Il taccuino di Titta Rizza: cerco un buon motivo per andare a votare alle primarie del PD

Siracusa. Il 16 dicembre si dovrebbero tenere le primarie nazionali del PD e prima ancora quelle per la elezione del segretario regionale di Sicilia.
In passato sono andato a votare per Prodi ed in altre due occasioni per primarie varie.
Mi era d’obbligo seguire il PD anche se non tesserato ed organico al partito, visto che il Partito Popolare degli ex DC di sinistra di cui avevo tessera era confluito nel partito di Rutelli e poi tutti insieme a fondare il PD in un abbraccio formale assai con i ”compagni”.
Oggi cerco di trovare un buon motivo che mi possa indurre a recarmi nel gazebo e quindi nutrire fiducia in questo PD.
Non ne trovo uno solo; e per me questo è un grande tradimento perché ho creduto in una forza di sinistra che doveva rendere più giusta la società italiana e doveva sottrarre il Paese alle conseguenze delle performance amorose dell’indomabile cav. Berlusconi.
Renzi ha tentato di fare del PD un partito di sinistra liberale ed ha fatto in modo che se ne andassero quelli di vecchia scuola del PCI che il 4 marzo hanno fatto un tonfo colossale: il presidente del Senato Grasso con il dieci per cento che avrebbe dovuto riportare il suo nuovo partito già si sentiva capo di un governo di coalizione con i 5Stelle.
Non è andata così: però bisogna ammettere che se un tonfo ha avuto il partito degli epigoni del PCI, un tonfo più pesante l’ha avuto anche il PD di Renzi.
Davanti una tale sconfitta la rissosità interna del PD avrebbe dovuto far serrare le file, e cercare di riprendere il dialogo con la società italiana.
Dopo la croce che ci ha dato il Signore con i cinque anni di Crocetta, era d’uopo pensare che quello che restava del PD siciliano rinsavisse.
Invece punto e daccapo come se il PD il 4 marzo non avesse preso una solenne bastonatura.
E’ storia di questi giorni: è ricominciata la corsa alla carta bollata per ricorsi e controricorsi, come se il popolo siciliano fosse avvinto alle vicende dei politicanti del PD isolano.
Colpi di mano che si susseguono, l’uno contro l’altro, mentre non si accorgono di due cose: 1 ) la Sicilia del presidente Musumeci si è fermata; la politica assistenziale che ha fatto, ha prosciugato il bilancio regionale e sono rimasti pochi spiccioli per gli investimenti. 2 ) Sotto il loro naso sta maturando un nuovo Contratto di Governo fra il Presidente Musumeci e i 5Stelle.
Sotto il loro naso; quelli di PD preferiscono ai patti di governo i patti singoli e personali fra Musumeci e ciascuno di loro per ogni singolo provvedimento da votare più o meno sottobanco: in questo modo c’è sempre qualcosa da portare a casa!
Il nostro on.le Giovanni Cafeo l’unico capo del PD provinciale che dovrebbe muoversi senza dover dare conto a nessuno se non a sé stesso, per la ricerca di nuovi spazi, di facce nuove, di giovani con cui aprirsi ad una società che non ha voglia né di Salvini né di Di Maio, è rimasto a rimorchio di vecchi nomi del PD e non si accorge che sono delle zavorre che lo faranno affondare inesorabilmente.
Bisognerebbe studiare un po’ di storia, almeno quella recente.
Mentre il mondo cambiava Buttiglione da una parte e Rosy Bindi con Gerardo Bianco dall’altra litigavano, e passarono alla carta bollata.
Fecero finire con una morte ingloriosa in una grigia aula giudiziaria di Pretura la gloriosa storia della Democrazia Cristiana.
Ma la Storia non serve; serve la carta bollata.
Però la vita non si ferma; faranno le primarie, proclameranno che milioni di uomini e donne italiane anche per le primarie regionali sono andati a votare.
La festa è fatta; peccato però che questi milioni di simpatizzanti poi non se li troveranno nei numeri delle elezioni nazionali e regionali.
Cerco di trovare un buon motivo per andare a votare alle primarie del PD ma fino a questo momento non ne trovo uno solo: trovo solo dei capetti fuori dal contesto della realtà nazionale e regionale che ci circonda.
Titta Rizza

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