Siracusa. Riportiamo integralmente le dichiarazioni rese dalla consigliera comunale Simona Princiotta, nel corso di una conferenza stampa che ha avuto luogo in una sala di Via Minerva, appartenente al Comune, sul conto dei magistrati Antonio Nicastro, Andrea Palmieri e Davide Lucignani, tutti sostituti procuratori alla Procura della Repubblica di Siracusa, degli avvocati Francesco Favi e Pierpaolo Coppa, della deputata nazionale del Partito Democratico, onorevole Sofia Amoddio, del consigliere comunale Alberto Palestro, del Dirigente della Digos, dottor Enzo Frontera. dell'ispettore Coledi, pure lui in servizio alla Digos della Questura di Siracusa, del maresciallo della Guardia di Finanza Francesco Berrini e di altri soggetti che hanno pestato i piedi

alla Princiotta. La quale chiama in causa, ma questa volta per elogiarli, anche i sostituti procuratori Marco Di Mauro, Giancarlo Longo e Maurizio Musco e l'ex collaboratore di giustizia Rosario Piccione che, nel corso un colloquio, effettuato in un albergo di questa città, gli ha fatto una dichiarazione stupefacente sul conto del deputato PD Sofia Amoddio. 

INTERLOCUTORE

Ma tu ti rendi conto? Ma questa è un deputato nazionale.

PICCIONE

Ma è un'ingrasciata chista.

INTERLOCUTORE

Ma è l'avvocato difensore della Castelluccio.

PICCIONE

Ma perchè non glielo scrivi: ma come mai quando faceva l'avvocato a tempo pieno difendeva il 60% dei componenti del clan Bottaro-Attanasio? Digli così.

INTERLOCUTORE

E lei mi dice: come lo sa?

PICCIONE

Le nomine sono ufficiali, si possono andare a vedere. A lei portavano soldi a stipendio, ma questo lei non l'ha dichiarato.

INTERLOCUTORE

Cosa gli portavi tu?

PICCIONE

I soldi per difendere i componenti del clan Attanasio.

INTERLOCUTORE

Minchia complimenti.

PICCIONE

Salvatore Lombardo, detto Puddisinu, era, per esempio, difeso dall'Amoddio.

A seguire la lunga dichiarazione della Princiotta. "Voglio premettere che i fatti di cui oggi metterò a conoscenza la stampa sono stati già integralmente documentati presso gli organi competenti (CSM E PROCURA), e lo spaccato di cui voi tutti prenderete atto rappresenta una parzialità limitata di un azione complessiva a tutela dei miei diritti e della verità, condotta nel tempo con documentazione fotografica, registrazioni, atti pubblici e testimonianze.

Ricordo a me stessa ed a tutti voi, che il Sindaco si è recato consapevolmente presso la Commissione Antimafia (Nazionale e Regionale) per denunziare l’ingresso della mafia nel suo partito collegandola anche mediatamente alla sottoscritta sulla scorta della fonte “pentito” che come comprovato nella conferenza di ieri era istigato a dire il falso dagli uomini politicamente più vicini al primo cittadino, giornalisti ed avvocati compresi.

Il timore era - come confessato dal Piccione - la mia azione politica “fuori dal coro” della attuale modalità di gestione della cosa pubblica.

Il mio avvocato sta già formalizzando istanza alle due Presidenze delle Commissioni Antimafia per essere immediatamente convocata al fine di produrre la documentazione audio che comprova la premeditata strumentalizzazione e la consapevole simulazione in danno della sottoscritta, con contestuale richiesta di trasferimento degli atti alla competente Procura della Repubblica.

Difatti, se il Garozzo ed il Palestro avranno dichiarato in Commissione ciò che è stato riportato dalla stampa locale e regionale, ovvero che la sottoscritta ha avuto e man-tiene rapporti anche indiretti con la criminalità organizzata ne risponderanno personalmente nelle sedi opportune.

Tutti siamo a conoscenza della ispezione Ministeriale e del CSM che nei prossimi giorni interesserà il Palazzo di Giustizia di Siracusa.

La Signora Amoddio (che esprime l’Avv. Coppa in giunta il quale è socio dell’Avv. Favi il quale è l’Avvocato del Sindaco e del Presidente del Consiglio Armaro) si è vantata pubblicamente di essere stata lei con le sue interrogazioni a chiedere ed ottenere questa ispezione.

