Siracusa. "Potenza di un cognome. Fosse stato napoletano, il pm Maurizio Musco sarebbe ricorso agli scongiuri nel trovarsi un altro Carchietti". Parole del giornalista Franco Oddo, Direttore responsabile del quindicinale La Civetta, Premio Francese, edizione del 2012. Oddo stravede per questo Pubblico Ministero di Messina perchè si è battuto per fare condannare il suo collega Maurizio Musco. Oddo, che lascia intendere di essere arcifelice per la condanna riportata dal magistrato siracusano, ha scritto un articolo per dire ai lettori de La Civetta che Carchietti è la bestia nera di Maurizio Musco. Per Franco Oddo il Pubblico Ministero è un idolo. O forse non più.

Arriva dalla Procura della Repubblica di Messina arriva una notizia che sta facendo bestemmiare come un turco il giornalista Franco Oddo. Succede che il magistrato tanto amato e lodato da Franco Oddo ha scritto in un decreto giudiziario che le notizie riportate dal periodico La Civetta sono destituite da ogni fondamento. Carchietti ha trascinato a giudizio, con citazione diretta, Franco Oddo affinchè risponda innanzi al Giudice Monocratico del Tribunale di Messina di ben quattro ipotesi di reato contestate a titolo di diffamazione pluriaggravata a mezzo stampa ai danni dei magistrati Ugo Rossi e Maurizio Musco. Si badi bene: non si tratta di una sola diffamazione, ma di quattro reati di diffamazione pluriaggravata di cui tre commessi ai danni dell'odiato Pubblico Ministero Maurizio Musco e la quarta commessa ai danni dell'ex procuratore capo Ugo Rossi. Il fatto grave è che secondo il Pubblico Ministero Carchietti il giornalista Franco Oddo ha pubblicato dei fatti che sono risultati fasulli e quindi "contrariamente al vero". La dicitura "contrariamente al vero" la troviamo in ognuna delle quattro imputazione di diffamazione a mezzo stampa di cui deve rispondere Franco Oddo. Nel capo d'imputazione alla lettera a) si legge: Oddo Franco: per avere in più occasioni, offeso la reputazione di Rossi Ugo, magistrato presso la Procura della Repubblica di Siracusa, pubblicando articoli di stampa, sul periodico La Civetta di Minerva, nei quali riferiva, contrariamente al vero, che Edmondo Rossi, figlio del dott. Ugo Rossi, "svolge la propria attività imprenditoriale anche nel campo delle indagini tecniche e nelle trascrizioni di intercettazioni, lavorando con la Procura della Repubblica, in particolare con la A&M global solution srl...", ed ancora: "...inopportuna è la gestione delle intercettazioni ambientali e relativa trascrizione dei verbali presso la Procura di Siracusa affidata alla Global System dello stesso Edmondo Rossi, figlio di Ugo Rossi...". Con le aggravanti di avere commesso il fatto con il mezzo della stampa e con attribuzione di un fatto determinato. (In Siracusa, il 30.12.2011 ed il 10.2.2012).

Nel capo d'imputazione alla lettera b) si legge: Franco Oddo: per avere, in più occasioni, offeso la reputazione di Musco Maurizio, magistrato presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, pubblicando un articolo, sul periodico La Civetta di Minerva, nel quale riferiva, contrariamente al vero - nel contesto di notizie di stampa concernenti i legami diretti ed indiretti, di tipo economico, intercorrenti tra l'avv. Piero Amara e suoi prossimi congiunti e taluni magistrati - che era intercorso un legame sentimentale tra Musco Maurizio ed una sorella dell'avv. Piero Amara e tra Musco Maurizio ed una sorella della moglie dell'avv. Amara. Con le aggravanti di avere commesso il fatto con il mezzo della stampa e con attribuzione di un fatto determinato. (In Siracusa, il 2.12.2011 ed il 30.12.2011).

Nel capo d'imputazione alla lettera c) si legge: Franco Oddo: per avere offeso la reputazione di Musco Maurizio, magistrato presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, pubblicando un articolo, sul periodico La Civetta di Minerva, nel quale riferiva, contrariamente al vero - nel contesto di notizie di stampa concernenti i legami diretti ed indiretti, di tipo economico, intercorrenti tra l'avv. Piero Amara e i suoi prossimi congiunti e taluni magistrati - che "nell'atto costitutivo della società Panama srl, che ha avuto sede a Priolo nella stessa abitazione del magistrato stranamente non era riportato il nome del magistrato ma solo il suo codice fiscale..." quando, in realtà, nell'atto costitutivo della citata società il nome ed il cognome di Musco Maurizio era indicato. Con le aggravanti di avere commesso il fatto con il mezzo della stampa e con attribuzione di un fatto determinato. (In Siracusa, il 30.12.2011).

