Siracusa. Danilo Briante, 43 anni, Antonio Rizza, 30 anni, Alessandro Abela, 32 anni, Angelo Albarino, 44 anni, Raffaele Ballocco, 31 anni, Vincenzo Buccheri, 46 anni, Luigi Calcinella, 33 anni, Dario Caldarella, 34 anni, Alessandro D'Agata, 38 anni, Massimiliano D'Ignoti Parenti, 47 anni, Gaetano Maieli, 39 anni, Ivan Rossitto, 32 anni, Leandro Salemi, 21 anni, Massimo Salemi, 44 anni e Pasquale Graziano Urso, 24 anni, sono stati arrestati dai Carabinieri del comando provinciale di Siracusa in esecuzione di una ordinanza cautelare di custodia in carcere emessa dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Catania su richiesta dei magistrati della Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo etneo.

All'operazione antidroga, la seconda nel giro di una settimana eseguita dai Carabinieri di Siracusa, è stato dato il nome convenzionale di "Tonnara", il nome della località in cui i sedici spacciatori di sostanze stupefacenti erano soliti incontrare i tossici per la consegna delle "palline" di cocaina e ricevere in cambio il denaro. Alla precedente operazione venne dato il nome convenzionale di "Bronx", la zona distante da quella della Tonnara di Santa Panagia non più di due o trecento metri. Sia al Bronx che alla Tonnara girava un considerevole giro di soldi. Secondo i calcoli effettuati dai Carabinieri sulla base dei conteggi stilati dai collaboratori di giustizia che prima di fare il salto del fossato vivevano spacciando stupefacenti di ogni tipo, il traffico di droga faceva registrare introiti di circa diecimila euro al giorno e arrivava addirittura anche a settanta-ottanta mila euro nei giorni di venerdì e sabato. Nelle città del nord Italia ogni venerdì i cittadini, finito il turno di lavoro, partono per una gita fuori città o per recarso in una località turistica dove spendono i soldi accantonati nel corso della settimana, A Siracusa, invece, i cittadini dediti al consumo di sostanze stupefacenti i soldi guadagnati con il sudore della fronte o, se disoccupati, sottraendoli ai genitori li scialacquano acquistando droga. E ingrossano le tasche e i portafogli degli spacciatori, tra cui appunto i sedici pusher arrestati dai Carabinieri a conclusione di quasi due anni di indagini effettuate con i metodi tradizionali ma, soprattuto, con l'utilizzo delle "cimici", installate dentro le abitazioni o all'esterno delle case o nel corso di precedenti perquisizioni oppure "sparando" le microspie a ridosso di una fonte di energia che immette la luce oppure la rete telefonica nell'abitazione degli indagati. La montagna di soldi incamerata con la vendita di "palline" di cocaina non avrebbe però fatto arricchire nessuno dei sedici arrestati nel corso dell'operazione antidroga denominata "Tonnara". Come erano soliti fare gli associati ad organzzazioni mafiose, quasi tutti rimasti "poveri e pazzi" al punto che in molti hanno chiesto soccorso allo Stato per farsi mantenere e per rifarsi una nuova esistenza, iniziando a collaborare con la giustizia, anche i trafficanti di droga delle zone della Tonnara e del Bronx hanno un tenore di vita non adeguato alle rilevanti somme di denaro incassate cedendo ai tossici le dosi di cocaina e il "pezzi" di hashish o le bustine di marijuana. La bella vita la fanno i grossi trafficanti di droga che, però, restano sempre al riparo delle retate delle forze dell'ordine. In manette finiscono sempre i "morti di fame", quelli cioè che per portare un po' di soldi a casa fanno una vita avventurosa e rischiano di trascorrere in carcere molti anni della loro vita. Tra l'altro, questi sciagurati, osavano sfidare i Carabinieri, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza indossando una maglietta per lanciare un promo pubblicitario attraverso il quale invitavano i tossicomani a rifornirsi di "palline" di cocaina da pusher affidabili senza correre il rischio di prendere un "pacco". Gli spacciatori del Bronx e della Tonnara, pur perseguendo lo stesso obiettivo, si facevano la guerra come sono soliti fare i commercianti che operano nellostesso settore merceologico. Non era però una guerra armata, bensì si trattavadi concorrenza, lecita o sleale, per procacciarsi il maggior numero di clienti. E quelli che spacciavano alla Tonnara, avevano inventato questo metodo di propaganda per richiamare i clienti, che, come gli spacciatori, amano seguire in casa e in trasferta l'amato Siracusa. Cioè indossare una maglietta su cui erano raffigurate le palline di cocaina e la zona in cui avrebbero potuto acquistarle. I sedici finiti in carcere hanno tutti precedenti specifici. Sono stati ripetutamente arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Tutti hanno in corso dei processi per spaccio di cocaina o di marijuana oppure di hashish. Dei sedici arrestati soltanto Massimiliano D'Ignoti Parenti è stato processato e condannato a sette anni di reclusione, già scontati, in quanto riconosciuto colpevole di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti, Gli altri quindici, invece, annoverano soltanto condanne per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Anche in questa operazione antidroga i pentiti Giovanni Buccheri, Adriano Schepis e Luigi Cavarra hanno fatto la parte dei leoni, fornendo ai Carabinieri nomi e cognomi degli spacciatori che vendevano "palline" di cocaina alla Tonnara e zone limitrofe.

Appena informato della nuova operazione antidroga il Prefetto Giuseppe Castaldo ha espresso vivo apprezzamento al Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Col. Luigi Grasso, per la complessa ed articolata attività di indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, che ha condotto all’arresto in questo capoluogo, con le operazioni “Bronx” e ”Tonnara” di 35 soggetti per associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti, in particolare cocaina.

All’Arma, dunque, il Prefetto ha inteso rivolgere un sentito ringraziamento per l’impegno profuso, unitamente alle altre Forze dell’Ordine, nella lotta alla criminalità organizzata, con costante dedizione ed elevata professionalità, contribuendo in maniera determinante a rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini ed Istituzioni e a garantire sicurezza e legalità.

 

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