Il guardiano che ha ucciso a fucilate due uomini e ferito un terzo invoca la legittima difesa

Catania. Il guardiano Giuseppe Sallemi, 42 anni, arrestato dagli agenti delle Squadre Mobili di Catania e Siracusa per duplice omicidio volontario e tentato omicidio si difende dicendo di avere esploso le fucilate contro i tre catanesi da lui sorpresi all’interno dell’agrumeto di contrada Xirumi, in territorio di Lentini, per legittima difesa. A suo dire Massimo Casella, 47 anni, Agatino Samaniti, 29 anni e Gregorio Signorelli, 36 anni, lo avrebbero minacciato di morte. “Questa notte tu muori” – avrebbe detto uno dei tre presunti ladri di arance al guardiano del fondo agricolo che li aveva invitati a fare dietrofront e di allontanarsi rapidamente. Di fronte a questa presunta minaccia il guardiano anzichè indietreggiare e raggiungere un posto sicuro da dove telefonare alla Polizia o ai Carabinieri ha imbracciato il fucile, l’ha caricato e ha esploso delle cartucce all’indirizzo dei tre presunti ladri di arance. E ne ha uccisi due, centrandoli in pieno mentre discutevano con lui, e il terzo l’ha mandato quasi moribondo all’ospedale Garibaldi di Catania. Le vittime sono Massimo Casella e Agatino Samaniti, deceduti mentre fuggivano da contrada Xirumi. Le cartucce di piombo penetrando nel corpo avevano leso organi vitali e per i due presunti ladri, entrambi residenti nel quartiere Librino di Catania, così come il loro compagno e complice della spedizione che li aveva condotti in contrada Xirumi tesa a fare incetta di quintali di arance. I due morti ammazzati e il ferito avevano organizzato il furto nei minimi dettagli. Speravano di ricavare dalla vendita degli agrumi che avrebbero rubaton quel giardino di cui era guardiano Giuseppe Sallemi un po’ di soldi per assicurare un pezzo di pane e i generi alimentari alle loro famiglie. Tutt’e tre erano noti alle forze dell’ordine come ladri di agrumi e ortaggi e come raccoglitori di materiale ferroso. La mancanza di un posto di lavoro e la fedina penale piena di condanne per reati contro il patrimonio impediva ai due morti ammazzati e al ferito ricoverato al Garibaldi di Catania di poter chiedere il reddito di cittadinanza, che, in tempi di crisi come questi, è una boccata d’ossigeno per quanti non hanno una stabile occupazione. Quella di contrada Xirumi è la solita guerra tra poveri. Anche il guardiano del giardino di agrumi, è una vittima della guerra che vede contrapposti quelli che difendono il pezzo di pane che possono comprare con il lavoro che hanno ottenuto e quelli che per sopravvivere e per portare il latte ai figli sono costretti a rubare. I due morti ammazzati e il loro compagno in fin di vita erano ben noti alle forze dell’ordine di Siracusa. Alcuni anni fa, infatti, si sono fatti beccare per furto di agrumi e di materiale ferroso. La loro vita era segnata: anzichè pane e viveri da portare a tavola incameravano arresti e condanne a svariati mesi e forse ad alcuni anni che, prima o poi, avrebbero dovuto scontare in carcere. Avevano organizzato la spedizione ladresca per fare incetta di arance per rivenderle nei mercati delle città della provincia di Catania. Ma alla meta hanno trovato un disperato come loro che li ha accolti a colpi di fucile, provocando a due di loro la morte e al terzo uno squarcio allo stomaco. Il buio della notte gioca dei brutti scherzi. La paura di essere aggredito e picchiato dai tre uomni che avevano fatto irruzione all’interno del giardino ha sicuramente indotto il guardiano del giardino di arance a impugnare il fucile e a sparare ad altezza d’uomo. La domanda è se il guardiano ha agito per legittima difesa o se invece deve essere perseguito per duplice omicidio volontario e per tentato omicidio? L’avvocato Fabio Presenti, nominato dalla famiglia di Massimo Casella, ha annunciato che si costituirà parte civile e che si batterà per dimostrare che si è trattato di omicidio. Viceversa, gli avvocati Rocco Cunsolo e Francesco Calderone, difensori del guardiano, propendono per la tesi della legittima difesa. Il Pubblico Ministero Andrea Palmieri, titolare delle indagini svolte dalle Squadre Mobili di Catania e Siracusa. per il momento, ritiene prevalente l’ipotesi dell’omicidio ma con riserva che scioglierà solo quando riceverà i risultati della perizia autoptica e le risultanze della perizia balistica.

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