Nel capo d'imputazione alla lettera d) si legge: Franco Oddo: per avere offeso la reputazione di Musco Maurizio, magistrato presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, pubblicando un articolo, sul periodico La Civetta di Minerva, nel quale affermava nel titolo "tenere ferme le indagini su Bono e Borgione non aiuta a diradare i dubbi dell'inchiesta" e, nel corpo dell'articolo, "altra chiarezza va fatta sulla posizione processuale dell'ing. Borgione posto ancora tra coloro che son sospesi ... tenere in stand by procedimenti che si prestano ad essere chiacchierati per le situazioni oggetto della nostra inchiesta ...", con ciò implicitamente affermando che Musco Maurizio non dava ulteriore corso al procedimento penale nei confronti del Borgione Natale, quando, in realtà, egli aveva formulato, nei confronti di costui, richiesta di rinvio a giudizio in data 25.7.2011, depositata presso l'ufficio Gup il 23.9.2011. Con le aggravanti di avere commesso il fatto con il mezzo della stampa e con attribuzione di un fatto determinato.

Sono quattro diffamazioni pluriaggravate contestate ad Oddo il quale, nel pubblicare a puntate la sua inchiesta sui veleni che c'erano alla Procura della Repubblica di Siracusa, si vantava di essere stato lui ad aver accertato i fatti che poi avrebbero determinato l'incriminazione dell'ex procuratore capo Ugo Rossi e del sostituto procuratore Maurizio Musco, finiti entrambi sotto inchiesta al Csm per difendersi da gravi incolpazioni. Era Franco Oddo che in tutte le sedi dove andava a parlare dell'inchiesta condotta da La Civetta, si vantava di avere determinato la caduta degli dei: facendo degradare da capo della Procura a semplice sostituto procuratore il magistrato Ugo Rossi e a far condannare a un anno e sei mesi di reclusione il Pubblico Ministero Maurizio Musco per la vicenda Oikothen. Oddo si è preso tutti i meriti e ha omesso di dire i nomi dei veri artefici della sconfitta giudiziaria di Musco. Accecato dall'odio nutrito nei confronti di Maurizio Musco, il giornalista Oddo non ha nemmeno insinuato il dubbio che la condanna di Musco per la vicenda Oikothen fosse ingiusta. Ma, ritenendola una cosa giusta, si è addirittura arrogato il merito di averla tirata fuori lui questa storia, come se della piattaforma polifunzionale per lo smaltimento dei rifiuti tossici fosse stato l'artefice dello scoop giornalistico. Mai gli abbiamo sentito dire: guardate non sono stato io ad avere fatto condannare il pubblico ministero Musco per la piattaforma polifunzionale dei rifiuti tossici che doveva essere realizzata in Augusta. No, lui, ha sempre detto e scritto che il merito della caduta dei due magistrati era suo e del suo piccolo giornale La Civetta. E tutti lo applaudivano e lo sostenevano. A sposare la sua tesi anche i giornalisti di Ossigeno che, in un articolo elogiativo su Oddo e la vice direttrice De Michele, sottolineavano che con la condanna emessa dalla Suprema Corte di Cassazione si acclarava l'ottimo lavoro d'inchiesta effettuato dai giornalisti del quindicinale, un piccolo giornale, che è stato capace di svelare i rapporti economico-affaristi dei magistrati della Procura di Siracusa con l'avvocato Piero Amara, altro soggetto invidiato e odiato da Franco Oddo.

Oggi, a distanza di qualche anno dalla consegna del premio Francese a Oddo e alla De Michele, si scopre che le notizie che hanno fatto vincere ai due l'ambito riconoscimento erano fasulle. Come sottolinea nei capi d'imputazione il sostituto procuratore Antonio Carchietti il giornalista Oddo ha scritto notizie diffamatorie attribuendo un fatto determinato a Rossi e a Musco "contrariamente al vero". Il processo a carico di Franco Oddo sarà celebrato innanzi al Giudice Monocratico del Tribunale di Messina all'udienza del 6 aprile 2018. Parti offese sono i magistrati Ugo Rossi, oggi in pensione, e Maurizio Musco, in attesa di trasferirsi alla Procura della Repubblica di Sassari. I due magistrati hanno annunciato che si costituiranno parte civile contro il direttore de La Civetta. Franco Oddo non deve temere dal procedimento penale poichè i quattro reati di diffamazione pluriaggravati saranno tutti dichiarati estinti per intervenuta prescrizione. I sette anni e mezzo previsti dalla legge di durata del processo stanno per scadere. I fatti contestati a Franco Oddo si sono verificati nel 2011.

