Inchiesta falsi invalidi, fanno scena muta il medico Cultrera e la titolare del Patronato di Floridia

Siracusa. Sembrava che stessero rispondendo alle domande del Giudice delle indagini preliminasri Carmen Scapellato i due principali protagonisti dell’operazione “Povero Ippocrate”. E, invece, quando l’aula in cui si sono tenuti gli interrogatori di garanzia si è svuotata e il Gip ha fatto rientro nella sua stanza ed il Pubblico Ministero Salvatore Grillo se n’è salito nel suo ufficio del quinto livello del Palazzo di giustizia si è scoperto che il medico Santo Cultrera e la responsabile di un patronato “abusivo” che operava a Floridia, Rosaria Mangiafico, entrambi sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari, non hanno aperto bocca. L’unica volta che lo hanno fatto è stato quando sono stati invitati a declinare le loro generalità e quando sono stati invitati a dire se intendevano sottoporsi all’interrogatorio di garanzia o se si volessero avvalere della facoltà di non rispondere. E allora come mai Gip, Pubblico Ministero, i due arrestati e i rispettivi difensori ed il cancelliere assistente del giudice sono rimasti tanto tempo dentro l’aula? La risposta è disarmante ma non stupisce nel vedere i faldoni che contengono atti, verbali e adempimenti vari su intercettazioni, pedinamenti, osservazioni a distanza, autorizzazioni a richieste varie, eccetera: tutto il tempo è volato via per la lettura del lunghissimo elenco dei capi d’imputazione di cui sono chiamati a rispondere il medico Santo Cultrera e la signora Rosaria Mangiafico. Il medico è assistito dall’avvocato Ezechia Paolo Reale, mentre la fondatrice del Patronato di Floridia viene difesa dall’avvocato Antonio Meduri. A differenza della donna che si limita a dire che non intende rispondere alle domande del Gip, il medico, invece, dichiara che non è riuscito a leggere l’ordinanza e tutti gli allegati per cui si è riservato di rispondere alle eventuali domande o del Gip o del Pubblico Ministero quando avrà completato la lettura delle carte. L’avvocato Antonio Meduri preannuncia appello contro l’ordinanza cautelare del Gip Scapellato e a breve presenterà istanza al Tribunale del Riesame di Catania per chiedere la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari in quanto non cè più l’attualità delle fattispecie delittuose per l’applicazione del provvedimento coercitivo. L’avvocato Meduri ricorda che i reati contestati alla sua cliente risalgono al 2016, quindi oltre tre anni fa e tra l’altro non c’è più il pericolo della reiterazione perchè la signora Mangiafico è andata da un bel po’ di tempo in pensione. L’avvocato Ezechia Paolo Reale, invece, ha detto che non impugnerà l’ordinanza cautelare emessa dal Gip Scapellato ma attenderà che il suo cliente finisca di leggere tutte le carte e chiarisca la sua posizione nell’interrogatrio cui vuole essere sottoposto non appena si sarà reso conto delle specifiche accuse che gli muovono i Carabinieri e i Pubblici Ministeri Salvatore Grillo e Tommaso Pagano.
Le accuse contestate al medico Cultrera e alla fondatrice del Patronato di Floridia, signora Mangiafico sono quelle di truffa aggravata, corruzione, falso in atto pubblico e abuso d’ufficio.
Nei prossimi giorni il Gip Scapellato convocherà nell’aula del secondo livello del Palazzo di Giustizia gli altri indagati coinvolti nell’inchiesta sui falsi invalidi. Il Gip Scapellato ha applicato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione al medico Paolo Valvo e a Francesco Cianci, collaboratore della Mangiafico. La misura cautelare della sospensione dall’attività professionale per la durata di dodici mesi è stata applicata all’ex sindaco di Melilli Remo Ternullo (medico infettivologo), a Salvatore Alfano (medico diabetologo), Gaspare Pistritto (medico legale), Giuseppe Fazio (medico dell’Inps) e Rosario Terranova (medico dell’Inps). Il Gip Scapellato ha, infine, disposto il sequestro per equivalente dei beni ai medici Paolo Valvo, Salvatore Alfano, Michele Liistro, Gaspare Pistritto, Antonino Zito, Rosario Terranova, Giuseppe Fazio, Augusto Trigila, Santo Moncata, Giuseppe Partexano, Vittoria Sesta, Biagio Saitta, Clara Morreale e all’infermiera Vera Bondì.
