E’ stato assolto ma non riesce a riavere il posto di lavoro all’ex Provincia: s’incatena in Via Roma

Siracusa. Pur essendo stato assolto con formula piena dalla accusa di assenteismo Sebastiano Garofalo (a sinistra nella foto che lo ritrae insieme al figlio Francesco) non riesce a riavere il posto di lavoro all’ex Provincia regionale, che gli fu tolto come conseguenza dell’arresto subito e dell’incriminazione per reati contestatigli dalla Procura della Repubblica aretusea. Dal giorno in cui il Giudice Monocratico Alfredo Spitaleri ha letto il dispositivo di sentenza sono passati quattro mesi e ancora il Commissario ad atca che gestisce l’ex Provincia regionale, non ha revocato l’ingiusto licenziamento disposto a carico del Garofalo. La sentenza è divenuta definitiva ma l’attuale Commissario, Percolla, non ha inteso ancora firmare il provvedimento di reintegro nell’attività lavorativa del Garofalo. Che, oltre al danno della perdita della libertà e del lavoro, deve adesso incassare pure la beffa in quanto il massimo funzionario dell’Ente pubblico non vuole riconoscere la sentenza pronunciata da un giudice della Repubblica italiana. Eppure dal dottor Percolla, che si ritiene anche lui una vittima della malagiustizia (la Corte dei Conti di Reggio Calabria l’ha condannato a rimborsare allo Stato oltre un milione e mezzo di euro), Sebastiano Garofalo si sarebbe aspettato un atteggiamento di piena disponibilità affinchè la sua odissea arrivasse in tempi celeri a positiva conclusione. Macchè, il Commissario Percolla sembra voler ignorare che Sebastiano Garofalo è da dieci anni che non percepisce lo stipendio a causa di un’errata iniziativa intrapresa dalle forze dell’ordine e dalla magistratura bollandolo come un assenteista dal posto di lavoro e di avere indebitamente percepito il salario che gli veniva corrisposto dall’ex Provincia Regionale. Il malcapitato Sebastiano Garofalo per sensibilizzare il Commissario Percolla si è visto costretto a mettere in atto una clamorosa protesta: al’alba di questa mattina, lunedì 4 marzo, si è incatenato davanti al portone d’ingresso dell’Ente pubblico, sito in Via Roma, a Ortigia. In tempi in cui dovrebbe prevalere la solidarietà umana a causa del coronavirus, che sta provocando vittime e danni economici pesantissimi, invece qui, nella civilissima Siracusa, si continua a perseguitare un cittadino ingiustamente arrestato e licenziato. Si spera, ove il signor Commissario Percolla dovesse continuare con il suo atteggiamento, nell’intervento del Prefetto Giusi Scaduto e del Presidente della Regione siciliana, onorevole Nello Musumeci.

CONDIVIDI