Ad aprile 2018, quando il giorno 6 si terrà la prima udienza, sono passati quasi sette anni. Per la prescrizione mancano solo sei mesi. Oddo verrà salvato dalla prescrizione. Ecco spiegato il motivo che consentirà a Franco Oddo di tirare un grosso respiro di sollievo. Ma è dal versante del processo civile che arriveranno i guai per Franco Oddo qualora venisse riconosciuto colpevole di diffamazione pluriaggravata.

I magistrati Ugo Rossi e Maurizio Musco non hanno intenzione di rimettere le querele nè di scendere a patti con il direttore de La Civetta. Gli vogliono presentare un salato conto per le sue false notizie che hanno determinato la cosiddetta inchiesta denominata "Veleni alla Procura di Siracusa". Le cui conseguenze, quando ancora si pensava che le notizie a puntate riferite da Franco Oddo fossero vere, sono state devastanti per i due magistrati: il capo Ugo Rossi si è trovato trasferito alla Procura della Repubblica di Enna, e il sostituto Maurizio Musco, trasferito alla Procura della Repubblica di Palermo. Franco Oddo, al giornale Ossigeno, ha rivelato che per mantenere in vita il suo piccolo giornale, La Civetta, si è visto costretto a vendere un terreno ad un proprio fratello. I soldi ricavati dalla vendita di quel terreno non sarebbero sufficienti per fare fronte alle richieste di risarcimento danni che gli presenteranno i magistrati Rossi e Musco. Oddo verrà difeso dall'avvocato Glauco Reale.

Oltre a Franco Oddo, il Pubblico Ministero Antonio Carchietti, ha citato a giudizio anche il giornalista Carmelo Maiorca, direttore responsabile del periodico L'Isola dei cani. Anche a Maiorca viene contestato il reato di diffamazione pluriaggravata, per avere offeso la reputazione del magistrato Musco Maurizio, magistrato presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, pubblicando un articolo, nel quale, riportando taluni stralci di una interrogazione parlamentare del senatore Ferrante, avente ad oggetto talune vicende concernenti il dottor Musco, raffigurava, in una vignetta, la statua della dea bendata, simbolo della giustizia, ed un omino di spalle che orina sui piedi della statua. Con l'aggravante di avere commesso il fatto con il mezzo della stampa. ( In Siracusa, nel dicembre del 2011). Anche Carmelo Maiorca, difeso dall'avvocato Paolo Tuttoilmondo, verrà giudicato il 6 aprile 2018.

Per quanto riguarda i giornalisti Salvo La Rocca e Gianfranco Pensavalli (quest'ultimo l'artefice dell'inchiesta "Veleni in Procura") il Pubblico Ministero Antonio Carchietti ha trasmesso tutte le querele per diffamazione pluriaggravata a mezzo stampa, presentate contro di loro dai magistrati Ugo Rossi e Maurizio Musco, alla Procura di Viterbo in quanto il periodico Magma veniva stampato nella città del Lazio. Pensavalli, che ha ottenuto un encomio per il suo scoop dal Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti, e La Rocca sono indagati per diffamazione pluriaggravata. Infine è da registrare la presentazione all'Ufficio Gup del Tribunale di Messina, da parte del Pubblico Ministero Maurizio Musco, istanza di opposizione contro la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura della Repubblica di Messina nei confronti degli indagati coinvolti nell'inchiesta relativa ad un presunto complotto ordito ai danni dello stesso Musco e del procuratore capo Rossi. Tra gli indagati figurano l'ex sottosegretario di Stato, onorevole Gino Foti, e tutti i giornalisti dei periodici Magma, La Civetta e L'Isola dei cani indagati dal Pubblico Ministero Antonio Carchietti per il reato di diffamazione pluriaggravata a mezzo stampa. Il Pubblico Ministero Maurizio Musco ha prodotto una corposa documentazione per dimostrare la fondatezza delle accuse mosse dai Carabinieri del Comando provinciale di Siracusa ai sei indagati per associazione a delinquere ed altri reati.

 

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