Siracusa. Mancanza di confronto che dura da tempo sui disagi del personale dell’Asp di Siracusa, provocati dalla scarsità negli organici negli ospedali di Lentini, Augusta, Avola e Noto. A sollevare critiche rivolgendole ai vertici dell’Asp è stato il segretario generale della Fp Cisl di Siracusa e Ragusa, Daniele Passanisi. “L’impossibilità di qualsivoglia forma di dialogo con il commissario dell’Azienda, Salvatore Brugaletta – ha spiegato il segretario generale della Funzione pubblica della Cisl - configura inoltre una forte mancanza di rispetto nei confronti dell’istituzione sindacale e del suo ruolo di rappresentanza dei lavoratori e di parte sociale, quindi, di conseguenza, verso tutti i lavoratori ed i cittadini.

Abbiamo più volte rappresentato infatti il grave repentaglio nel poter garantire i livelli essenziali di assistenza negli ospedali di Lentini, Augusta e Avola – Noto, causato dalla carenza di organico infermieristico nelle corsie e nell’area di emergenza- urgenza, laddove solo il coscienzioso senso di responsabilità, etico e deontologico, degli operatori presenti, consente ancora di continuare ad erogare i servizi di cura al malato, in attesa della speculare ricollocazione degli infermieri neo assunti sui posti resi disponibili dalla cessazione degli incarichi a tempo determinato già a dicembre del 2017 e non ancora intervenuta in virtù di una inconcepibile politica dell’organizzazione del lavoro che denota un censurabile difetto di programmazione strategica e la verosimile noncuranza della particolarità del settore”. Resta centrale secondo Passanisi, la necessità di razionalizzare il personale ed i servizi. “Siamo stati i primi e più accaniti sostenitori dell’apertura delle Rianimazioni negli Ospedali di Lentini e di Avola – Noto – ha detto Passanisi - per il totale dei posti letto previsti e non con mezzi moduli, ma nutriamo forti dubbi sulla possibilità che ciò avvenga, come si apprende da notizie ufficiose sulla prossimità di inaugurazioni di tali reparti, senza una seria e condivisa strategia di razionalizzazione del personale e dei servizi ed in mancanza degli indispensabili e tanto attesi trasferimenti di personale infermieristico che abbiamo continuato a chiedere a gran voce perché rappresentano la chiave di volta della problematica, con le naturali perplessità, dettate dalla logica evidente dei fatti, sulle scongiurabili conseguenze nei servizi che già operano in condizioni di disagio e precarietà, tanto più che pare si voglia sopperire all’ulteriore ammanco di organico procurato tramite l’utilizzo di formule incentivanti del lavoro straordinario che non produrrebbero altro risultato se non quello di ulteriori aggravi della spesa pubblica e, paradossalmente, l’aumento del rischio clinico per i pazienti che afferiscono a tali strutture sanitarie”.

 

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