Noto. Nel corso del primo pomeriggio di giovedì primo febbraio, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Noto hanno tratto in arresto Antonio Franco, 55 anni, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti, in quanto responsabile del tentato omicidio di un barbiere netino di 59 anni. Nella circostanza l’uomo, barbiere del “piano alto” della città barocca, avrebbe chiesto al Franco il pagamento di un taglio di capelli eseguito presso il suo salone nel mese di dicembre u.s. per una decina di euro circa.

La richiesta ha provocato la spropositata reazione del pregiudicato che, risentito per la pretesa di pagamento, tornato a casa, impugnata una pistola cal. 9, illegalmente detenuta, e quindi ha fatto fuoco contro il barbiere responsabile di averlo “trattato male”, come da lui stesso riferito ai militari che lo hanno bloccato poco distante dal luogo dell’esplosione dei colpi. Solo l’inceppamento dell’arma ha scongiurato il peggio, difatti erano presenti anche altre persone all’interno del salone, già sentiti dai Carabinieri per la ricostruzione dei fatti. Il barbiere, recatosi al pronto soccorso dell’ospedale Trigona di Noto, è stato immediatamente soccorso e successivamente dimesso con diversi giorni di prognosi. Condotto in caserma, accertata la dinamica dei fatti, il Franco è stato dichiarato in stato di arresto e, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale “Cavadonna” di Siracusa, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

La pistola usata da Antonio Franco è stata recuperata dagli agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di Noto. I poliziotti hanno rinvenuto, avvolta in un cellophane, una pistola semiautomatica marca Bruni modello 84 modificata, con canna ad anima liscia e con metà carrello otturato, priva di tacca di mira ed un caricatore contenente 3 cartucce 9 mm. L’arma è stata ritrovata a breve distanza dal luogo in cui era avvenuto il ferimento del barbiere, e più precisamente sul terrazzo di una casa disabitata all’interno di un serbatoio in plastica dell’acqua.

 

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