Roma. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d'Appello di Catania con la quale sono stati condannati a sette anni di reclusione il concessionario di distributori automatici di merendine, bevande e caffè Seby Greco e a quattro anni e dieci mesi di reclusione Franco Toscano, esponente di spicco del clan mafioso "Bottaro-Attanasio", in quanto riconosciuti colpevoli di estorsione aggravata dal metodo mafioso. La vicenda definita con sentenza irrevocabile dalla Suprema Corte racconta una penosa storia il cui protagonista in negativo è rappresentato da Seby Greco che, per strappare al proprio cugino una casa, aveva prima cercato di convincerlo mettendogli a disposizione una montagna di soldi, molti di più di quelli che il parente aveva sborsato per

acquisirla e, dopo, quando i suoi iniziali tentativi leciti erano miseramente naufragati, aveva fatto intervenire loschi esponenti della criminalità organizzata cui aveva espressamente chiesto di "persuadere" Alessandro Greco a vendergli quella casa. Nonostante l'entrata in scena dei mafiosi, il legittimo proprietario dell'appartamento, ubicato nel centro abitato di Siracusa, non si impaurì ma, per salvaguardare la propria incolumità fisica, messa quotidianamente a rischio sia per la scesa in campo di Franco Toscano, in rappresentanza del clan "Bottaro-Attanasio" ma anche per le pressioni minacciose fatte nei suoi confronti da un esponente del clan mafioso Nardo di Lentini, si vide costretto a rivolgersi alla Polizia di Stato. La sua scelta si è rivelata azzeccata poichè gli autori dell'estorsione aggravata dal metodo mafioso sono stati incriminati e trascinati a giudizio. Il processo, che è andato avanti con inaudita lentezza, si è concluso con l'affermazione della penale responsabilità di Sebastiano Greco e Franco Toscano, e con l'assoluzione dell'esponente del clan mafioso di Lentini. Il Tribunale aretuseo inflisse nove anni di reclusione a Sebastiano Greco e sette anni a Franco Toscano. I giudici della Corte d'Appello di Catania, pur confermando la tesi accusatoria e l'imputazione di estorsione aggravata dal metodo mafioso, hanno praticato un piccolo sconto di pena ai due imputati, irrogando sette anni a Seby Greco e quattro anni e dieci mesi a Franco Toscano. Lo scorso 31 gennaio, i giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso presentato dall'avvocato Stefano Rametta nell'interesse dell'agente di commercio Sebastiano Greco e dall'avvocato Sebastiano Troia quale difensore di fiducia dell'esponente del clan mafioso Franco Toscano. Per Sebastiano Greco si tratta di una dolorosa mazzata poichè dovrà espiare in carcere quasi tutti i sette anni che gli sono stati inflitti. Invece, Franco Toscano, già da due mesi ritornato in carcere in quanto sorpreso dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Siracusa in possesso di tre pistole, della condanna a quattro anni e dieci mesi dovrà espiare in carcere un anno e otto mesi. Questo perchè la condanna gli è stata inflitta a titolo di continuazione con altra sentenza con la quale venne riconosciuto colpevole e condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso. Sicchè, quando la Procura Generale presso la Corte d'Appello di Catania, ordinerà alla Squadra Mobile di arrestare Sebastiano Greco e Franco Toscano a quest'ultimo il provvedimento coercitivo sarà notificato presso la Casa Circondariale di Cavadonna, dove appunto già si trova rinchiuso a causa di quelle tre pistole detenute illegittimamente. Ben diverso è il discorso per Sebastiano Greco: i poliziotti dovranno ricercarlo e arrestarlo e poi trasferirlo nella Casa di Reclusione dove la Procura Generale della Corte d'Appello di Catania avrà deciso di farlo rinchiudere per scontare la pena di sette anni di reclusione.

 

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