Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al nostro giornale dal giornalista Paolo Borrometi.
"Apprendo dal vostro giornale – e già questa è un’enorme anomalia - di essere stato querelato dal “fantasma” (al 41bis da anni, non è un giudizio di merito) Alessio Attanasio.
Penso che il signor Attanasio, pluricondannato e capo del clan “Bottaro-Attanasio”, stia utilizzando il vostro quotidiano per mettersi in mostra, per farsi vedere come “ancora presente”.

Mai mi è capitato di vedere una querela strombazzata sui giornali ancora prima della notifica, ma questo si lega, probabilmente, alla volontà di mettersi in mostra, la Giustizia è una cosa seria, non pretendo che la comprenda un delinquente conclamato (anche qui nessun giudizio di merito, solo il dato tecnico). Così come mai mi è capitato di vedere foto in carcere, al 41bis, poi pubblicate sui giornali (come accaduto dallo stesso Attanasio, in questo caso sul vostro giornale). Anche questo dato mi pare, come dicevo prima, la volontà di un boss “fantasma” di far vedere la sua presenza.
Evito di esprimere giudizi ad affermazioni come “articoli dalla sintassi claudicante”, “Borrometi straparla” ed altre molto poco dignitose, ma la dignità non è dei mafiosi, lo si sa.
Su una mi soffermo, quando il mafioso Alessio Attanasio afferma che lo si indica “come capoclan” perché i giornalisti si “appiattiscono alla convenienza investigativa”.
Ricordo non al mafioso Attanasio, al quale mai e poi mai darei la confidenza di rivolgermi, ma all’opinione pubblica che le indagini nel nostro Paese le svolgono donne ed uomini dello Stato che per questa ragione hanno spesso pagato con la vita. A loro, non agli articoli di Paolo Borrometi, andrebbe mostrato più rispetto di quanto i mafiosi come Attanasio riconoscano.
Sull’essere un boss sanguinario ricordo che ogni mafioso, per il sol fatto di appartenere ad una associazione mafiosa, porta in sé la responsabilità morale di tanti omicidi, a maggior ragione essendo il capo.
Nello specifico del mafioso Attanasio ricordo che diversi collaboratori di Giustizia lo hanno indicato come mandante di omicidi, il prossimo processo sarà per l’omicidio di Angelo Sparatore. E’ il collaboratore Salvatore Lombardo a sostenere (anche in articoli del vostro giornale) che “il mandante fosse Alessio Attanasio” e gli esecutori “lui e Luciano De Carolis”.
Non mi dilungo oltre, certo come sono che la Giustizia trionferà sempre come accaduto nel caso di Attanasio: si sentiva un boss invincibile invece è un condannato per mafia che giace al buio in cella (ed in isolamento).
Invece spero che il vostro giornale possa dedicare (fra una foto e l’altra del boss) lo stesso spazio offerto al mafioso Attanasio, anche alle sue – purtroppo troppe – vittime".

 

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