La Signora Amoddio in questa vicenda ha certamente dimostrato di giocare consapevolmente con il doppio ruolo che la vede da una parte come avvocato difensore dell’amica e compagna di partito Castelluccio e dall’altra come deputato che non si limita a chiedere un ispezione generica, ma nominativa contro i PM Longo e Di Mauro colpevoli uno di aver richiesto il rinvio a giudizio del “suo amico” sindaco Garozzo per l’affare acqua, e l’altro per avere indagato la sua amica Castelluccio ed il di lei marito.

Ma la Signora Amoddio, che in questi anni non mi ha mai risparmiato critiche ergendosi come la Santa Sofia della politica Siracusana, è la stessa di cui il Piccione riferisce nei termini di cui alla allegata trascrizione e di cui potete ascoltare la registrazione.

Sul punto il mio partito chiederà che si faccia chiarezza sui fatti riferiti dal Piccione con immediata interrogazione parlamentare in uno alla allegata registrazione del ex Collaboratore di Giustizia che è stata trascritta.

Dal canto suo, sono certa che l’On. Sofia Amoddio saprà fare chiarezza stante il fatto che lei è la prima a pretenderla da tutti così come abbiamo potuto ammirare nei giorni scorsi con la richiesta di intervento della Commissione Parlamentare sull’eco-mafia a Siracusa ed il mese scorso con le interrogazioni parlamentari e le richieste di ispezione.

Peraltro, non credo che il CSM abbia in corso una valutazione così semplicistica come quella che alcuni media vorrebbero fare passare in conseguenza delle dichiarazioni del Sindaco contro questi due PM, e delle interrogazioni proposte dalla Signora Amoddio, guarda caso sempre contro gli stessi due Pubblici Ministeri.

E non credo sia nemmeno vero che la suddetta ispezione risulti collegata esclusivamente a questo esposto di alcuni Pubblici Ministeri contro sempre quei due magi-strati che non sono simpatici a Palazzo Vermexio.

Dovete sapere che la sottoscritta ha depositato da qualche tempo un corposo esposto che a differenza delle fumose denunzie del Sindaco e degli <<interrogativi pubblici sulla chiarezza>> dell’On. Amoddio vanta una raccolta di registrazioni dentro e fuori palazzo, atti, foto e prove di chiare violazioni di legge.

Nel merito sono stati documentati rapporti che legano esponenti politici, avvocati e pubblici ministeri, due in particolare.

Questa attività di denunzia documentata ha il valore di mettere fine ad un sistema che ha colpito la sottoscritta personalmente e giudiziariamente in maniera illecita e strumentale; nell’ambito delle indagini difensive alcune di queste persone sono arri-vati fino al punto di proporre una “TAGLIA” sulla testa dei due PM POCO SIMPATICI AL VERMEXIO rei di avere indagato sul SISTEMA SIRACUSA e sulla gestione della cosa pubblica.

Su questo oggi mi aspetto un interrogazione parlamentare che da Santa Sofia non arriverà mai, ma che chiederò di fare all’On. Zappulla a tutela di chi negli uffici giudiziari ha svolto e continua a svolgere il suo lavoro con equilibrio e senza le contami-nazioni territoriali e che non può essere accomunato con chi da dietro le quinte da anni ha spesso usato il proprio potere per agevolare qualche amico avvocato, politico o poliziotto.

La sottoscritta fino ad oggi ha lasciato che questi signori - ormai da veri disperati - sollevassero polveroni mediatici utilizzando ricostruzioni fantasiose sull’esistenza di poteri forti, complotti e mostri che volevano impossessarsi della città. Una sorta di cartone animato dove anche personaggi come Signorelli (il vostro collega pubblicista) si sono divertiti ad inviare mail con ipotesi di collegamenti e relazioni che solo una fantasia contorta poteva partorire. Certo, non si capisce perché il Signorelli (che tutti conosciamo come destinatario di lettere anonime…pubblicate!) abbia sentito la necessità di passare tali “illazioni” a colleghi della stampa nazionale e regionale senza avere gli attributi per pubblicare nulla a sua firma. Certo, che se da un lato questa mail è servita solo a farsi quattro risate, dall’altra il Signorelli non può pensare che non arriverà il momento in cui ne risponderà nelle sedi opportune.

Difatti, la mail del Signorelli merita di essere letta e commentata in pubblico e ciò sarà fatto in questi giorni sul web così da rendere partecipi tutti ORDINE PROFESSIONALE ed ASSOSTAMPA compresi.

