Il piromane di Pachino che ha incendiato otto auto ha fatto scena muta innanzi al Gip

Siracusa. Si è avvalso della facoltà di non rispondere il piromane di Pachino. Salvatore Casella, colpito dalla misura cautelare della custodia in carcere, è comparso giovedì mattina innanzi al Giudice delle indagini preliminari Tiziana Carrubba, che ha firmato l’ordinanza custodiale nei confronti del pachinese accusato di avere incendiato otto autovetture la notte del 27 ottobre 2017. Ma quando il Gip gli ha chiesto se intendeva rispondere o avvalersi della facolta di non rispondere ha optato per questa seconda soluzione. E il verbale che era stato appena aperto è stato chiuso dal Gip che ha ordinato la restituzione del fascicolo al Pubblico Ministero Gaetano Bono. All’interrogatorio (mancato) di garanzia ha partecipato il difensore del pachinese di 32 anni, avvocato Irene Scala. Con la sua legittima scelta di non rispondere alle domande il piromane ha lasciato avvolto nel mistero il motivo che l’ha indotto a cospargere di benzina e accendere il fuoco facendo avvolgere dalle fiamme le otto macchine parcheggiate lungo la via Nuova e la Via Pellegrino Rossi. Le indagini degli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Pachino, grazie alla visione delle immagini riprese dalle telecamere installate nelle due strade in cui la notte del 27 ottobre, intorno alle ore 4, sono andate bruciate le otto macchine, hanno consentito di individuare il piromane che s’aggirava nella zona tenendo in una mano una bottiglia contenente benzina, ma non hanno permesso in alcun modo di accertare la causale del folle gesto. E se Salvatore Casella non si decide a parlare difficilmente verrà a galla il motivo che lo ha spinto a bruciare le otto macchine.
Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Gaetano Bono hanno consentito agli uomini del Commissariato di Pachino di eseguire la misura a carico dell’uomo per il reato di incendio aggravato .
Secondo le ricostruzione del Pubblico Ministero Gaetano Bono e degli investigatori del Commissariato di Pachino nella notte del 27 ottobre 2019, alle ore 04.20, sono state date alle fiamme le otto autovetture parcheggiate lungo Via Nuova e Via Pellegrino Rossi in Pachino.
La propagazione delle fiamme ha coinvolto anche quattro abitazioni adiacenti. Il personale del Commissariato di PS Pachino ha avviato le indagini partendo dalla ricostruzione dell’accaduto sulla base delle immagini fornite dai fotogrammi di alcuni impianti di videosorveglianza di abitazioni dislocate nelle immediate vicinanze del luogo interessato dall’evento. Una di queste è risultata particolarmente utile poiché, in orario di poco antecedente allo sviluppo delle fiamme, ha ripreso un soggetto che, a piedi, percorreva la Via Nuova dirigendosi verso il luogo ove qualche istante più tardi è stato appiccato il fuoco alla prima autovettura. L’angolazione di un’altra telecamera ha consentito di riprendere lo stesso soggetto che è transitato per strade limitrofe puntando, poi, sulla Via Nuova ove era parcheggiato un furgone Renault a cui è stato appiccato il fuoco. Il tratto di strada in pendenza ha favorito il propagarsi del liquido infiammabile che ha consentito alle fiamme di raggiungere le altre sette autovetture, tutte parcheggiate a poca distanza una dall’altra. Il rogo ha coinvolto anche le facciate di alcune abitazioni rendendo particolarmente ardua l’opera di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Noto.
L’attività di indagine svolta dal personale del Commissariato di Pachino, si è focalizzata sull’immagine che aveva immortalato l’uomo con una bottiglia di plastica, parzialmente celata dal giubbotto. L’azione del piromane, riconosciuto senza alcun dubbio in Salvatore Casella, ricostruita dagli inquirenti sotto l’aspetto temporale ma anche nel percorso mostrato attraverso le mappe delle vie da questi percorse, lo collocano sul luogo dell’incendio proprio nell’orario in cui l’evento si verifica, in assenza di altri soggetti.
Il Giudice delle indagini preliminari Tiziana Carrubba, in accoglimento della richiesta formulata dal Sostituto Procuratore Gaetano Bono, ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere, eseguita da personale del Commissariato di Pachino che ha associato Salvatore Casella presso la Casa Circondariale di Cavadonna.

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