Inflitti 2 anni e 9 mesi a un 24enne sorpreso in possesso di cocaina, hashish e marijuana

Siracusa. C’è lo sciopero degli avvocati che protestano contro la riforma della prescrizione voluta con cocciutaggine dal ministro della Giustizia, il grillino Bonafede, ma il processo a carico di Luigi Cacciatore, 24 anni, si fa e arriva a sentenza poichè l’imputato è detenuto. E quando ci sono detenuti l’astensione dalle udienze per i penalisti non vale. Luigi Cacciatore è accusato di detenzione ai fini di spaccio di 74 dosi di cocaina, 130 dosi di hashish e 59 dosi di marijuana. Comparso innanzi al Giudice Monocratico Giuliana Catalano, il ventiquattrenne, difeso dall’avvocato Giorgio D’Angelo, chiede di essere giudicato con il rito abbreviato. Il Pubblico Ministero effettua la propria requisitoria a conclusione della quale chiede al Giudice Monocratico di infliggere la pena di quattro anni di reclusione e la multa di ventimila euro al pusher, che fu arrestato dai Carabinieri in Via Italia 103 il 16 febbraio scorso. Poi parla il difensore dell’imputato, avvocato Giorgio D’Angelo che chiede al Giudice Monocratico Catalano di ritenere il fatto di lieve entità, di riconoscere al suo cliente le attenuanti generiche e di applicargli lo sconto di pena previsto dal rito abbreviato e, quindi, conclude con la richiesta di infliggere una mite pena a Luigi Cacciatore. Il Giudice Monocratico Catalano ritorna in aula dopo due ore trascorse in camera di consiglio e legge la sentenza con la quale dichiara colpevole Luigi Cacciatore e gli infligge la pena di due anni e nove mesi di reclusione e la multa di dodicimila euro.
Il giovane spacciatore di sostanze stupefacenti venne tratto in arresto dai Carabinieri nello scorso mese di settembre in Via Italia 103. Nonostante la giovane età Luigi Cacciatore è recidivo specifico sia per reati connessi allo spaccio degli stupefacenti sia per evasione dagli arresti domiciliari. Per rendersi conto dell’irritazione che provocano i suoi copiosi arresti nei magistrati della Procura della Repubblica basta ricordare la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Gaetano Bono in occasione della convalida dell’arresto del ventiquattrenne all’udienza celebratasi antecedentemente a quella del 17 settembre scorso: il sostituto procuratore Bono chiese di applicare a Luigi Cacciatore la misura cautelare degli gli arresti domiciliari con l’uso del braccialetto elettronico. La richiesta fu rigettata dal Gip Salvatore Palmeri.
Così come fu rigettata la richiesta del Pubblico Ministero avanzata martedì 17 settembre di applicare la misura cautelare della custodia in carcere al Cacciatore, dal Giudice Monocratico Giuliana Catalano che, invece, ha applicato al giovane spacciatore la misura cautelare degli arresti domiciliari. In quella occasione Luigi Cacciatore, difeso dall’avvocato Giorgio D’Angelo, innanzi al Giudice Monocratico Catalano ha confessato gli addebiti. Una settimana fa, lo stesso Giudice Catalano ha ordinato ai Carabinieri di arrestare il Cacciatore e di rinchiuderlo nella Casa Circondariale di Cavadonna per avere più volte violato la misura degli arresti domiciliari. Il ragazzo, che dimostra di essere irresponsabile e incosciente, scherza con la giustizia e paga a caro prezzo le sue bravate. Cacciatore ha già accumulato tre condanne e ancora ha decina di processi a carico per la serie impressionante di denunce rimediate per evasione dagli arresti domiciliari. E se tutti i processi si concludono con la sua condanna gli anni da scontare in carcere saranno troppi.

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