Siracusa. Case popolari di Bosco Minniti. Due uomini con arnesi da scasso forzano la porta di un appartamentino che da alcuni mesi è disabitato. L'inquilina, a causa dell'età avanzata, si è trasferita da una nipote, dove viene accudita amorevolmente. I due intrusi - così hanno detto innanzi al Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco - sapevano invece che la vecchina era volata in cielo. E che nessuno abitava più in quell'alloggio popolare. E allora alla vigilia di Pasqua hanno tentato il colpaccio con l'intento non di saccheggiarlo ma di impadronirsi dell'appartamento. A tentare il colpo vanno i due uomini. E precisamente Jari Aglianò, 29 anni e Massimiliano Viola, 41 anni. Sotto, dentro l'auto parcheggiata innanzi all'ingresso della palazzina,

rimane la moglie dell'Aglianò: Stefania Gallitto, 28 anni. Qualcuno degli inquilini, sentendo dei rumori, telefona al 113 e sul posto arriva di gran carriera una Volante. I poliziotti bloccano i due intrusi e la loro complice che fungeva da palo. Li ammanettano e li denunciano per tentato furto. Per scrupolo, i poliziotti chiedono informazioni sulla sorte capitata all'inquilina dell'alloggio popolare. E così scoprono che gode ottima salute e che ha toccato ferro non appena le è stato riferito che la davano per defunta. Per disposizione del Pubblico Ministero i due uomini e la donna vengono sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Nella mattinata di martedì 18 aprile, Jari Aglianò, Stefania Gallitto e Massimiliano Viola vengono condotti a Palazzo di giustizia per partecipare all'udienza di convalida dell'arresto. Quando il Gip Andrea Migneco legge il capo d'imputazione, Jari Aglianò nega di essersi recato nella zona del Bosco Minniti per saccheggiare l'appartamento. "L'idea era quella di occupare la casa abusivamente. Qualcuno mi aveva detto che la vecchia proprietaria era morta e allora avevo pensato di impossessarmene prima che potessero assegnarla ad altre persone". Sua moglie, Stefania Gallitto ha negato di avere accompagnato il marito per fare "il palo" e consentirgli di svaligiare la casa. Infine, Massimiliano Viola ha negato di essersi recato in quella casa per compiere un furto. "Io faccio il fabbro e il signor Aglianò mi ha commissionato il lavoro di cambiare la serratura alla porta della casa dove io non sono entrato perchè, quando ho saputo dall'Aglianò che voleva occuparla abusivamente, gli ho comunicato di non contare su di me. Mentre mi accingevo a scendere le scale sono arrivati i poliziotti e m i hanno arrestato".

Il difensore dei due uomini e della donna, avvocato Junio Celesti, ha chiesto la derubricazione del reato da tentato furto in tentativo di occupazione abusiva di una casa popolare e l'immediata liberazione dei suoi clienti. Il Gip Migneco ha disposto sì l'immediata liberazione dei tre arrestati, ma non ha accolto la richiesta dell'avvocato Celesti. L'imputazione di tentato furto è rimasta in vigore. E, inoltre, non avendo creduto alle versioni fornite da Jari Aglianò e Massimiliano Viola, ha disposto per loro due la misura dell'obbligo di presentazione negli uffici della Questura per tre giorni alla settimana. Per la signora Stefania Gallitto, invece, il Gip Migneco non ha disposto alcuna misura cautelare.

 

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