Detto ciò, è arrivato il momento di parlare dei fatti veri e documentati, oltre che di ciò che ho subito e di cui anche con questa conferenza pretendo giustizia a tutela dei miei diritti lesi come consigliere comunale, come madre, come donna e come cittadino.

 

I fatti da me denunziati e per cui è stato chiesto l’intervento cautelare e d’urgenza del CSM riguardano i Pubblici Ministeri: Dott. Antonio Nicastro; Dott. Andrea Palmieri; Dott. Davide Lucignani.

 

CAPITOLO 1

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Dott. Antonio Nicastro

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Rapporti conclamati ed ostentati tra il Dott. Antonio Nicastro e l’Avv. Francesco Favi, amico del magistrato.

Il Dott. Antonio Nicastro è un Magistrato della Procura della Repubblica presso il tribunale di Siracusa.

Il Dot. Antonio Nicastro è molto amico dell’Avvocato Francesco Favi che è anche Presidente dell’Ordine degli Avvocati.

In data 15.07.2016 l’amico del dott. Antonio Nicastro, avv. Francesco Favi, deposi-tava una denuncia nell’interesse del dott. Giancarlo Garozzo, Sindaco di Siracusa.

Si apre, quindi, il procedimento penale n. 6019/2016 r.g.n.r.

La denuncia veniva sporta nei confronti della sottoscritta, consigliere comunale d’op-posizione in aperto, palese e notorio contrasto con l’amico del Dott. Nicastro Avv. Francesco Favi e con il Dott. Giancarlo Garozzo -denunciante-.

La sottoscritta, che non è amica del dott. Nicastro, si vedeva quindi sottoposta a procedimento penale da un magistrato che risultava notoriamente amico dell’avvocato del denunciante.

(Il dato è stato documentato nelle opportune sedi!!!)

A ciò occorre aggiungere che l’Avv. Favi Francesco ( amico del Dott. Nicastro ) condivide il medesimo studio legale dell’Avv. Coppa Pierpaolo che è anche assessore del comune di Siracusa proprio con il Dott. Giancarlo Garozzo Sindaco su designazione politica guarda caso proprio della Signora On. Amoddio Sofia.

Nelle innumerevoli denunzie pubbliche e conferenze stampa di attacco alla sottoscritta nonché sempre ai due Pubblici Ministeri Dott. Longo e Dott. Di Mauro, l’Avv. Coppa appariva accanto al sindaco come suo “ braccio destro”.

In tale contesto l’Avv. Francesco Favi presentava istanza di sequestro probatorio in danno della sottoscritta.

Tale istanza veniva esitata “celermente” (rectius: celermente è un eufemismo!) con provvedimento dell’ufficio inquirente del 28.09.2016.

In data 1 ottobre 2016 veniva quindi eseguita una perquisizione presso la residenza della sottoscritta che abita da sola con 4 figli di cui un bambino di 4 anni e due figlie minorenni.

La cosa oltremondo allucinante, è che l’attività di perquisizione e sequestro oltre ad essere stata esitata in pochissimi giorni dall’istanza, viene addirittura eseguita di sabato mattina presto, quando ancora io e i miei figli dormivamo.

All’esito della perquisizione si procedeva al sequestro di telefoni cellulari e di un registratore audio video.

Il suddetto sequestro probatorio veniva di lì a breve annullato dal tribunale del riesame con la seguente motivazione:  "Deve rilevarsi che nel caso di specie il decreto di sequestro del P.M. reca la sola enunciazione spazio-temporale dei fatti di reato attribuiti all’indagata ( in Siracusa in data 27.06.2016), ma in nessun modo può dirsi rispettato l’onere di puntualizzazione dei contegni criminosi sottoposti ad indagine. Al di là dell’indicazione delle astratte fattispecie di reato contestate (artt. 110,595, commi 1 e 4, e art. 379 bis c.p.), infatti, non viene fatta – seppur in termini provvisori e mutevoli nel quadro delle indagini – alcuna descrizione di specifici episodi e di condotte di diffamazione e di rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale. Per tali ragioni il decreto di sequestro esame appare privo di idonea motivazione e deve essere annullato, con conseguente rstituzione dei beni sopra descritti all’indagata" (v. all. 1).

La motivazione del Tribunale del riesame dà conto dell’estrema leggerezza con cui il dott. Nicastro ha accolto l’istanza del suo amico Favi difensore del Sindaco Garozzo di cui la sottoscritta è principale oppositrice.

