“Spazzacorrotti” incostituzionale: saranno scarcerati l’avvocato Piero Amara e l’ex Pm Longo

Roma. La Corte Costituzionale ha pronunciato nell’odierna giornata di mercoledì 12 febbraio la sentenza sulla legge “spazzacorrotti” voluta dal M5S e dall’attuale ministro della Giustizia, Bonafede, dichiarandola incostituzionale. Alla luce della decisione della Consulta, che incide sull’esecuzione della pena e non sulla sua entità, a breve ritorneranno in libertà l’avvocato Piero Amara e l’ex Pubblico Ministero Giancarlo Longo, entrambi detenuti in carcere, il primo a Roma e il secondo a Napoli. I difensori di Amara e Longo già nella giornata di domani presenteranno al Magistrato di Sorveglianza l’istanza per l’affidamento in prova dei rispettivi clienti. Sia Amara che Longo, infatti, hanno un residuo pena da scontare inferiore al tetto massimo di quattro anni. L’avvocato Amara è stato arrestato 48 ore fa per espiare la pena di un anno e due mesi di reclusione, patteggiata innanzi al Giudice dell’udienza preliminare Tiziana Leanza in servizio al Tribunale di Messina. Per effetto della legge “spazzacorrotti” è stato arrestato a distanza di una settimana da quando cioè la Corte di Cassazione aveva mandato in giudicato la sentenza di applicazione pena a richiesta delle parti. L’ex Pubblico Ministero Giancarlo Longo si trova detenuto dal mese di agosto dello scorso anno, da quando cioè era divenuta irrevocabile la sentenza di patteggiamento alla pena di cinque anni di reclusione, pronunciata dai giudici del Tribunale Penale di Messina. Gli ordini di carcerazione nei confronti di Longo e di Amara sono stati emessi dalla Procura della Repubblica di Messina sulla base della legge “spazzacorrotti” che non prevede misure alternative per gli imputati riconosciuti colpevoli di corruzione e non consente ai collaboratori di giustizia di usufruire di benefici di legge. Una legge rigorosa voluta dai grillini nel primo governo Conte, ma che ora dalla Corte Costituzionale è stata dichiarata incostituzionale sulla esecuzione della pena per reati commessi prima dell’entrata in vigiore della “spazzacorrotti”.
L’ex Pubblico Ministero, difeso dall’avvocato Bonaventura Candido, nonostante abbia patteggiato cinque anni di reclusione, può uscire dall’istituto di pena ed essere affidato ai servizi in prova in quanto prima di essere raggiunto dall’ordine di carcerazione, aveva espiato un anno tra detenzione in carcere e arresti domiciliari. Sicchè gli restavano da espiare quattro anni, pena quest’ultima che consente ai condannati che non hanno avuto inflitte pene detentive superiori ai quattro anni di essere ammessi all’istituto dell’affidamento in prova ai servizi sociali. L’avvocato Piero Amara, difeso dall’avvocato Salvino Mondello, ha patteggiato a Messina la pena di un anno e due mesi in continuazione con la pena di tre anni di reclusione patteggiata innanzi al Gip del Tribunale di Roma, che sommate portano la pena a sforare il tetto di quattro anni di reclusione. Ma, poichè tra detenzione in carcere e arresti domiciliari, ha espiato sei mesi, la pena finale di 4 anni e due mesi si deve ridurre a tre anni e sei, per cui anche lui rientra tra i detenuti condannati che possono essere ammessi all’istituto dell’affidamento in prova ai servizi sociali.
Già nella mattinata di domani, giovedì 13 febbraio, l’avvocato Bonaventura Candido per l’ex Pubblico Ministero Longo e l’avvocato Salvino Mondello per l’avvocato Amara presenteranno l’istanza per l’immediata scarcerazione dei rispettivi clienti. Longo e Amara sono stati condannati per i reati a ciascuno contestati nell’ambito dell’operazione denominata “Sistema Siracusa”.

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