Blitz Aretusa, ai domiciliari Salvatore Catania sul cui capo pende richiesta di 19 anni

Siracusa. I giudici del Tribunale penale del Lunedì, quest’oggi composto con due magistrati togati non componenti del Collegio innanzi al quale si celebra il processo scaturito dall’operazione antidroga denominata “Aretusa”, hanno deciso di concedere gli arresti domiciliari a Salvatore Catania, nonostante sul suo conto pende la richiesta di condanna alla pena di diciannove di reclusione, avanzata, in sede di requisitoria, dal Pubblico Ministero Alessandro La Rosa. Il Collegio (presidente, Antonella Coniglio ed i giudici a latere Antonio Dami e Federica Piccione, questi ultimi sostituti dei giudici titolari Giuliiana Catalano e Liborio Mazziotta, assenti la prima in congedo di maternità, il secondo per impegni fuori sede) ha deciso di accogliere la richiesta avanzata d’urgenza dal difensore di Salvatore Catania, avvocato Giorgio D’Angelo, che ha rappresentato la drammatica situazione in cui versano i detenuti a causa dell’epidemia Coronavirus. E i giudici, sensibili sul tema della salute dei detenuti indipendentemente dal reato per il quale sono rinchiusi in carcere, hanno tramutato l’iniziale misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari. Non ha inciso assolutamente nella decisione del Collegio nè la richiesta di condanna avanzata dal Pubblico Ministero Alessandro La Rosa nè la parentela del Catania con Gianfranco Urso, capo di una delle due bande dedite al traffico degli stupefacenti e figlio del defunto boss Agostino Urso, detto ‘u prufissuri, tra i fondatori del primo clan di stampo mafioso di Siracusa. Salvatore Catania è cognato di Gianfranco Urso nei cui confronti il Pubblico Ministero La Rosa ha chiesto 30 anni di reclusione.
Il processo denominato “Aretusa” è attualmente sospeso in forza del decreto legge 8 marzo 2020, numero 11 e successive modificazioni, con il quale il governo ha stabilito che tutti i procedimenti sono rinviati a dopo il 15 aprile a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19. Il Collegio penale del Lunedì, composto dalla presidente Antonella Coniglio e dai giudici Catalano e Mazziotta, ha fissato per il 24 aprile la ripresa delle arringhe difensive. Per effetto del congedo di maternità della giudice Catalano il presidente della Sezione Penale del Tribunale aretusea, Giuseppina Storaci, dovrà scegliere un giudice che possa sostituire la dottoressa Catalano e fare arrivare a conclusione il processo.
Nel chiedere la condanna per il reato di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti per gli appartenenti ai sodalizi criminali dei quali erano leader Gianfranco Urso e la coppia Satornino-Vasile e la condanna per spaccio di sostanze stupefacenti per coloro che svolgevano il ruolo di spacciatori il sosttuto procuratore Alessandro La Rosa ha auspicato 30 anni di reclusione per Gianfranco Urso, 22 anni di reclusione per Luigi Urso; 15 anni di carcere per Andrea Abdoush,; 19 anni di reclusione per Salvatore Catania; 11 anni di reclusione ciascuno per Agostino Urso e Gianfranco Bottaro; 12 anni di reclusione per Daniele Romeo; diciannove anni di carcere per Lorenzo Vasile; nove anni di reclusione per il pentito Franco Satornino grazie alla concessione della speciale attenuante che il codice prevede per coloro che collaborano con la giustizia; 15 anni di reclusione per Massimiliano Midolo; 12 anni di carcere per Maria Christian Terranova; undici anni di reclusione per Lorenzo Giarratana; tre anni e sei mesi per Francesco Fontana; tre anni di reclusione per Massimiliano Romano; due anni e sei mesi per Sebastiano Recupero; due anni per Angelica Midolo; cinque anni di reclusione ciascuno per Salvatore Quattrocchi e Umberto Montoneri; tre anni e sei mesi di reclusione per Concetto Anthony Magnano e sette anni di carcere per Salvatore Silone.
Il magistrato della Dda si è detto certo che il Tribunale condividerà la sua tesi accusatoria poichè, nel corso del dibattimento, ha trovato puntuale riscontro. “Troverete – ha aggiunto il Pubblico Ministero – nella requisitoria scritta, che vi consegnerò appena finisco di avanzare le richieste di condanna nei confronti di tutti gli imputati, tutti gli elementi probatori raccolti a carico di ciascuno imputato. L’istruzione dibattimentale ha dato riscontro alle indagini svolte dalla Polizia di Stato, i cui investigatori sia con osservazioni a distanza, sia con le intercettazioni ambientali e telefoniche, sia con i sequestri di sostanze stupefacenti, hanno consentito di assicurare alla giustizia i componenti di due sodalizi criminali dediti al traffico e allo spaccio degli stupefacenti nel capoluogo aretuseo”.

CONDIVIDI