Udienza di convalida bis per il guardiano pluriomicida innanzi al Gip Migneco e martedì l’autopsia avverrà in forma di incidente probatorio

Siracusa. Innanzi al Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, Andrea Migneco, dovrà essere ripetuta la convalida del fermo di Giuseppe Sallemi, reo confesso del duplice omicidio di Massimiliano Nunzio Casella, 47 anni e di Vincenzo Agatino Saraniti, 19 anni e del tentato omicidio di Gregorio Signorelli, 36 anni. Come deciso dal Gip del Tribunale di Catania, che, oltre ad avere deciso di applicare la misura della custodia in carcere al Sallemi, ha stabilito che la competenza territoriale spetta al Gip del Tribunale di Siracusa. Con l’ordinanza emessa dal Gip di Catania, le indagini sul duplice omicidio e sul tentato omicidio sono di competenza della Procura della Repubblica di Siracusa, quindi a coordinarle sarà il Pubblico Ministero Andrea Palmieri che, dalla scoperta dei corpi di Massimiliano Nunzio Casella e di Vincenzo Agatino Saraniti, ha diretto le investigazioni sul deluttuoso episodio avvenuto in località Xirumi, territorio di Lentini. Porta la sua firma Il decreto di fermo di indiziato di delitto emesso nei confronti di Giuseppe Sallemi, 42 anni, custode del fondo agricolo di contrada Xirumi. Il fermo è stato tramutato poi in ordinanza cautelare di custodia in carcere dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Catania e adesso quell’ordinanza passa al vaglio del Gio Andrea Migneco, competente territorialmente ad applicare misure cautelari e di adottare altri adempimenti sull’episodio criminoso avvenuto nelle campagne di Lentini. L’indagato deve rispondere di duplice tentato omicidio e dl tentato omicidio nonchè di porto illegale in luogo pubblico di un fucile. Il fermo del custode si spiega in quanto, dopo aver assassinato e ridotto a mal partito Gregorio Signorelli, ancora ricoverato all’ospedale Garibaldi di Catania con la prognosi riservata, il custode del giardino di agrumi si è allontanato dalla contrada Xirumi e fatto rientro nella propria abitazione. Il Sallemi non ha avvertito nemmeno la sensibilità di soccorere l’uomo che gemeva per la profonda ferita all’addome nè di telefonare alla Polizia di Stato o ai Carabinieri per informarli di avere ucciso due presunti ladri e di averne ferito un terzo. I corpi dei due uomini ammazzati a colpi di fucile sono stati trovati dai familiari del Casella e del Saraniti, dopo avere appreso la notizia del ricovero in ospedale del Signorelli.
Le ricerche del guardiano del fondo agricolo sono scattate nella notte del 9-10 febbraio, immediatamente dopo il ricovero all’ospedale Garibaldi di Catania del Signorelli, dove è stato accompagnato da un conoscente. Le indagini, avviate dagli investigatori della Squadra Mobile di Catania e dai loro colleghi della Squadra Mobile di Siracusa, hanno consentito di accertare che l’episodio delittuo è avvenuto nelle campagne tra Scordia , in provincia di Catania e Lentini, in provincia di Siracusa, dove i due morti ammazzati e il ferito hanno posto in essere un’attività predatoria di agrumi. A riferirlo ai poliziotti è stato il Signorelli e quanto da lui raccontato ha trovato puntuale riscontro allorchè gli investigatori hanno rinvenuto, in contrada S. Giovanni – agro di Lentini, i corpi privi di vita di Casella e Saraniti, attinti, anch’essi, da colpi di fucile, il cui
sopralluogo è stato curato ed eseguito dal Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica di Catania.
In tale contesto, nonché dai conseguenti accertamenti e approfondimenti investigativi, la Squadra
Mobile di Catania ha prontamente individuato l’omicida nel quarantaduenne Giuseppe Sallemi, dedito alle attività di vigilanza dei fondi agricoli e titolare di una licenza per porto di fucile ad uso caccia.