A valle della motivazione del riesame, si comprende a piene mani, che una tale attività invasiva ed immotivata non è giustificabile nemmeno ove la sottoscritta fosse stata in possesso di armi o droga.

La sottoscritta è una madre di famiglia!!!

A questo punto, il Dott. Nicastro nonostante il provvedimento del tribunale del riesame che ordinava la riconsegna degli oggetti sequestrati, trattiene i beni “ dissequestrati dal riesame “ e dispone un accertamento tecnico irripetibile a cui la sottoscritta fa addirittura riserva di incidente probatorio.

Ecco come, la perquisizione ed il successivo accertamento tecnico irripetibile si sono risolte in boomerang per il Dott. Antonio Nicastro……un boomerang tale da imporgli finalmente l’astensione.

Difatti il materiale audio sequestrato dal Nicastro è oggi in mano al Procuratore Capo della Repubblica di Siracusa che ne ha secretato il contenuto.

Noi abbiamo chiesto che venga acquisito al CSM!!!

Ma il Dott. Nicastro, è lo stesso Pubblico Ministero che in sede di interrogatorio della sottoscritta aveva ammesso (ed il dato è stato adeguatamente documentato!!!) il suo rapporto di amicizia con il denunziante ALBERTO PALESTRO (CONSIGLIERE COMUNALE POLITICAMENTE VICINO AL SINDACO).

Dunque, a poco è valso cancellare in data successiva l’amicizia e lo scambio di commenti su facebook tra lo stesso Nicastro ed il Palestro, ed anzi il suddetto dato da ulteriore conferma anche della coscienza del suddetto imbarazzante rapporto.

Nel caso di specie il Dott. Nicastro non risulta solo amico del denunziante e parte Palestro, ma vi è documentata prova dell’amicizia con l’Avvocato che assisteva il Palestro in quelle due denunzie.

In pratica, abbiamo assistito ad un condotta in cui dapprima il Nicastro si è occupato di diversi procedimenti su denunzia dell’amico Palestro esercitando l’azione penale sempre in danno della sottoscritta; successivamente ha trattato altro procedimento in cui ha disposto una perquisizione ed un sequestro su richiesta dell’Avv. Favi Francesco (anch’egli amico del Dott. Nicastro) e solo dopo aver mantenuto in possesso dell’ufficio il registratore a forma di portachiavi con la prova audio che lo inchiodava personalmente ha deciso di astenersi.

La violazione dell’obbligo di astensione è documentale e ripetuta ed è stata da me denunziata puntualmente avendo subito danni gravissimi oltre che personali.

CAPITOLO II

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Dott. Antonio Nicastro e Dott. Andrea Palmieri

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Come tutti ricorderete il 12 agosto del 2014 la sottoscritta subiva il primo attentato incendiario alla propria autovettura. Ma al danno seguiva la beffa di un'indagine che si è svolta in modo poco chiaro.

Tutti sanno che il Dott. Antonio Nicastro è molto amico del Dott. Andrea Palmieri, altro magistrato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa.

Ebbene, nonostante a quella data il PM di turno fosse il Dott. Giancarlo Longo, il Dott. Nicastro decise di assegnare (in assenza del Procuratore) il fascicolo in questione proprio al Dott. Andrea Palmieri (lo stesso risultava in servizio ???) che a sua volta delegava proprio il Dott. Frontera della DIGOS che a sua volta faceva eseguire l’indagine proprio al Sig. COLEDI che lavorava anche negli impianti sportivi guarda caso gestiti dall’onnipresente Palestro.

Nel corso dell'istruttoria di indagine, la scrivente depositava registrazioni del Presidente del Consiglio Comunale Leone Sullo che la avvertiva di avere toccato interessi politici/economici di un poliziotto della Digos (il sempre presente amico del Dott. Nicastro, Alberto Palestro!!) e di alcuni consiglieri comunali, così presagendo azioni ritorsive contro di me.

Il Sig. Leone Sullo (che risultava essere stato registrato dalla sottoscritta!!!) nonostante fosse palesemente individuato (da se stesso nella registrazione!) non veniva immediatamente iscritto nel registro degli indagati dal Dott. Palmieri (perchè??????).

Per l’iscrizione nel registro degli indagati passavano mesi mentre la Cassazione non consentirebbe alcuna discrezionalità al PM. (24/48 ORE).

