente somma di denaro, nel ritrovarsi senza un euro in tasca, ha chiesto al titolare del bar la restituzione di soldi. Il barista si è rifiutato dicendogli che il videopoker non era truccato ma in regola con le leggi dello Stato per cui gli aveva negato la restituzione del denaro. Maicol Zisa non accettò la spiegazione e, dopo aver fatto uscire le persone presenti nel bar, ha forzato la gettoniera del videopker e si è ripreso il denaro che aveva dilapidato. E se n’è andato con la sorte capitale e gli interessi. La stessa scena Maicol Zisa l’ha ripetuta nel successivo mese di febbraio, quando appunto ha dilapidato cinquecento euro. E, quando il barista gli ha negato la restituzione del denaro, lui ha reagito prendendolo a pugni e schiaffi ed è riuscito a farsi consegnare duecento euro. Maicol Zisa, che ritiene inappropriato il reato di rapina per la sua condotta, ha detto che, cessato l’effetto patologico della sua passione morbosa, ha capito di avere esagerato e di essersi pentito di avere malmenato il titolare del bar. “Tant’è vero che non sono ritornato per chiedere la restituzione dei restanti trecento euro…” – ha sottolineato Maicol Zisa. Lo stesso detenuto si è assunta tutta la responsabilità sia per l’episodio del 6 gennaio che per quello del successivo mese di febbraio. Maicol Zisa ha detto, infatti, che Salvatore Pelligra e l’incensurato Salvatore Tiralongo, che si trovavano in sua compagnia nell’episodio del 6 gennaio, non hanno assolutamente partecipato nè al danneggiamento del videopoker nè al prelievo delle monete in esso contenute. Non solo. Maicol Zisa ha pure scagionato Alessandro Vizzini, nell’episodio dell’11 febbraio, definendolo assolutamente estraneo al reato di rapina ai danni del titolare del bar poi preso a pugni e schiaffi dal malato di ludopatia.
Gli interrogatori di Alessandro Vizzini, Salvatore Pelligra e di Salvatore Tiralongo, raggiunti i primi due dalla misura cautelare degli arresti domiciliari e il terzo dall’obbligo di dimora e dall’obbligo di recarsi giornalmente al Commissariato di Polizia per la firma, si sono svolti anche questi a distanza ma attraverso una chiamata via WhatsApp. Pelligra, difeso dall’avvocato Luigi Caruso Verso ma sostituito dal figlio Paolo Caruso Verso, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande. La stessa scelta hanno fatto Alessandro Vizzini e Salvatore Tiralongo, che, sempre via WhatsApp, hanno comunicato al Gip Carla Frau di essere rimasti a Pachino in quanto non intendevano rispondere alle sue domande. Vizzini e Tiralongo sono difesi dagli avvocati Ornella Burgaretta e Paolo Ardilio.
La narrazione fatta da Maicol Zisa contrasta con la descrizione dei fatti operata dagli investigatori del Commissariato di Pachino.
Per la Polizia, infatti, le indagini, coordinate dal Pubblico Ministero Andrea Palmieri, hanno preso avvio grazie al’intuito degli investigatori del Commissariato di P.S. di Pachino che avevano notato il pregiudicato Maicol Zisa, appena scarcerato, insieme a Salvatore Pelligra e all’incensurato Salvatore Tiralongo, all’interno di un bar, in cui il giorno dell’Epifania era stato commesso un clamoroso furto ad opera di alcuni ladri che, fatti uscire i presenti, avevano svuotato le macchinette videopoker. Grazie all’acquisizione delle riprese televisive, gli investigatori del Commissariato, diretti dal vicequestore Antonietta Malandrino, hanno avuto modo di rilevare la presenza di Maicol Zisa, Salvatore Pelligra e Salvatore Tiralongo. mentre mettevano a segno un colpo banditesco ai danni del titolare del bar ove poi, come gli assassini, sono ritornati sul luogo del delitto. Dalle immagini televisive, riprese dalle telecamere interne dell’esercizio commerciale, si vedono Zisa, Pelligra e l’incensurato S. T. che, dopo aver fatto evacuare il bar dagli avventori, si sono impossessati del danaro sottratto alle macchinette videopoker e cambia soldi, ammontante a 4850 euro. Mentre i poliziotti svolgevano le indagini sul primo colpo banditesco avvenuto nel mese di gennaio, Maicol Zisa e Alessandro Vizzini, l’11 febbraio, si sono resi responsabili di una rapina in danno del titolare di un altro bar, impossessandosi della somma di euro 260,00 e di vari biglietti “ gratta e vinci ”, per un corrispettivo pari ad euro 50.
Anche in questo secondo episodio determinanti sono risultate le riprese televisive. Gli agenti del Commissariato di Pachino, attraverso la visione delle immagini riprese dalle telecamere del bar, hanno potuto identificare gli autori della rapina, Maicol Zisa e Alessandro Vizzini, i quali sono entrati all’interno del bar e, dopo aver intimorito e picchiato il titolare, con schiaffi e pugni, si sono fatti consegnare la somma 200,00 euro.
Il Giudice delle indagini preliminari Carla Frau, in accoglimento della richiesta formulata dal Pubblico Ministero Andrea Palmieri, ha disposto la misura della custodia cautelare per Maicol Zisa, Salvatore Pelligra e Salvatore Tiralongo contestando a tutt’e tre il reato di furto aggravato commesso il 6 gennaio 2020, mentre per il secondo delitto, ha contestato a Maicol Zisa e ad Alessandro Vizzini il reato di rapina in concorso, con l’aggravante della reiterazione.

CONDIVIDI