L’assassino è stato pertanto intercettato all’interno della sua abitazione di Scordia, dove deteneva un fucile marca Bernardelli calibro 12 che è stato sottoposto a sequestro. Il Sallemi è stato condotto presso gli Uffici della Squadra Mobile di Catania, dove ha rilasciato spontanee dichiarazioni autoindizianti confessando di avere esploso col proprio fucile, nel corso della serata precedente, diversi colpi all’indirizzo di tre soggetti da lui sorpresi ed inseguiti al fine di impedire la sottrazione definitiva delle arance che avevano trafugato.
A dire di Sallemi, la propria condotta sarebbe avvenuta in quanto i tre uomini lo avrebbero intimorito con minacce di morte ed avrebbe pertanto sparato verso di loro ad una distanza di circa 15 metri per allontanarli.
Sallemi ha poi confermato le proprie dichiarazioni in sede d’interrogatorio reso alla presenza dei
Sostituti Procuratori della Repubblica di Catania e di Siracusa e del proprio difensore di fiducia.
Alla luce di quanto esposto, al termine dell’interrogatorio, sulla base del quadro probatorio acquisito, i Pubblici Ministeri hanno emesso il decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Giuseppe Sallemi, il quale, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la locale Casa circondariale di “Piazza Lanza”.
Sallemi è poi comparso innanzi al Giudice delle indagini preliminari di Catania, che, ritenendo la sussistenza della gravità indiziaria, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato. Lo stesso Gip di Catania ha dichiarato la competenza territoriale del Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco in servizio al Tribunale di Siracusa.
Sono in corso ulteriori accertamenti investigativi mirati a far luce sul movente e sull’esatta dinamica
dei fatti descritti dal Sallemi anche in ragione degli accertamenti esperiti dai medici legali che da
una preliminare analisi esterna hanno rilevato che i colpi risultano esplosi a distanza ravvicinata.
L’autopsia sui due cadaveri sarà effettuata martedì della prossima settimana. Lo ha deciso il Pubblico Ministero Andrea Palmieri, in servizio alla Procura della Repubblica di Siracusa, competente territorialmente a coordinare le indagini sul duplice omicidio e sul tentato omicidio. I difensori del guardano, avvocato Rocco Cunsolo e Francesco Calderone, hanno chiesto al Pubblico Ministero Palmieri di fare effettuare l’autopsia in forma di incidente probatorio e la loro richiesta è stata accolta per cui martedì 18 febbraio all’obitorio sara presente il perito nominato dal Gip Andrea Migneco, il medico legale Giuseppe Ragazzi di Catania. Per la Procura di Siracusa all’autopsia parteciperà il medico legale Maria Francesca Berlich di Scordia. Anche i familiari dei due morti ammazzati stanno per dare incarico a un medico legale, così come stanno facendo i difensori del guardiano. I legali di Giuseppe Sallemi, così come sostenuto dal loro cliente, sostengono che ricorrono i presupposti per ritenere sussistente l’attenuante della legittima difesa. Viceversa, per l’avvocato Fabio Presenti, legale della famiglia del Casella, è fuor di luogo parlare di legittima difesa a maggior ragione sulla base del comportamento del Sallemi che, dopo aver ammazzato due persone e ferita in modo grave una terza, si è dato alla fuga e non ha pensato assolutamente di soccorrere il Signorelli, centrato all’addome da una cartuccia caricata a pallini di piombo.
Ancora non è stato individuato l’obitorio in cui fare effettuare l’autopsia sui due cadaveri. Quello del Policlinico non è utilizzabile per cui la scelta potrebbe ricadere sull’obitorio dell’ospedale Garibaldi di Catania. Ma prima di martedì sarà comunicato al Pubblico Ministero Palmieri il nome dell’ospedale in cui fare traslare le salme di Massimiliano Nunzio Casella e Vincenzo Agatino Saraniti

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