Per tutti gli indagati colpiti dalla misura reale, quella appunto del sequestro dei beni, i loro ricorsi contro il provvedimento firmato dal Gip Scapellato l’udienza si terrà innanzi al Riesame di Siracusa il prossimo 24 febbraio. I ricorsi saranno presi in esame dal Collegio Penale composto dalla presidente Antonella Coniglio e dai giudici Giuliana Catalano e Liborio Mazziotta.
Nel corso della conferenza stampa, svoltasi alla presenza del procuratore capo Sabrina Gambino, dei sostituti procuratori Tommaso Pagano e Salvatore Grillo, del Colonnello Giovanni Tamburrino, Comandante del Gruppo Carabinieri di Siracusa e del maresciallo Domenico Di Somma, comandante del nucleo Carabinieri presso la Procura della Repubblica, è stato riferito che sono stati già sequestrati 600 mila euro; che l’indagine è iniziata nel 2016 a seguito della denuncia presentata da un pensionato cui era stata rifiutata la sua istanza di pensione di invalidità; che le indagini sono state svolte dai Carabinieri con intercettazioni ambientali e telefoniche nonchè con delle riprese videofilmate durante le quali si vedono i medici Asp e Inps che incassano denaro sborsato dai falsi invalidi; che le indagini sono state coordinate dai sostituti procuratori Grillo e Pagano; che la Procura impugnerà l’ordinanza cautelare emessa dal Gip Scapellato poichè non ha ritenuto sussistente il reato di associazione per delinquere a differenza dei magistrati che hanno diretto le indagini dei Carabinieri i quali invece pensano che il reato associativo c’è in quanto sarebbe stato dimostrato dalle indagini; che non sono coinvolti i Patronati delle Organizzazioni Sindacali ma due patronati che operavano “illegalmente” sia a Floridia che a Cassibile; che all’operazione è stato dato il nome convenzionale di “Povero Ippocrate”; che ai candidati alla pensione di invalidità veniva fornita l’assistenza di una badante; che oltre ai diciassette medici, di cui 12 dell’Asp (o come dipendenti o con contratti di collaborazione) ed i cinque medici dell’Inps, oltre al presidente della Commissione medica Inps, il numero degli indagati raggiunge quota 73 in quanto i falsi invalidi sono complessivamente 56. I magistrati ed i Carabinieri, grazie alle riprese con le mini telecamere installate all’interno degli ambulatori dei medici corrotti, hanno accertato la falsità di numerosi accertamenti diagnostici e strumentali come ad esempio false Tac e false Ecodoppler. Gli inquirenti hanno assistito a delle vere e proprie lezioni volte ad istruire i falsi invalidi su come comportarsi quando comparivano davanti alla Commissione Inps che avrebbe dovuto dare l’ok per il conseguimento della pensione di invalidità. E, infine, sono state anche riprese e memorizzate delle scene comiche come quella in cui si vede un pensionato che dice al medico che sta di fronte a lui “Ha visto dottore io non ho niente, posso ballare senza problemi “Guarda come dondolo…”. O come la scena di una signora anziana che viene rincorsa dalla badante per riportarla a casa e farle indossare abiti neri e non colorati con tanta di scollatura.
A seguito dei provvedimenti cautelari emessi dal Gip Scapellato su richiesta del procuratore capo Sabrina Gambino e dei sostituti procuratori Tommaso Pagano e Salvatore Grillo anche l’Azienda sanitaria provincia ha avviato un’indagine che si prefigge l’obiettivo di adottare delle sanzioni ai medici dipendenti e ai loro colleghi che hanno dei contratti a tempo e di collaborazione con l’Asp. “Appresa la notizia dell’operazione contro falsi invalidi coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra ringrazia la Procura e gli organi inquirenti per il lavoro fatto: “Da una sommaria ricognizione interna rispetto ai fatti appresi dalla stampa, che merita ulteriori approfondimenti – dichiara il direttore generale – nella vicenda sembrano essere coinvolti pochi medici dipendenti dell’Azienda nei confronti dei quali stiamo avviando i procedimenti disciplinari. Nell’assicurare la massima collaborazione alla Magistratura, non possiamo fare a meno di rilevare come per colpa di pochi si getta discredito sui tanti professionisti dipendenti del servizio sanitario che si prodigano onestamente per garantire il diritto alla salute dei cittadini”.

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