Nel corso delle indagini il Dott. Frontera ( delegato dal Palmieri quale dirigente della Digos) proponeva alla sottoscritta di trovare un momento di riconciliazione con l'amministrazione comunale ( di cui il Sig. Leone Sullo era esponente quale Presidente del Consiglio) anche a fronte delle numerose accuse mosse e documentate dalla scrivente ben al di là della vicenda in sé.

Poiché la sottoscritta rifiutava qualunque tipo di accordo, il Frontera si rivolse all'On. Zappulla chiedendogli di intercedere nei confronti della scrivente per convincerla ad accettare la proposta di riconciliazione. La sottoscritta fu quindi convocata in Procura dal Dott. Palmieri che le rappresentava che se avesse ammorbidito la propria posizione ed il proprio atteggiamento, il Palmieri (PM) avrebbe interceduto nei confronti del Dott. Nicastro per fare in modo che le denunce presentate nei confronti di chi scrive (rectius: le denunzie dell'onnipresente Palestro!) in qualche modo sarebbero state archiviate.

Denunzie per le quali alla sottoscritta era già stato rifiutato (dal Nicastro) anche l'interrogatorio a seguito di avviso di conclusione indagini su denunzia di Palestro, poi espletato addirittura successivamente all’emissione della richiesta di rinvio a giudizio grazie alla terzietà del Procuratore Capo della Repubblica.

CAPITOLO III

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Dott. Davide Lucignani

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Il Dott. Davide Lucignani è un Magistrato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa su cui grava già l’esposto di un cittadino che si è visto da una parte indagare da questo magistrato e dall’altra subire le doglianze dello stesso in merito all’onerosità di un contratto di affitto.

Come riportato dalla stampa, il Consiglio Superiore della Magistratura ha di recente disposto il trasferimento del Dott. Maurizio Musco presso la Procura di Sassari per avere trattato tre procedimenti penali in cui era difensore un avvocato con cui era stato in rapporti economici per effetto della stipula di un contratto di locazione che addirittura non faceva riferimento diretto allo stesso ma ad una società partecipata.

Ha spiegato la Sezione disciplinare del CSM che a nulla rileva la circostanza che il dott. Musco non avessse favorito l’avvocato nella trattazione dei tre procedimenti penali. Ciò che rileva è il principio che il magistrato deve attenersi dalla trattazione di procedimenti penali riguardanti soggetti con cui ha rapporti economici sia diretti che indiretti.

Nel caso di specie il Lucignani risulta essere contemporaneamente il firmatario/locatario del contratto di affitto nonché l’organo inquirente che agisce contro il figlio della sua padrona di casa ed altri componenti della famiglia.

Il Lucignani è anche titolare del procedimento n. 1911/2016 r.g.n.r. originato da denunzia della sottoscritta in cui si rappresentava che una commissione consiliare comunale aveva proceduto alla distruzione di alcuni verbali e si allegava come prova la dichiarazione scritta di pugno della segreteria (rectius: confessione!).

La suddetta assegnazione risultava da formale comunicazione di iscrizione della persona offesa del 23.06.2016 in cui la Procura di Siracusa qualificava la scrivente “persona offesa”.

Successivamente, il Dott. Lucignani cambiava improvvisamente idea e comunicava che la sottoscritta non era più persona offesa dal reato, come se questo potesse accadere ad intermittenza secondo l’umore del Lucignani.

Di fatto il Lucignani in questo modo mi impediva ingiustificatamente di intervenire nel procedimento in corso di indagini, di fare indagini difensive o di proporre eventuali opposizioni, anche in contrasto con i principi della Corte di Cassazione a sezioni unite che con sentenza del 18 dicembre 2007, n. 46982 ha affermato che nemmeno “ la diversa natura dagli atti, scrittura privata o atto pubblico, possa comportare nel secondo caso la esclusione della coesistenza di un interesse privato…”.

Nel caso di specie c’era sia un interesse della sottoscritta alla corretta gestione della cosa pubblica essendo denunziante e rappresentante eletto da cittadini da cui aveva raccolto lamentele e contestazioni per l'inesistenza dei verbali originali ove richiesti in sede di accesso agli atti; che un interesse diretto e personale quale cittadina ad ottenere copia dei verbali originali che invece – come affermato dalla segretaria – venivano distrutti in una sede pubblica ovvero presso il comune.

