Incensurata di 45 anni di Pachino arrestata per possesso e spaccio di eroina, confessa e il Gip Carla Frau la scarcera

Siracusa. Dopo alcuni giorni di totale chiusura il Palazzo di giustizia di Viale Santa Panagia ha riaperto parzialmente i battenti per consentire l’ingresso ad una donna di Pachino arrestata nella giornata di sabato 4 marzo in quanto deteneva nella propria abitazione 65 grammi di eroina. E, al tempo stesso, per fare entrare il difensore della pachinese, avvocato Giuseppe Gurrieri.
Contrariamente all’orientamento manifestato dai componenti dell’Anm nazionale secondo i quali le udienze si dovrebbero tenere tutte con le videochiamate Skype per evitare che i giudici possano essere contagiati dagli arrestati, dai difensori o dalle forze dell’ordine, l’udienza di convalida di arresto della donna di Pachino si è svolta con le modalità prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria da coronavirus. Ovvero in presenza del Giudice delle indagini preliminari. Nel caso di specie, la pachinese, una incensurata di 45 anni, è comparsa innanzi al Gip Carla Frau. Nell’aula, oltre al giudice e all’arrestata, ci sono anche la cancelliera, l’addetto alla stenotipia e il difensore della donna, avvocato Giuseppe Gurrieri. Non c’è il Pubblico Ministero Salvatore Grillo, che, però, ha inviato per iscritto la propria richiesta riguardo alla misura cautelare da applicare alla pachinese. Il sostituto procuratore Grillo, che sabato aveva disposto gli arresti domiciliari per la donna di Pachino, ha cambiato idea e chiede che venga disposta la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti della quarantacinquenne. L’avvocato Giuseppe Gurrieri chiede al Gip Frau di rigettare la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Grillo e ritiene congrua l’applicazione di una misura cautelare non afflittiva per la sua cliente, alla luce del suo stato di incensuratezza e del comportamento collaborativo posto in essere dalla donna che, all’arrivo dei Carabinieri, spontaneamente prelevò dal cassetto di un comodino il plico contenente i 65 gramni di eroina e lo consegnò ai militari.
Il Gip Carla Frau ha rigettato la richiesta del Pubblico Ministero Salvatore Grillo ed è andato ben oltre alla richiesta dell’avvocato Giuseppe Gurrieri. Ha infatti, convalidato l’arresto, e ha ordinato l’immediata liberazione della casalinga di Pachino, senza applicarle alcuna misura cautelare. La decisione ha sorpreso la stessa pusher di Pachino. Alla richiesta se intendeva sottoporsi ad interrogatorio di garanzia, la donna ha risposto di sì ma poi si è limitata soltanto a rivendicare la proprietà del quantitativo di eroina. Scena muta ha fatto sull’uso dell’eroina che deteneva nel cassetto del comodino e da chi l’avesse comprata. Che la detenesse per fini di spaccio è sembrato un dato inconfutabile. Nella casa della donna, infatti, i Carabinieri hanno rinvenuto ben due bilancini di precisione e la somma di 460 euro in banconote di vario taglio, verosimilmente il ricavato della vendita di singole dosi di eroina. La benevola decisione del Gip Frau si potrebbe spiegare con la esigenza di tutelare il diritto alla salute della pachinese, che può essere garantito in tempi di epidemia da coronavirus evitando a chi compie dei reati, punibili con l’applicazione di una misura coercitiva, di essere ristretto in carcere all’interno dei quali non è possibile rispettare la distanza minima di un metro da un altro soggetto e nei quali si registrano gravissime carenze di dispositivi di sicurezza personale non avendo il Ministero della giustizia provveduto a rifornire gli istituti di pena di mascherine, gel e guanti.

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