Il Gip revoca la misura cautelare al sindaco di Priolo

Priolo. Operazione “Tutto Pagato”. Sono venute a cessare le esigenze cautelari e per tale motivo il Giudice delle indagini preliminari Michele Consiglio ha deciso di revocare la misura cautelare dell’obbligo di presentazione giornaliera presso gli uffici del Commissariato della Polizia di Stato adottata dallo stesso giudice nei confronti del sindaco Antonello Rizza, e della funazionaria dell’Ufficio Politiche Sociali, dottoressa Lucia Grasso. Il Gip ha preso la decisione dopo aver letto attentamente la corposa memoria difensiva redatta dall’avvocato Domenico Mignosa, che ha puntato il dito sull’attualità dei pericoli di fuga, inquinamento delle prove e reiterazione del reato.

La nuova normativa varata dal legislatore impone al giudice di non assumere provvedimenti cautelari e misure coercitive quando non c’è l’attualità delle esigenze cautelari. Il sindaco Rizza e la dottoressa Grasso hanno dimostrato di non avere alcuna intenzione di allontanarsi dal comune di Priolo per sottrarsi alla misura dell’obbligo di presentazione negli uffici del Commissariato di Polizia, per cui il Gip ha ritenuto non più sussistente l’esigenza di tenere in vita la misura cautelare anche perchè, al di là del buon comportamento tenuto dai due indagati, la prova della loro penale responsabilità era stata già acquita dagli investigatori della Polizia. Sicche, il Gip Consiglio, senza manifestare alcun pregiudizio nei confronti dei due indagati, ha accolto l’istanza dell’avvocato Domenico Mignosa e nella mattinata del 14 dicembre ha firmato il decreto di revoca della misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana presso gli uffici del Commissariato.
Il sindaco Rizza si era illuso di avere ottenuto l’annullamento della misura cautelare per il contenuto di un resoconto giornalistico pubblico sul periodico “La Civetta”, in cui si sosteneva che già in passato, altre amministrazioni comunali guidate da altri sindaci, avevano le stesse cose che il Pubblico Ministero Tommaso Pagano contesta al primo cittadino di Priolo. Non è andata come l’ha messa nel circuito mediatico il sindaco Rizza. Il Gip non ha nemmeno letto quell’articolo. Ha letto, invece, la corposa memoria dell’avvocato Mimmo Mignosa e ha deciso di accogliere immediatamente la sua istanza di revoca della misura cautelare. Il caso giudiziario non si sgonfia, ma approderà ben presto in un’aula del Tribunale penale. Il sindaco Rizza e la dottoressa Lucia Grasso restano, pertanto, indagati per i reati di di truffa aggravata, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, induzione indebita a dare e promettere utilità e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.
Nel mirino degli inquirenti sono finiti i viaggi ricreativi pagati dal Comune per i pensionati di Priolo. Il sindaco Rizza ha ammesso di essersi recato nell’albergo di Monticelli Termi, in provincia di Parma, e ha confessato di esserci stato con la propria moglie. E, durante l’interrogatorio di garanzia, cui è stato sottoposto dal Gip Consiglio, ha tenuto a puntualizzare che lui non è stato un ospite a scrocco. “Quando ho chiesto il conto – ha dichiarato il sindaco di Priolo, alla presenza del suo difensore avvocato Domenico Mignosa – il proprietario dell’albergo ha detto all’addetto della reception: “Lascia perdere, è tutto pagato per il sindaco Rizza e per la sua gentile signora”. Il sindaco Rizza, cui si contestava di avere portato al seguito anche il figlio, ha detto: “Non è vero che mio figlio alloggiasse in quell’albergo. Mio figlio, che ha viaggiato in aereo con me e mia moglie, ha preferito stare in compagnia di un suo amichetto che lo ha ospitato nella sua abitazione di Reggio Emilia” – ha puntualizzato il sindaco. Il primo cittadino di Priolo ha dettato a verbale che nei tre viaggi riservati ai pensionati di Priolo, ai quali hanno preso una cinquantina di persone ad ogni viaggio ricreativo, “non c’erano portoghesi, ma soltanto pensionati ammessi a partecipare a queste iniziative organizzate e finanizate dall’Amministrazione comunale”.
A sua volta la dottoressa Lucia Grasso, responsabile dell’Ufficio Politiche Sociali del Comune di Priolo, ha negato anche lei gli addebiti e si è detta sorpresa e amareggiata dalle gravi accuse mosse a suo carico dal Pubblico Ministero Tommaso Pagano. “IA differenza del sindaco, io non ho partecipato a nessuno dei viaggi ricreativi e nessuno ha pagato un euro per ospitarmi in albergo o per farmi viaggiare. Eppure sono indagata per reati che non ho commesso. Il mio compito è stato solo quello di organizzare i viaggi, di cercare le ditte idonee ad effettuare il trasporto dei nostri pensionati da Priolo fino in Emilia Romagna, di individuare l’albergo dove fare ospitare i nostri concittadini. Null’altro!”.
A seguito della decisione del Gip Consiglio, l’avvocato Mignosa ha ritirato l’istanza che aveva inviato al Tribunale del Riesame di Catania tesa ad ottenere quello che gli ha concesso il giudice aveva emesso la misura cautelare contro Antonello Rizza e Lucia Grasso.
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