Il Dott. Lucignani violava palesemente il mio diritto di difesa in quanto “prima” correttamente risultavo persona offesa nel certificato emesso dalla Procura della Repubblica del 23.06.2016 e poi “stranamente” non risultavo più persona offesa nel certificato emesso dalla Procura della Repubblica del 10.03.2017.

CAPITOLO IV

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AVV. FRANCESCO FAVI ED AVV. PIERPAOLO COPPA

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L’Avv. Francesco Favi è l’Avvocato del Sindaco e del Presidente Armaro, nonché il Presidente del Consiglio dell’Ordine, ma anche lui come la Sig.ra Amoddio in queste vicende che interessano il Vermexio ama indossare vesti “contemporanee”.

Infatti, l’Avv. Favi da una parte è noto a tutti quale difensore del Sindaco Garozzo nella vicenda acqua, ma dall’altra in pochi sanno che è anche difensore di tale Maresciallo FRANCESCO BERRINI che è colui che ha attivamente partecipato alle indagini proprio sull’acqua e che vede il Sindaco destinatario di richiesta di rinvio a giudizio esercitata da quei tanto odiati PM LONGO E DI MAURO.

Non dimentichiamo che il socio di studio dell’Avv. Favi è tale Avv. Pierpaolo Coppa il quale è anche assessore del Sindaco Garozzo e titolare guarda caso non più della delega allo sport ma…sempre dell’acqua.

Quindi, dentro lo studio legale in questione abbiamo: Il Sindaco (controllato/indagato)-GAROZZO; - L’Assessore al ramo acqua - COPPA; L’Avvocato del Sindaco - FAVI;  L’Avvocato del Maresciallo della GDF (controllore che ha svolto le indagini) - FAVI -; BERRINI MARESCIALLO DELLA GDF con delega di indagine.

Risulta per altro verso, che sempre il Sig. Berrini si sia occupato delle indagini sugli asili nido e del telesoccorso.

Sul punto chiediamo al Procuratore della Repubblica di verificare immediatamente se ed in quali procedimenti il Maresciallo Berrini svolge attività di indagine.

Ci chiediamo in quali procedimenti risultano anche contemporaneamente coinvolti il Sindaco, consiglieri comunali, dirigenti o la sottoscritta……e se è il Sig. Berrini sempre ad indagare.

Nonostante ciò, questi signori si permettono ancora di andare in conferenza stampa e dispensare moralismi e accuse.

Parlare di opportunità è un eufemismo.

Queste circostanze, insieme all’amicizia già documentata nelle opportune sedi fra l’avvocato Francesco Favi ed il Dott. Antonio Nicastro impongono di procedere ad interrogazione parlamentare perché per dirla con le parole spesso usate dall’Avv. Favi e dall’On. Amoddio, bisogna fare chiarezza.

Prima di chiudere l’argomento sul duo FAVI-COPPA invito la stampa a verificare se fra le rispettive famiglie dell’Avv. Coppa e del PM Nicastro ci siano anche legami che vanno oltre la semplice conoscenza.

Difatti, che anche l’Avv. Pierpaolo Coppa è amico del Dott. Antonio Nicastro lo abbiamo documentato noi.

Sarebbe interessante chiedere all’Avv. chi ha cresimato la moglie del Dott. Nicastro anche lei Giudice presso il Tribunale di Siracusa nota alla stampa per il caso VILLA RIZZO???

CONCLUSIONI

Lo spaccato che in questi due giorni vi ho raccontato vi fornisce il quadro “reale” della situazione drammatica che viviamo in questa città piena di intrecci e relazioni di gente che vive qui da decenni e che vanta rapporti consolidati.

Non vi affrettate a farmi rispondere da qualche associazione o da qualche rappresentante di sigle pseudo rappresentative perché tutto ciò che ho detto (e molto di più) è stato comprovato, depositato e documentato anche con l’aiuto di chi vi conosce bene e che non ce l’ha fatta più a tenere la testa sotto la sabbia.

Al CSM ho chiesto di essere sentita.

Al CSM ho depositato registrazioni e documenti.

In merito ai Pubblici Ministeri in questione è stata da me elevata istanza di trasferimento per incompatibilità ambientale e nei prossimi giorni sarà depositata sul punto un interrogazione parlamentare al Ministro di Grazia e Giustizia.

Il clamore mediatico ed i fatti narrati non lasciano indifferente la comunità e non sono compatibili con l’esercizio delle funzioni".

 

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