Priolo Gargallo. I giudici del Tribunale del Riesame hanno accolto parzialmente l'appello proposto dal Pubblico Ministero Margherita Brianese contro alcune ordinanze cautelari emesse dal Giudice delle indagini preliminari Giuseppe Tripi. Al magistrato della Procura che chiedeva di applicare all'ex sindaco di Priolo Gargallo la misura cautelare della custodia in carcere i giudici del Riesame hanno risposto con un secco no. Il Collegio ha, invece, ritenuto sussistenti i gravi indizi di reità a carico di Antonello Rizza e hanno ripristinato la misura cautelare degli arresti domiciliari, inizialmente adottata nei suoi confronti dal Gip Tripi, che poi l'aveva revocata e tramutata con quella meno afflittiva del divieto di dimora nel comune di Priolo Gargallo.

 

L'ordinanza del Tribunale del Riesame di Catania non è immediatamente esecutiva. I difensori di Antonello Rizza depositeranno in cancelleria ricorso per Cassazione per cui, fino a quando la Suprema Corte non si pronuncerà sul ricorso degli avvocati Domenico Mignosa e Giuseppe Tamburini, le bocce restano ferme al loro posto. Per dirla con parole chiare e dalla facile comprensione vuol dire che Antonello Rizza continuerà ad essere un cittadino in stato di libertà che non potrà mettere piedi nel comune di Priolo in quanto è tuttora vigente il divieto di dimora nel comune di residenza. Se la Suprema Corte dovesse dare ragione al Tribunale del Riesame di Catania i poliziotti del Commissariato di Priolo arresteranno Antonello Rizza e lo riporteranno nella sua abitazione di Priolo Gargallo.

I giudici del Riesame di Catania hanno anche deciso sull'appello proposto dal Pubblico Ministero Margherita Brianese contro le decisioni del Gip Tripi nei confronti dei funzionari del Comune di Priolo Gargallo Salvatore Cirmigliaro e Flora La Iacona, e dell'imprenditore Francesco Artale. Il Pubblico Ministero aveva chiesto che venisse ripristinata la misura cautelare degli arresti domiciliari ma il Tribunale del Riesame ha disposto l'interdizione dall'attività lavorativa della durata di un anno per il Cirmigliaro e di nove mesi per la dottoressa La Iacona.

Anche per i due funzionari le misure interdittive disposte dal Tribunale del Riesame per il momento restano congelate. Sia Cirmigliaro che La Iacona, cui il Gip Tripi ha recentemente revocato la misura cautelare dell'obbligo di firma presso il Commissariato di Priolo Gargallo, potranno recarsi tutti i santi giorni della settimana al Municipio per svolgere la loro attività lavorativa. Poi, qualora i giudici della Suprema Corte dovessero ritenere legittima l'ordinanza del Riesame di Catania, per i due funzionari comunali scatterà l'interdizione. Cirmigliaro e La Iacona sono assistiti dall'avvocato Domenico Mignosa.

E' andata malissimo anche all'imprenditore Francesco Artale. I giudici del Riesame disposto gli arresti domiciliari per l'amministratore della ditta "Indie Sound Music", accogliendo in tal modo l'appello proposto dal Pubblico Ministero Margherita Brianese. Il provvedimento coercitivo rimarrà comunque congelato fino a quando la Suprema Corte non deciderà sui ricorsi presentati dell'avvocato Domenico Mignosa, nell'interesse di Antonello Rizza e dei dirigenti comunali Girmigliaro e La Iacona e dell'avvocato Giuseppe Calvo in favore dell'imprenditore Artale.

Va ricordato che l'amministratore della ditta "Indie Sound Music", difeso appunto dall'avvocato Calvo, si era visto revocare l'iniziale misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
I fatti riguardano eventi della seconda metà dell’anno 2016 ed in particolare tre episodi di turbata libertà degli incanti e turbamento del procedimento di scelta del contraente in relazione alla segnalazione di persone vicine al Sindaco per l’affidamento di appalti del Comune, episodi di truffa e tentata truffa ai danni del Comune commessi in concorso tra Sindaco, funzionario comunale e un imprenditore, in relazione all’acquisto di beni tramite Consip con codici alterati e tali da consentire all’imprenditore segnalato la vendita dei beni per prezzi maggiorati, un episodio di frode nelle pubbliche forniture attribuito al solo imprenditore e connesso ai medesimi appalti, ed infine un episodio di tentata concussione, sempre in relazione alla finalità di pervenire all’assegnazione di appalto a imprenditore vicino al Sindaco.
In occasione della notifica delle misure cautelari emesse dal Gip Giuseppe Tripi, gli agenti della Polizia di Stato hanno effettuato una serie di perquisizioni a carico degli indagati, che hanno riguardato pure apparecchiature informatiche in uso agli stessi; in questa circostanza gli operatori si sono avvalsi della collaborazione di tecnici specializzati della Guardia di Finanza del Comando di Siracusa.
Complessivamente gli indagati sono 13. Ma il Pubblico Ministero Margherita Brianese ha chiesto le misure coercitive soltanto per questi quattro indagati.

 

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