Chiuse le indagini a carico di una guardia giurata che si era ferita al piede

Concluse le indagini preliminari a carico di tre soggetti accusati di violazione del regolamento in materia di detenzione di arma da sparo e di favoreggiamento in concorso.
La chiusura del percorso investigativo è stata notificata nella giornata di domenica dagli agenti del Commissariato di Pachino ai diretti interessati, dopo aver fatto piena luce su un episodio risalente allo scorso febbraio 2014. Era quello il momento in cui una pattuglia della Polizia di Stato interveniva in un locale di Marzamemi dove era stato esploso un colpo di pistola. Sul posto i poliziotti verificavano che era stata una guardia giurata a far partire dalla sua arma di servizio. Il proiettile espulso dalla pistola si era conficcato al piede sinistro della 

guardia giurata, che si vedeva costretta a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale di Noto. Immediatamente, in quell’occasione, la pattuglia intervenuta raggiungeva il metronotte, ricoverato in corsia, il quale riferiva che il colpo era partito in maniera fortuita, forse nel momento in cui cercava di sistemare il cinturone.
Ascoltate le parole della guardia giurata, gli investigatori invece riuscivano ad accertare un’altra verità dei fatti. Gli agenti appuravano che l’esplosione fosse stata provocata da una grave negligenza nell’uso delle armi da parte della guardia giurata all’interno del locale pubblico. Inoltre si sarebbe pure constatata la reticenza di altri due amici del metronotte, i quali non riferivano i fatti realmente avvenuti all’interno del locale notturno. Le dichiarazioni rese dai due amici della guardia giurata, sentiti nell’occorso quale persone informate sui fatti, si appalesavano – secondo la Polizia di Stato – sicuramente false in quanto nascondevano fatti e circostanze di fondamentale rilievo per le indagini e la ricerca della verità. In poche parole, i due testimoni oculari ripetevano la versione fornita dalla guardia giurata al fine di ostacolare le indagini e di aiutarla ad evitare conseguenze penali e disciplinari per il suo sciagurato gesto all’interno di un locale pubblico.

F.G.

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