Priolo Gargallo. Si è svolta sabato mattina, 9 dicembre, l'udienza di convalida del fermo di indiziato di reato operato dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Priolo Gargallo nei confronti del caminante Antonino Restivo, 33 anni, residente a Belvedere e di Lidia Zocco, 47 anni, abitante a Priolo Gargallo. I due sono accusati in concorso di rapina e lesioni personali ai danni del titolare del bar di Via Taranto, nonchè di truffa con lo specchietto ai danni di un anziano automobilista effettuata due giorni prima della rapina.

Innanzi al Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato, la donna, difesa dall'avvocato Antonio Zizzi, si è protestata innocente dei reati di rapina e di lesioni personali ai danni del titolare del bar di Via Taranto, mentre ha ammesso di avere partecipato, assieme al Restivo, alla truffa con lo specchietto in danno di un anziano automobilista. Alla Zocco, inoltre, veniva contestato il reato di furto di energia elettrica. La donna si è però protestata innocente sostenendo di non essersi allacciata abusivamente al contatore di un suo vicino di casa, ma di essere stata favorita da questo suo "benefattore", che gli calava il filo della corrente dalla finestra della sua abitazione.
A sua volta, il caminante Antonino Restivo ha scagionato Lidia Zocco dai reati di rapina e di lesioni personali dichiarando che lei non era affatto a conoscenza della sua iniziativa criminosa. L'uomo, assistito dall'avvocato Junio Celesti, durante l'interrogatorio, ha confermato la versione della Zocco la quale, innanzi al Gip, aveva dichiarato che ogni notte si reca in quel bar per mangiare alcune brioche appena sfornate. Per quanto riguarda tutti i reati che gli vengono contestati, il Restivo ha reso ampia e circostanzata confessione. In relazione alla rapina, il caminante ha dichiarato di averla commesso da solo. "Sono andato in qel bar 20 minuti dopo che c'era stata la signora Zocco, ma lei non sapeva assolutamente delle mie intenzioni". Il Restivo ha confessato di avere tentato di spillare dei soldi ad un anziano automobolista, cercando di attuare nei suoi confronti la truffa dello specchietto. Inoltre ha ammesso di essere evaso dalla sua abitazione di Belvedere, dove era ristretto per svariati furti con scasso, e di avere trovato ospitalità nell'abitazione della Zocco.
Dopo una breve permanenza in camera di consiglio, il Gip Carmen Scapellato ha convalidato il fermo di Antonino Restivo e di Lidia Zocco e ha applicato ad entrambi la misura cautelare della custodia in carcere. Gli agenti della Polizia penitenziaria hanno rinchiuso nella Casa Circondariale di Piazza Lanza, a Catania, Lidia Zotto e nel carcere di Siracusa Antonino Restivo.
La rapina ai danni del titolare del bar di Via Taranto è avvenuta intorno alle ore 3 del 5 dicembre. La vittima, che si era vista puntare contro un coltello, era stata costretta a recarsi dal laboratorio di pasticceria fino al bar. Quando sono arrivati davanti alla cassa, il commerciante ha tentato di non cedere alla minaccia di svuotare la cassa e di consegnare il denaro al malfattore ma quest'ultimo gli ha dato una coltellata ferendolo a una mano.
Sulla scorta delle indicazioni fornite dai rilievi di polizia scientifica e dei filmati di video-sorveglianza della zona la Polizia riusciva ad individuare l’autovettura utilizzata dal rapinatore per guadagnarsi la fuga, che veniva rinvenuta, abbandonata e priva della targa posteriore. Sebbene di proprietà di altro soggetto, dopo una serie di accertamenti gli agenti accertavano che l’autovettura in questione, priva di assicurazione, risultava essere stata assicurata, per ultimo, proprio da Antonino Restivo, già noto per reati contro il patrimonio. Dalla disamina delle immagini si riscontrava, altresì, che poco prima dell'aggressione, Lidia Zocco entrava all’interno del laboratorio di pasticceria per chiedere di avere del cibo, verosimilmente al fine di fornire i necessari elementi al complice. Infatti, a seguito di verifiche, gli agenti hanno accertato che entrambi i fermati sono stati per l’intera giornata insieme, perpetrando nel pomeriggio anche un tentativo di “truffa dello specchietto”. Inoltre, veniva rinvenuta, durante la perquisizione eseguita all’interno dell’abitazione della Zocco, la targa dell’autovettura utilizzata per eseguire la rapina.
A seguito di ciò, mentre gli operatori di Polizia erano intenti alla perquisizione, venivano informati della presenza di un estraneo all’ultimo piano della palazzina, nascosto all’interno di un appartamento. Alla luce di quanto sopra, gli agenti facevano irruzione all’interno dei locali, riuscendo ad individuare e bloccare Antonino Restivo, che aveva appena gettato da un finestra posteriore un coltello a serramanico. Immobilizzato, a seguito di perquisizione, l’uomo veniva trovato in possesso di una somma di denaro, verosimilmente quella sottratta nel corso della rapina.

 

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