Ai domiciliari l’avolese che ha sottratto la card di Reddito di Cittadinanza alla convivente

Siracusa. Giovedì mattina 6 febbraio, al Tribunale di Viale Santa Panagia, si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto operato dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Avola nei confronti di Vincenzo Di Stefano, 28 anni, accusato di maltrattamenti in famiglia, rapina impropria, minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Per il Di Stefano, difeso dall’avvocato Natale Vaccarisi, il Pubblico Ministero Salvatore Grillo ha chiesto l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. Il ventottenne ha risposto alle domande del Giudice delle indagini preliminari Salvatore Palmeri e ha cercato in tutti i modi di ridimensionare le accuse che gli muove la convivente. L’indagato ha detto di non aver mai alzato le mani contro la sua compagna, ma ha ammesso di aver litigato più volte con la donna in quanto lei lo accusava di essere un fannullone, che non si cercava un lavoro ma di voler fare la vita del mantenuto con i soldi di lei. Non solo. La donna accusa Vincenzo Di Stefano di averla costretta, con le minacce, a consegnargli la card di Reddito di Cittadinanza e di non avergliela più restituita. Riguardo alla card del Reddito di Cittadinanza Di Stefano ha negato di averla ottenuta ma senza farle alcuna minaccia dalla sua compagna.
Oltre alle accuse della convivente, Vincenzo Di Stefano deve dare conto anche delle gravi accuse che gli muovono gli agenti del Commissariato di Avola i quali riferiscono che il ventottenne si era presentato negli uffici della Polizia di Stato per minacciare la sua compagna e costringerla a non presentare la denuncia contro di lui. I poliziotti lo avrebbero invitato a non perseverare nell’atteggiamento minaccioso contro la convivente e a quel punto Di Stefano avrebbe minacciato anche gli agenti che lo hanno ammanettato anche per i reati di minacce a pubblico ufficiale e per resistenza. Riguardo a queste accuse, l’arrestato ha cercato di ridimensionarne la portata e il suo difensore, avvocato Natale Vaccarisi, ha chiesto al Gip Palmeri di non accogliere la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Salvatore Grillo e di dimorre l’immediata scarcerazione del suo assistito che, stando al certificato penale, risulta assolutamente incensurato. Ma anche il penalista sa che Vincenzo Di Stefano ha parecchi procedimenti penali in corso per reati anche di una certa gravità. Ed il Gip Palmeri, se da un lato ha rigettato la richiesta del Pubblico Ministero Grillo, dall’altro non ha ritenuto di accogliere nemmeno la richiesta dell’avvocato Natale Vaccarisi, tant’è vero che ha disposto per Vincenzo Di Stefano la misura cautelare degli arresti domiciliari. Sulla base della richiesta avanzata dall’avvocato Natale Vaccarisi, che ha prodotto anche la dichiarazione del fratello del Di Stefano che afferma di volerlo ospitare nella propria abitazione, il detenuto espierà i domiciliari presso l’abitazione del congiunto e non nella casa condivisa con la convivente per evitare degli ulteriori contrasti con lei.
Il 28enne si è reso responsabile di continue minacce, offese e vessazioni nei confronti della propria convivente e, in particolare, si è impossessato della card del reddito di cittadinanza intestato alla donna, rendendosi responsabile di estorsione, reato quest’ultimo poi qualificato come rapina impropria.
La vittima si è recata in Commissariato per denunciare il compagno che l’ha raggiunta negli uffici della Polizia tentando di dissuaderla, con la minaccia, dal proprio intento, minacciando anche il personale di polizia.

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