Dopo quattro mesi dai rubinetti delle case del centro storico di Augusta esce acqua potabile

Augusta. L’acqua comunale nel centro storico della città federiciana potabile, 110 giorni dopo, come specificato nell’ordinanza sindacale numero 1 datata 12 febbraio, che revoca l’ordinanza del 25 ottobre 2019 con la quale il sindaco disponeva nel quartiere storico il divieto di utilizzazione dell’acqua “per usi potabili, per l’incorporazione negli alimenti e come bevanda“, “per motivi di salvaguardia della salute pubblica” a causa di infiltrazioni argillose nel pozzo dei giardini pubblici.
La decisione arriva una volta acquisito il parere dall’Asp che ha certificato, quanto al controllo microbiologico, l’ “assenza di batteri sia da contaminazione ambientale che fecale” e, quanto al controllo chimico, “torbidità con valori all’interno di quelli previsti“, demandando (questo il verbo utilizzato) al sindaco sulla possibile revoca dell’ordinanza di non potabilità.Diversi residenti dell’Isola segnalano ancora oggi sulle reti social problematiche idriche, quali acqua torbida, pressione bassa o rubinetti a secco.
Nella relazione dell’Asp si riconoscono talune problematiche che “continuano a compromettere una definitiva stabilità della qualità dell’acqua emunta dal pozzo“: “notizie di re-intorbidamento dell’acqua dopo stacco/riattacco“; “mancata relazione geologica” con “assenza di notizie certe sul terreno dove si è innestata la nuova camicia“; “incertezza sui materiali presenti sul fondo del pozzo”; “incertezza sullo stato del vecchio pozzo vicino”, invitando a dotarlo di “dispositivi di sicurezza passivi“. “Pertanto – si conclude nella relazione dell’Asp – secondo i princìpi del Water Safety Plans, occorre gestire l’alto rischio di questo pozzo indispensabile alla fornitura di acqua destinata a uso umano al Centro storico di Augusta“.
Per far fronte alla crisi idrica dell’Isola, nel mese di dicembre erano state realizzate due condotte provvisorie, ancora presenti, dal pozzo privato “Tringali” (oggetto di requisizione temporanea con indennizzo) e dalla rete idrica comunale della Borgata, anche nella previsione dei lavori di riqualificazione, eseguiti a fine gennaio, del pozzo comunale dei giardini pubblici.
Si chiudono così, stando alla nuova ordinanza, quasi quattro mesi, in cui circa diecimila utenti, tra residenti ed esercenti, hanno dovuto fare i conti col disservizio idrico della non potabilità, a cui si è aggiunta l’emergenza della “parte alta” per una settimana di fine gennaio servita solo da autobotti, grazie anche ai volontari e al centralino della polizia municipale, per l’interruzione dell’erogazione idrica (concomitante ai lavori di rifacimento del pozzo dei giardini pubblici).
Cecilia Càsole

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