Gennuso: “Basta al dileggio e alle congetture false”, e dà mandato ai legali di querelare Borrometi

Rosolini. Il deputato regionale, da alcuni giorni rientrato all’Assemblea Regionale Siciliana, onorevole Pippo Genuso, attraverso un comunicato stampa, informa di avere dato mandato agli avvocati Corrado Scimonello e Corrado Di Stefano, per la sede Civile, e all’avvocato Bartolo Iacono, per la sede Penale, di promuovere le necessarie iniziative legali contro il giornalista Paolo Borrometi. Nel comunicato si legge che l’azione civile e penale contro il giornalista Borrometi è stata intrapresa dopo la campagna di dileggio “della mia persona e dei miei famigliari” di cui si è reso protagonista il Borrometi, “in questi ultimi anni in particolare e fino a pochi giorni fa attraverso la pubblicazione di un libro, articoli di stampa, post sui social, interventi in convegni e incontri anche nelle scuole”.
L’onorevole è arrabbiato nei confronti di Borrometi per i suoi violenti attacchi giornalistici: “Adesso dico basta al dileggio e alle congetture false e chiedo, attraverso le mie azioni giudiziarie nei confronti del giornalista Paolo Borrometi, che si accertino i fatti e la verità”.
Si legge ancora nel comunicato, a firma Giuseppe Gennuso: “Intendo sin d’ora precisare che qualsiasi accostamento della mia persona a consorterie mafiose o a personaggi legati alla mafia è frutto di una deliberata volontà di discredito e diffamatoria del giornalista Paolo Borrometi”. Il deputato elenca una serie di ordinanze e di sentenze emesse dai giudici penali che dicono che Giuseppe Gennuso è parte offesa e assolutamente estraneo agli interessi mafiosi e va esclusa ogni forma di sua partecipazione alla criminalità organizzata.
Poi rivolgendosi direttamente al giornalista aggiunge: “Voglio ricordare al Borrometi che c’è un’antimafia vera e c’è quella dei professionisti dell’antimafia, quella dei fatti, accertati anche dai giudici della Repubblica e quella dell’effluvio di parole destinate solo al dileggio ed alla diffusione di informazioni false ed errate e c’è anche l’antimafia di chi “ci campa” dentro un perverso circuito mediatico e giudiziario e politico del quale il giornalista Paolo Borrometi è utile e organico diffusore di veleni e menzogne”.
E, infine, l’ultimo affondo: “Allo scopo di fare piena luce sui fatti falsi che dal giornalista Paolo Borrometi vengono attribuiti a me e ai miei congiunti, e che saranno dettagliatamente esposti negli atti di querela e negli atti di giudizio civile, formalmente sarà richiesto che il giudizio venga esteso anche ad accertare la verità o la falsità dei fatti, con conseguente e relativà facoltà per lo stesso Borrometi di fornire ogni elemento di prova e di giudizio”.

CONDIVIDI