Spoleto. Dal carcere di Spoleto, dove è stato trasferito alla fine dell'anno 2017, Alessio Attanasio ha redatto un reclamo che ha poi inviato ai Magistrati di Sorveglianza dei Tribunali di Spoleto e Siracusa ed al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione. Il detenuto siracusano, che sta scontando delle condanne in regime di carcere duro, nel reclamo da lui personalmente redatto, racconta che il 2 gennaio 2018 si è collegato via telefono con la Casa Circondariale di Cavadonna, Siracusa, per parlare con il suo difensore di fiducia, avvocato Sebastiano Troia. Il penalista, proprio per dialogare con il cliente, si era recato alla Casa Circondariale di Cavadonna,

dove è stato ammesso nella sala riservata ai difensori per ricevere la telefonata di Alessio Attanasio dal carcere di Spoleto. Detenuto e legale dovevano concordare l'impostazione del ricorso da inoltrare alla Corte di Cassazione avverso la decisione della Direzione della Casa Circondariale di Rebibbia, Roma, di non dare corso all'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza di Sassari, in Sardegna, che disponeva di provvedere all'acquisto di un pc, a spese dell'Attanasio, per motivi di studio e per permettergli di scrivere memorie difensive o di ricevere atti processuali nell'ambito delle vicende giudiziarie che lo riguardano. Quando il personale del carcere di Siracusa ha comunicato all'avvocato Troia che poteva dialogare con l'Attanasio nel momento in cui il penalista ha detto "Buongiorno, sente la mia voce?", Attanasio ha cercato di dirgli che non riusciva a sentire la sua voce e ha iniziato a gridare sperando di farsi sentire dall'avvocato. Anche il penalista ha alzato il tono della voce, ma la linea era particolarmente disturbata per cui la conversazione con Alessio Attanasio è stata interrotta bruscamente. Analoga scena avveniva nella saletta della Casa Circondariale di Spoleto dove anche Attanasio, non riuscendo a sentire la voce dell'avvocato Troia, ha messo giù la cornetta del telefono, chiedendo al centralista del carcere di riprovare a chiamare l'utenza telefonica della Casa Circondariale di Cavadonna. I due dialoganti qualcosina sono riusciti a dirsi, ma nulla riguardo ai temi relativi al ricorso da inviare alla Suprema Corte di Cassazione. Il tempo a disposizione era nel frattempo finito e detenuto e difensore si sono visti costretti a rinviare ad altra data la loro conversazione.
Alessio Attanasio, irritato per l'inconveniente, appena è rientrato nella sua cella ha preso carta e penna e ha scritto un reclamo in cui scrive: "Il sottoscritto Alessio Attanasio propone reclamo ex articoli 35 bis e 69, comma 6, lettera B) O.P., in relazione agli articoli 24 e 111 Costituzione, poichè in data 2 gennaio 2018 ha effettuato la telefonata con l'avvocato Sebastiano Troia (che la riceveva nel carcere di Siracusa), è stato costretto a gridare poichè, come risaputo da anni, l'apparecchio telefonico del carcere di Siracusa è guasto. La situazione è stata segnalata decine di volte al Magistrato di Sorveglianza di Siracusa, che si è guardato bene dall'intervenire. Per questi motivi copia del presente reclamo viene inviato anche al Procuratore Generale presso la Corte Suprema di Cassazione affinchè avvii l'azione disciplinare nei confronti della dottoressa Guglielmino per l'inerzia mostrata".

 

riproduzione vietata

SE IL DIARIO VI PIACE FATE UN ABBONAMENTO ANNUALE DI 60 EURO, CARICANDO LA SOMMA A POSTEPAY 5333 1710 2279 3950 - GRAZIE

IN QUESTO MOMENTO MI SENTO
0%
SODDISFATTO
0%
TRISTE
0%
INDIFFERENTE

Aggiungi commento

ATTENZIONE:

Cliccando "invia" accetti la nostra privacy policy


Codice di sicurezza
Aggiorna