Priolo Gargallo. Si terrà il 27 novembre l'udienza preliminare per stabilire il rinvio a giudizio dei tre giovani di Priolo Gargallo accusati di avere ucciso con tre colpi di pistola il ventiquattrenne Alessio Boscarino. Il Pubblico Ministero Margherita Brianese, a conclusione delle indagini preliminari, ha chiesto al Giudice dell'udienza preliminare Carnen Scapellato di rinviare a giudizio, innanzi alla Corte d'Assise di Siracusa, i fratelli Christian e Roberto De Simone, rispettivamente di 33 e 26 anni, e Davide Greco, 29 anni, in quanto presunti autori dell'omicidio di Alessio Boscarino, 24 anni, "stutatu" con tre colpi di pistola in Via Tasso.

 

Davide Greco venne arrestato dagli agenti della Polizia di Stato in servizio al Commissariato di Priolo Gargallo poche ore dopo l'agguato mortale, mentre i fratelli De Simone sono rimasti uccel di bosco per quasi una settimana. Davide Greco, comparso innanzi al Gip Giuseppe Tripi, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nonostante, il suo silenzio, il Gip gli ha emesso contro la misura cautelare della custodia in carcere accogliendo l'analoga richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Margherita Brianese. Mercoledì mattina, 14 dicembre, i fratelli De Simone, entrambi assistiti dall'avvocato Antonio Zizzi, che difende pure il Greco, sono comparsi innanzi al Gip Tripi per essere sottoposti all'interrogatorio di garanzia. Ma così come aveva fatto Davide Greco, anche i fratelli De Simone si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Presente in aula anche il Pubblico Ministero Margherita Brianese, che coordina le indagini sull'omicidio di Alessio Boscarino e che aveva chiesto al Gip l'applicazione della misura cautelare della custodia in carcere per Davide Greco e per i fratelli Christian e Roberto De Simone.

Alla domanda su chi avesse sparato tra i due fratelli De Simone contro Alessio Boscarino non c'è allo stato alcuna risposta. Per gli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato di Priolo dovrebbe essere stato stato uno dei due fratelli, ma gli stessi poliziotti non hanno finora un'idea precisa sull'autore materiale del delitto. Sull'agguato di Via Tasso, peraltro, non ci sono riprese televisive. Quelle in possesso della Polizia sono immagini riprese dal sistema di videosorveglianza installato in piazza Dell'Angelo Custode, che dista alcuni chilometri da via Tasso. Nel rapporto redatto dalla dirigente della Squadra Mobile viene categoricamente escluso che a sparare i cinque colpi di pistola fosse stato Davide Greco. Per cui si pensava che, per non ritenere Greco il sicario, la Polizia avesse prove certe per indicare l'autore del delitto in uno dei due fratelli De Simone. Invece, su questo punto, le indagini sono all'anno zero. Si sperava di raccogliere delle preziose indicazioni dalle dichiarazioni che avrebbero reso i fratelli De Simone in occasione del loro interrogatorio di garanzia. Ma le speranze si sono volatilizzate nel momento stesso in cui, poco le ore 13 del 14 dicembre, Christian e Roberto De Simone hanno comunicato al Giudice delle indagini preliminari Giuseppe Tripi che intendevano avvalersi della facoltà di non rispondere. Il loro difensore, avvocato Antonio Zizzi, arriva persino a sostenere che gli investigatori potrebbero avere preso un macroscopico abbaglio, accusando i fratelli De Simone e Davide Greco per un delitto che non hanno commesso. D'altra parte, sostiene il difensore, neanche dalle immagini televisive in possesso degli inquirenti non si vedono le facce dei tre sospetti autori del delitto. "Si vedono tre persone, che parlano tra di loro, in Piazza Dell'Angelo Custode, ma non mi pare si possa dire che si tratti dei miei tre clienti".

Sul delitto di Alessio Boscarino ci sono soltanto le dichiarazioni della fidanzata del morto ammazzato, la cui ricostruzione è però in contrasto con quella fatta dagli inquirenti. Per la ragazza soltanto due persone hanno effettuato l'attentato contro il suo fidanzato, mentre per la Polizia sono stati i tre indagati. La ragazza afferma che i due esecutori del delitto sono scesi da un'autovettura alla guida della quale è rimasto un loro complice. Viceversa, la Polizia sostiene che i tre autori del delitto sono sempre stati assieme nel momento in cui sono stati esplosi i colpi di pistola contro Alessio Boscarino. Secondo gli inquirenti i fratelli De Simone, in località San Focà, alcune ore prima dell'attentato, avrebbero avuto una violenta discussione con Alessio Boscarino, verosimilmente per questioni connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti. Poi i contendenti si sono separati ma, a distanza di alcune ore dalla discussione, i fratelli De Simone, spalleggiati da Davide Greco, si sono recati sotto casa di Alessio Boscarino e lo avrebbero "stutatu" secondo un rito tipicamente mafioso.

Le troppe contraddizioni emerse nella ricostruzione della dinamica dell'agguato mortale hanno indotto l'avvocato Antonio Zizzi a rivolgersi al Tribunale del Riesame di Catania e successivamente alla Corte di Cassazione con l'esplicita richiesta tesa ad ottenere l'annullamento della ordinanza cautelare emessa dal Gip Tripi e l'immediata scarcerazione di Davide Greci e dei fratelli Roberto e Christian De Simone. Ma sia i giudici del Riesame di Catania che il Supremo Collegio hanno rigettato l'istanza dell'avvocato Antonio Zizzi.

La famiglia di Alessio Boscarino, ha dato mandato all'avvocato Domenico Mignosa di presentare all'udienza preliminare istanza di costituzione di parte civile contro i tre imputati alla sbarra.

 

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