“Itaca”: due narcotrafficanti ai domiciliari, un terzo scarcerato

Catania. Accogliendo l’istanza dell’avvocato Giorgio D’Angelo, i giudici della Prima Sezione Penale della Corte d’Appello di Catania hanno disposto gli arresti domiciliari per Raffaele Sigona e Antonio Caccamo, due imputati coinvolti nell’operazione antidroga denominata “Itaca” recentemente condannati il primo a sette anni e sei mesi di reclusione ed il secondo a sei anni e sei mesi di reclusione perchè riconosciuti colpevoli di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti. La stessa Corte, sempre accogliendo l’istanza dell’avvocato Giorgio D’Angelo, ha ordinato l’immediata scarcerazione di Piero Di Mari, nonostante avesse riportato la condanna a sette anni e quattro mesi di reclusione in continuazione con un’altra condanna a due anni e quattro mesi di

reclusione. La Corte ha riconosciuto l’errore commesso di non aveva applicato la continuazione riconosciuta a Piero Di Mari dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Catania in occasione della celebrazione del processo di primo grado svoltosi con il rito abbreviato. Le determinazioni dei giudici della prima sezione penale della Corte d’Appello sono conseguenti alla sentenza dell’appello bis che è stato celebrato nei giorni scorsi a seguito della decisione della Suprema Corte di Cassazione di annullare la sentenza di una Corte d’Appello di Catania, difformemente composta, in quanto a giudizio dei Supremi giudici non era sussistente la circostanza aggravante di cui all’articolo 7 della legge sui reati di mafia. Con la celebrazione del nuovo processo d’appello, la Corte d’Appello di Catania ha escluso l’aggravante di cui all’articolo 7 (avere agevolato o commesso il reato per favorire il clan Bottaro-Attanasio) e ha rideterminato la pena a tutti gli imputati coinvolti nell’operazione denominata Itaca.

I giudici della prima sezione penale della Corte d’Appello hanno sì escluso l’aggravante dell’articolo 7 ma hanno ribadito la penale responsabilità di tutti i siracusani arrestati nell’ambito dell’operazione antidroga “Itaca” e hanno inflitto la pena di 6 anni, 9 mesi e giorni 10 di reclusione a Vincenzo Bruzzese; sei anni e sei mesi di reclusione ad Antonio Caccamo; sette anni e sette mesi di reclusione a Carmelo Cassia; quattro anni e otto mesi di reclusione a Daniele Cassia; sette anni e quattro mesi di reclusione a Piero Di Mari; sette anni e sette mesi di reclusione ad Angelo Drago; otto anni e mesi quattro di reclusione a Dario Pincio in continuazione con la pena di sei riportata in un’altra vicenda di droga; quattro anni, mesi dieci e giorni dieci di reclusione ciascuno ad Alessandro Salemi e Antonio Sigona; sette anni e mesi sei di reclusione a Raffaele Sigona; quattro anni e mesi dieci di reclusione e la multa di ventimila euro a Francesco Tiralongo, l’unico a non essere stato riconosciuto colpevole di traffico di droga ma di violazione dell’articolo 73 della legge sugli stupefacenti. Contestualmente alla lettura del dispositivo di sentenza la Corte d’Appello ha ordinato l’immediata liberazione di Alessandro Salemi e Antonio Sigona. Per Dario Pincio la Corte non ha deliberato alcuna misura cautelare in quanto lo stesso è già ritornato in libertà per avere espiato l’intera pena.

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