Operazione “Tutti a tavola”, il sindaco Cannata e altri 2 imputati vogliono essere interrogati

Siracusa. Accogliendo la richiesta dell’avvocato Ezechia Paolo Reale volta a consentire ai suoi tre clienti tra cui il sindaco di Avola, Giovanni Luca Cannata, di essere sottoposti ad esame e controesame, il Giudice dell’udienza preliminare Carla Frau ha congelato la decisione di rinvio a giudizio avanzata dal Pubblico Ministero Tommaso Pagano nei confronti dei diciotto imputati coinvolti nell’operazione “Tutti a tavola”, e ha rinviato l’udienza all’11 marzo. I tre clienti dell’avvocato Ezechia Paolo Reale sono il sindaco Cannata, Corrado Di Stefano e Pierantonio La Bruna. Tutt’e tre e i restanti quindici imputati debbono rispondere di truffa, turbativa d’asta, turbata libertà degli incanti e falso ideologico.
Oltre ai tre clienti dell’avvocato Ezechia Paolo Reale alla sbarra siedono Pietro Argentino, difeso dall’avvocato Salvatore Grande; Sebastiano Anselmo, assistito dall’avvocato Giovanni Amenta; Francesca Buscemi, difesa dagli avvocati Sebastiano Montoneri e Sebastiano Ricupero; Vincenzo Drovetti, difeso dall’avvocato Antonino Campisi; Santo Gionfriddo, difeso dall’avvocato Sebastiano Grimaldi; Stefano Gugliotta, difeso dall’avvocato Natale Di Stefano; Giuseppe Leone, assistito dall’avvocato Enrico Maria Belgiorno; Simona Loreto, difesa dall’avvocato Salvatrice Sarcià; Enrico Nastasi, difeso dall’avvocato Antonino Campisi; Giovanna Zocco, difesa dall’avvocato Giovanni Amenta; Natale Zuccarello, difeso dall’avvocato Grippaldi; Sebastiano Buscemi, difeso dall’avvocato Sebastiano Montoneri; Umberto Masuzzo, difeso dall’avvocato Salvatore Grande e Salvatore Galioto, difeso dall’avvocato Emanuele Bosco.
Le indagini, avviate e portate avanti dagli agenti del Commissariato di Avola, sono iniziate a seguito di una segnalazione arrivata al dirigente del Commissariato, Fabio Aurilio. sono state coordinate dal Pubblico Ministero Tommaso Pagano. Nel mirino degli inquirenti sono finiti il primo cittadino, funzionari comunali e imprenditori. Le indagini preliminari si sono concluse nell’aprile 2019 mentre il sindaco Cannata era impegnato nelle elezioni Europee come candidato di Fratelli d’Italia. Ritenendosi danneggiato dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, il sindaco pubblicava un post su Facebook in cui, polemizzando con il magistrato della Procura che gli contestava il reato di falso ideologico, puntualizzava di non avere fatto alcuna pressione a “dei funzionari regionali per il rilascio di un’autorizzazione per un’opera pubblica, nel caso specifico la riqualificazione di un borgo marinaro; io, nel mio ruolo di sindaco, ho solo chiesto di portare avanti il progetto”.

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